/ Cultura e spettacoli

Cultura e spettacoli | 08 gennaio 2026, 16:55

‘DeclinAzioni’: il Teatro dell’Ortica festeggia 30 anni intrecciando storie e territori

Nel 2026 la storica realtà della Val Bisagno celebra l’anniversario con un cartellone che unisce teatro sociale, nuova drammaturgia e linguaggi plurali, confermandosi presidio culturale del territorio. Tra i nomi in cartellone anche Moni Ovadia

‘DeclinAzioni’: il Teatro dell’Ortica festeggia 30 anni intrecciando storie e territori

Il 2026 rappresenta una pietra miliare per il Teatro dell’Ortica, che celebra il suo trentesimo anniversario dalla fondazione. Si tratta di un traguardo storico, raggiunto giorno dopo giorno con la precisa missione di creare un teatro che “tesse comunità e che con cura declina esigenze, aspirazioni e urgenze di individui e gruppi”. Per questa ricorrenza, la realtà della Val Bisagno ha presentato la nuova stagione intitolata "DeclinAzioni", un cartellone che si propone di indagare le diverse forme della performance dal vivo, restando fedele alla propria vocazione di presidio sociale e culturale.

Il titolo della stagione non è solo un nome, ma una dichiarazione d’intenti che riflette il modo di operare della compagnia. Il direttore artistico Giancarlo Mariottini ha spiegato così la genesi di questo percorso: “Nel 2026 il Teatro dell’Ortica compie trent’anni e per noi è importante sottolinearlo: ci sentiamo sempre di più una realtà profondamente radicata nel territorio, con una storia ormai matura alle spalle. Abbiamo intitolato la stagione 2026 Declinazioni, una parola che ogni anno scegliamo come riferimento e come bussola per il nostro lavoro. Declinazioni ci è sembrata particolarmente rappresentativa del modo di operare del Teatro dell’Ortica: un lavoro che consiste nello sviscerare temi estremamente rilevanti per la collettività, spesso anche scomodi, cercando di restituirne tutta la complessità in una forma che resti però accessibile”.

Questa maturità si accompagna a una riflessione profonda sulla storia del teatro, vissuta con un senso di responsabilità verso il futuro. Il presidente Mirco Bonomi ha confessato lo stupore davanti a questo anniversario: “Quasi ci siamo spaventati, perché non ce ne eravamo resi conto: a un certo punto ci siamo detti “ma sono trent’anni, ti rendi conto?”. È una sensazione strana, quasi scaramantica, ma in realtà nasce dal fatto che siamo completamente assorbiti dal lavoro quotidiano, che è davvero tantissimo, dalla richiesta continua di essere presenti e di innovare. Quello che si prova è sicuramente orgoglio e soddisfazione, ma anche un po’ di timore, la domanda su cosa ci aspetta e su cosa verrà dopo”. Bonomi ha inoltre sottolineato come la nuova stagione sia “molto al femminile, con una forte presenza di teatro sociale e di sperimentazione”, evitando il rischio di cadere nel già visto.

Il valore dell'operato dell'Ortica è stato riconosciuto con forza dalle istituzioni cittadine. Giacomo Montanari, assessore alla Cultura del Comune di Genova, ha evidenziato come il teatro sia riuscito ad affermarsi come “uno spazio vivo, capace di coniugare ricerca artistica, impegno civile e attenzione alle persone e alle comunità. La nuova stagione DeclinAzioni conferma questa vocazione, proponendo un cartellone ricco, plurale e attraversato da linguaggi diversi, che invita a leggere la complessità del presente senza semplificazioni”.

Allo stesso modo, Donatella Alfonso, presidente della commissione consiliare Cultura, ha messo l'accento sulla sfida di operare in periferia: “Uno dei meriti del Teatro dell’Ortica, ed è la cifra della sua proposta, è quella di continuare a fare teatro in una situazione non semplice, che è quella di lavorare non in centro, ma nel territorio della Val Bisagno, continuando a crescere e a proporre cultura alla comunità e al territorio. Un percorso avviato da anni che ha saputo creare spazi di condivisione e ascolto, dando forza al progetto di teatro sociale nel solco di quanto fatto da Anna Solaro. L’Ortica è una pianta buona e benefica”.

IL PROGRAMMA

Dopo l'anteprima di dicembre con lo spettacolo Madre nostra, la stagione entra nel vivo sabato 10 gennaio con il debutto di Fisiologia della libertà, una nuova produzione curata da Giancarlo Mariottini che esplora i gesti di attivazione della libertà. Il percorso prosegue il 17 gennaio con la denuncia storica di Malacarne, racconto sulla condizione delle donne nei manicomi fascisti, e il 24 gennaio con Cocaina della compagnia "Il sipario strappato", opera che indaga i segreti della società. Il 31 gennaio sarà la volta del concerto di Marco Cambri tra poesia dialettale e musica, mentre il 7 febbraio lo spettacolo Joyy. Ian Curtis l’esibizione della mente esplorerà i tormenti del leader dei Joy Division.

Il mese di febbraio prosegue il 14 con Mi vuoi sposare?, dedicato all'identità e al confronto generazionale, e il 21 con Con(-)tenuta. Appunti di donne sacrificabili di Chiara Migliorini, un'analisi grottesca della cultura maschilista. Nelle giornate di sabato 28 febbraio e domenica 1 marzo si terrà il workshop fuori abbonamento Geografie del gesto, un’indagine sulla micro-gestualità quotidiana curata da Andrea Foà, Silvia Kinkela e Lucia Razeto. Il 7 marzo tornerà in scena Madre nostra con le attrici del Centro Per Non Subire Violenza, seguito il 14 marzo da Reincarnazione, un viaggio onirico sul ciclo di vita e morte, e il 21 marzo da Auguri e figli maschi, indagine sui luoghi comuni della prostituzione.

Uno dei momenti centrali sarà l’11 aprile con la conversazione tra Moni Ovadia e Mirco Bonomi in C’era una volta la questione ebraica. Il 28 marzo è prevista la "maratona teatrale" dedicata a Franca e Ugo con i capitoli Dentro di me non abita nessuno e Se mi odi è perché esisto. Il 9 maggio debutterà Sylvia Plath & Anne Sexton, racconto dell'amicizia tra le due poetesse, seguito il 16 maggio dalla prima nazionale di Tempo di pesi e sospesi del laboratorio Versi di Cura, incentrato sul rapporto con la diagnosi medica. La rassegna si concluderà dal 19 al 24 maggio con Orticalab in scena, la vetrina dedicata agli allievi dei laboratori permanenti.

Chiara Orsetti

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A GENNAIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium