/ Attualità

Attualità | 19 gennaio 2026, 15:24

“ABC contro la violenza”: a Genova la brochure multilingue per chiedere aiuto

Come in pronto soccorso, anche nella violenza serve un ABC: sapere dove, come e a chi rivolgersi. Presentato a Palazzo Tursi il progetto di Zonta Club Genova con il liceo Deledda, Municipio I Centro Est, Comune, Regione e Centri Antiviolenza

Come un pronto soccorso, dove l’ABC è la base per salvare vite, così anche nella lotta alla violenza di genere sapere a chi rivolgersi e come agire è fondamentale. 

Si può riassumere così il progetto “ABC - A Chi e Come Chiedere Aiuto per dire Basta alla Violenza”, presentato questa mattina nel Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi, promosso dalla Consulta delle Elette del Municipio I Centro Est e realizzato in collaborazione con il Comune di Genova, la Regione Liguria, lo Zonta Club Genova e l’Istituto Linguistico Internazionale Grazia Deledda, insieme a centri antiviolenza, centri per autori di violenza e studenti della Casa Circondariale di Marassi.

Il progetto nasce nel 2025 con l’obiettivo di fornire uno strumento concreto, discreto e accessibile a chi subisce violenza o a chi ne è testimone, per orientarsi rapidamente e in sicurezza. La brochure, infatti, contiene informazioni dettagliate sui centri antiviolenza, sui numeri da contattare, sulle modalità di utilizzo dell’app YOUPOL della Polizia di Stato e sui comportamenti che devono destare preoccupazione. 

La vice presidente della Regione Liguria, Simona Ferro, ha aperto l’iniziativa ribadendo l’importanza di intervenire su un tema “molto sentito dalla società, ma soprattutto dai giovani e dalle giovani”. Ferro ha definito il progetto “molto importante e virtuoso”, inserendolo nel quadro delle numerose iniziative regionali dedicate alla lotta alla violenza di genere. Ha ricordato che ABC intende insegnare “come e quando dire No alla violenza di genere” e facilitare l’accesso a strumenti utili come l’app YOUPOL della Polizia di Stato, pensata per chi è vittima di soprusi, cyberbullismo o violenza di genere.

La forza del progetto risiede anche nella dimensione linguistica e culturale. Gli studenti del Deledda hanno tradotto la brochure in italiano, inglese, francese, spagnolo, arabo, bengali e russo, con la possibilità di ulteriori traduzioni in base alle necessità della comunità. Come ha spiegato Simona Cosso, presidente del Municipio I Centro Est, “gli studenti non hanno realizzato una semplice traduzione, ma hanno lavorato sulle sfumature culturali delle lingue. Ogni parola porta con sé un significato e un peso simbolico. La violenza nasce dalle parole e dai linguaggi che normalizzano la sopraffazione. Liberare le parole significa contribuire a un cambiamento culturale profondo”. Cosso ha poi ricordato che il percorso ha permesso ai giovani di diventare messaggeri di consapevolezza: “Chi impara a riconoscere la violenza può aiutare chi non ha gli strumenti per farlo. È questo il ruolo della scuola e delle istituzioni: trasmettere strumenti concreti di autodifesa culturale e sociale”.

Anche l’assessora comunale Rita Bruzzone ha posto l’accento sulla prevenzione come primo presidio contro la violenza, evidenziando l’importanza dell’educazione sessuo-affettiva nelle scuole e sottolineando come l’azione formativa debba estendersi ai giovani e agli adulti. Bruzzone ha richiamato, inoltre, la recente tragedia che ha colpito il giovane Youssef Abanoub alla Spezia, ricordando quanto sia urgente fornire strumenti culturali e pratici a tutta la comunità per prevenire eventi simili.

La brochure, coordinata dalla consigliera municipale e medico Adele Rossi insieme allo Zonta Club Genova con la presidente Maria Rosatelli, rappresenta un vero e proprio strumento di autodifesa informativa. Gli studenti hanno curato non solo le traduzioni, ma anche la parte grafica, con un’attenzione particolare alla leggibilità e alla chiarezza dei contenuti. Anche i ragazzi della Casa Circondariale di Marassi hanno collaborato alla realizzazione delle immagini e della veste grafica, trasformando il progetto in un’occasione educativa e sociale per diverse realtà del territorio.

La distribuzione della brochure interesserà il centro storico di Genova, area multietnica e densamente popolata, nelle farmacie, negli ambulatori, nelle associazioni del terzo settore, negli ambulatori di volontariato medico e nelle scuole e istituzioni che aderiranno alla divulgazione. L’obiettivo è far arrivare le informazioni a chi potrebbe trovarsi in difficoltà senza accesso a risorse immediate. Il progetto sarà completato e presentato ufficialmente all’inizio dell’anno scolastico 2025-2026, ma il suo impatto è già concreto grazie al lavoro preliminare degli studenti e dei partner coinvolti.

Un piccolo strumento, ma può essere determinante: avere le informazioni giuste al momento giusto può fare la differenza tra restare soli e poter chiedere aiuto. La vicepresidente della Regione Ferro ha aggiunto: “Con ABC forniamo un presidio culturale e pratico insieme, perché la violenza non può essere ignorata, e chi subisce soprusi deve sapere che la comunità è pronta a intervenire”.


 

Isabella Rizzitano

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A GENNAIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium