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Attualità | 05 gennaio 2026, 19:04

"No all'aggressione imperialista": la sinistra genovese in piazza per il Venezuela

Sindacati e partiti manifestano contro le minacce di intervento militare. Un’ora dopo, in via Galata, la comunità venezuelana contesta: "La solidarietà non può trasformarsi in complicità ideologica"

Un presidio per la pace e il rispetto del diritto internazionale: è il quadro emerso nel tardo pomeriggio di oggi davanti alla Prefettura di Genova, dove alle 18 ha preso il via il presidio che ha visto la partecipazione di numerose realtà del panorama associativo, sindacale e politico cittadino.

All’iniziativa hanno aderito sigle storiche come ANPI e ARCI, insieme alla CGIL - Camera del Lavoro. Accanto al mondo sindacale e dell’associazionismo, erano presenti diverse formazioni politiche, tra cui PD, Alleanza Verdi Sinistra, Partito della Rifondazione Comunista, Partito Comunista Italiano, FGCI e Partito Comunista dei Lavoratori. Hanno preso parte al presidio anche organizzazioni impegnate sui temi dei diritti e della solidarietà internazionale, come Emergency Genova, l’Associazione Italia-Cuba e il Comitato Piazza Carlo Giuliani, oltre a realtà locali quali la Casa dei Popoli, il Circolo Calogero-Capitini e il gruppo “Ora di Silenzio per la pace”. 

Francesco Tognoni, segretario del PD di Genova, ha spiegato le ragioni dell’adesione al presidio, parlando di “sdegno e contrarietà all’aggressione imperialista degli Stati Uniti di Donald Trump contro il Venezuela”, ribadendo però allo stesso tempo “una condanna ferma e severa del regime venezuelano di Maduro”. Tognoni ha insistito sulla necessità che le controversie internazionali vengano gestite “nel quadro delle normative e delle istituzioni internazionali, a partire dalle Nazioni Unite”, stigmatizzando quella che ha definito “la totale mancanza di trasparenza con cui Trump si muove sul piano internazionale, minacciando non solo il Venezuela ma anche Cuba, la Colombia e persino la Groenlandia”. Una posizione che, ha precisato, non cancella il giudizio negativo del PD su un regime “non democratico”, già più volte condannato a livello istituzionale.

Sulla stessa linea l’intervento di Fabio Marante, segretario regionale della CGIL, che ha sottolineato come la presenza al presidio serva a “testimoniare la necessità del ripristino dello stato di diritto e del diritto internazionale”, condannando “l’aggressione militare statunitense nei confronti del Venezuela e del suo presidente Maduro” e ribadendo la richiesta di “pace tra i popoli”.

A poca distanza, in via Galata, alle ore 19 la Comunità Venezuelana residente a Genova ha organizzato un altro presidio per esprimere “fermo dissenso” rispetto alla linea dei promotori del presidio. Pur riconoscendo il valore del dibattito democratico, la Comunità venezuelana giudica “inaccettabile parlare del Venezuela senza aver vissuto o ascoltato la realtà di milioni di cittadini” che hanno affrontato “una crisi umanitaria, economica e sociale senza precedenti”.

Nel comunicato diffuso, la comunità ricorda come oltre 8 milioni di venezuelani abbiano lasciato il Paese negli ultimi anni “spinti dalla fame, dalla repressione, dalla mancanza di cure mediche e dalla distruzione del tessuto democratico”, sottolineando che parlare di aggressione esterna “senza menzionare le responsabilità del regime” rappresenta “una grave distorsione della verità”. “La solidarietà -si legge- non può trasformarsi in complicità ideologica, né la difesa della pace può ignorare le voci di chi ha vissuto l’oppressione”. Da qui la richiesta finale di “rispetto, ascolto e verità”.

Chiara Orsetti

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