La giunta comunale di Genova ha deliberato la proroga delle attività di accoglienza emergenziale dedicate ai minori stranieri non accompagnati (MSNA), alla luce del costante aumento dei casi registrati sul territorio cittadino. La decisione è stata assunta su proposta dell’assessora al Welfare Cristina Lodi, che ha portato in giunta i dati aggiornati sull’emersione del fenomeno.
"Questa decisione si è resa necessaria perché, nonostante l’aumento di posti già ottenuto per le strutture SAI, i dati ci dicono che il trend di emersione di minori stranieri non accompagnati sul territorio è in crescita costante", spiega Cristina Lodi. "Come amministrazione abbiamo l’obbligo morale e la volontà di agire a tutela di questi ragazzi e ragazze, molti dei quali arrivati in Italia da scenari complessi e drammatici, con vissuti che purtroppo hanno ripercussioni serie e importanti anche nel loro presente".
Negli ultimi mesi, infatti, il Comune si è trovato a dover fronteggiare una situazione sempre più complessa, anche dal punto di vista socio-sanitario e delle fragilità legate a fenomeni di devianza. In assenza di posti disponibili nel sistema SAI – il Sistema di accoglienza e integrazione – Palazzo Tursi ha attivato strutture temporanee ed emergenziali per garantire immediata protezione e tutela ai minori.
Un sistema che, pur rafforzato, non è più sufficiente. "Non dobbiamo limitarci ad accoglierli, ma dobbiamo fare del nostro meglio per studiare e applicare politiche di vero welfare che permettano loro di integrarsi", sottolinea l’assessora. "Anche attraverso progettualità che accompagnino i neo maggiorenni nel mondo del lavoro o dello studio. Il nostro sistema SAI ha già registrato un incremento di cento posti, ma non basta".
Per questo motivo il Comune di Genova ha già annunciato una nuova richiesta di ampliamento dei posti SAI al ministero dell’Interno. Parallelamente, il 16 dicembre 2025, la Civica Amministrazione ha formalmente chiesto alla Prefettura di Genova l’attivazione di un tavolo interistituzionale dedicato, con l’obiettivo di coordinare interventi e risposte a un’emergenza che non appare più episodica, ma strutturale.














