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Attualità | 28 novembre 2025, 12:05

Greta Thunberg e Francesca Albanese a Genova: “Solidarietà viva, fermiamo il genocidio in Palestina”. In città cortei, scioperi e viabilità in tilt

Prosegue il corteo in direzione San Benigno. “Chiedo scusa al popolo palestinese per tutti questi anni di oblio e indifferenza”

Genova questa mattina è diventata il fulcro nazionale della mobilitazione per il cessate il fuoco in Palestina. Una giornata definita da molti “storica”, con una presenza annunciata di personalità italiane e internazionali: dall’ex ministro greco Gianīs Varoufakīs ai corrispondenti di guerra, fino a figure del mondo culturale come Moni Ovadia, Vinicio Caposselae Sabina Guzzanti, già presenti in città durante l’ultima visita ufficiale di Francesca Albanese, relatrice speciale ONU per i Territori Palestinesi occupati.

Mentre i cortei sono in movimento, uno partito da Brignole verso i varchi portuali di San Benigno, un altro via mare, Genova vive ore di grande partecipazione ma anche di notevoli difficoltà sul fronte della mobilità, tra scioperi nei trasporti e viabilità a rischio caos per tutta la giornata.

Greta Thunberg: “Genova è un faro. La solidarietà non è morta”

Prima dell’avvio del corteo è intervenuta Greta Thunberg, accolta da una folla che ha riempito le strade attorno alla stazione. “Il genocidio in Palestina è ancora in corso e ai nostri leader interessa soltanto l’espansione coloniale. Grazie Genova, perché sei un faro in tutto questo”, ha detto aprendo il suo intervento.

L’attivista svedese ha ricordato il ruolo dei lavoratori genovesi nelle mobilitazioni internazionali: “Quando ho visto i video dei portuali di Genova ho pianto, perché mi hanno dimostrato che la solidarietà non è morta, che esiste ancora un senso dell’umanità. Sono orgogliosa di chiamarvi miei compagni”.

Thunberg ha poi denunciato il quadro storico che, a suo giudizio, ha portato alla situazione attuale: “Il genocidio in Palestina non è un evento isolato: è il risultato di un sistema coloniale e imperialista che ha messo i profitti sopra le persone, lasciando i palestinesi in decenni di apartheid e oppressione”.
E ha concluso con un appello: “La solidarietà è una delle forze più potenti che abbiamo. Dobbiamo continuare ogni giorno a manifestare, a far sentire la nostra voce, a non cadere nell’apatia”.

Francesca Albanese: “Il porto di Genova è un esempio di resistenza civile”

Francesca Albanese ha parlato di “un’emozione grandissima” nel vedere la partecipazione della città. “Per quello che siete, per quello che rappresenta questo porto, un esempio di resistenza civile e sociale”, ha detto rivolgendosi ai presenti.

La relatrice speciale ONU ha ringraziato portuali, studenti e sindacati: “Ringrazierò sempre il Calp, i lavoratori del porto, USB e chi ha convocato lo sciopero. Oggi siete un testamento di solidarietà nei confronti del popolo palestinese, che continua a morire”.

Albanese ha ribadito la gravità della situazione: “Il cessate il fuoco non esiste se non nelle parole di chi vorrebbe farci restare a casa mentre le vene della Palestina restano aperte. Dobbiamo fermare questo genocidio, che sia l’ultimo della storia. Chiedo scusa al popolo palestinese per tutti questi anni di oblio e indifferenza”.

Poi l’affondo politico: “Nella loro lotta c’è anche la nostra: quella di chi non riesce più a godere dei diritti garantiti dalla Costituzione, dalla salute all’educazione, fino alla rappresentanza politica reale. La Costituzione non è un regalo: è costata sacrifici enormi”.

Sul palco anche delegazioni e osservatori internazionali: “Ci sono rabbini arrivati da New York a testimoniare che l’antisemitismo non c’entra niente. Ci sono giornalisti come Chris Hedges e attivisti che ci aiutano a comprendere l’architettura economico-finanziaria che regge questo sistema. E ci sono persone che ci raccontano cosa accade nelle carceri israeliane, dove avvengono cose che il mondo ancora non ha visto”.

Albanese ha chiuso con un messaggio di unità: “Sono convinta che insieme ce la facciamo: insieme possiamo fermare questo orrore. Insieme siamo uno”.

Cortei, scioperi e viabilità: giornata ad alta tensione per i trasporti

Oltre alle migliaia di persone in piazza, Genova sta affrontando una giornata particolarmente complessa dal punto di vista della mobilità. Lo sciopero proclamato a livello nazionale coinvolge anche il personale del trasporto pubblico locale e ferroviario.

Sul fronte ferroviario, scioperano lavoratrici e lavoratori di Trenitalia e Rfi, con astensione iniziata ieri alle 21 e prevista fino alle 21 di oggi. Possibili disagi e rimodulazioni sono annunciati anche a ridosso delle fasce orarie.
Le fasce di garanzia per i treni sono 6–9 e 18–21.

In città, si ferma anche il personale di Amt, sia viaggiante sia addetto all’assistenza clienti: stop dei mezzi per l’intera giornata, con la sola eccezione delle fasce di garanzia previste per il servizio extraurbano (6–9 e 17–20).

Redazione

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