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La musica che ci gira intorno | 07 marzo 2026, 08:00

La musica che ci gira intorno - Zenuino, la nuova casa della musica in centro storico

Quattro serate a settimana tra live, teatro e gastronomia negli spazi dell'ex Tristano e Isotta: la sfida per trasformare un ex ristorante in un centro culturale vivo, dove la filosofia di fondo è investire l'utile nella formazione artistica

'La musica che ci gira intorno’ è il format de ‘La Voce di Genova’ dedicato alla scoperta e alla valorizzazione della scena musicale ligure, con un focus su artisti locali, eventi, nuovi talenti e le tradizioni sonore della nostra regione. Ogni settimana la musica sarà protagonista, in ogni sua forma e da ogni punto di vista. Qui troverai interviste agli artisti, le nuove uscite discografiche, gli appuntamenti per vedere concerti ed esibizioni live e spazio a chi, con la musica, ci lavora: dai produttori ai fonici, dai musicisti ai gestori di locali, teatri e spazi dove è possibile far sentire la propria voce.

Si chiama Zenuino, ed è il frutto di un imponente, quasi folle lavoro di recupero che ha unito e ristrutturato spazi un tempo frammentati e distanti tra loro: le mura della storica pizzeria Tristano e Isotta, un ex parrucchiere, un compro-oro e persino i fondi della Fondazione Chiossone. Il risultato è un organismo unico nel cuore del Molo, un posto dove si mangia, si beve e, soprattutto, si fa musica, teatro e arte in ogni sua declinazione possibile. 

Appena varcata la soglia, a dare il benvenuto è un mosaico di nostalgia e cultura pop anni Ottanta che cattura subito lo sguardo, trasformando l'attesa in un viaggio tra le pareti che raccontano storie attraverso le copertine di vecchi LP, telefoni a disco, vinili e originali cartelloni pubblicitari dell'epoca. L’ambiente segue un codice cromatico rigoroso che ne definisce l'anima: il rosso acceso domina la zona "mescita" e gastronomia, mentre, pochi gradini più in basso, le pareti diventano verdi, a delimitare l'area del palco, il vero tempio della musica e della parola.

Il progetto, che vede Aldo De Scalzi direttore artistico, nasce da un tentativo audace di programmare quattro serate a settimana, una costanza sistematica che a Genova, come ammette Simone Meneghelli, il suo braccio destro, non c’è mai stata.

Per rendere sostenibile questa scommessa, il team ha dovuto interrogarsi su come abitare lo spazio, costruendo identità precise per ogni giornata in base alla “postura” e all’ambiente che si desidera creare. Il giovedì nasce come serata di ascolto, un momento di dedizione dove il pubblico è invitato a immergersi nella musica, in un delicato equilibrio tra “il diritto dell'artista di essere ascoltato e quello dell'avventore di non dover per forza essere in silenzio religioso”. L’idea è un tacito accordo, un meccanismo in cui le persone arrivano a scatola chiusa, fidandosi della proposta artistica a prescindere dal nome, come accaduto per Susanna Roncallo, scelta per la serata inaugurale, per la “capacità di fare una cosa oggettivamente di qualità molto alta, che però le persone capiscono grazie alla cura con cui la fa”.

l venerdì si trasforma invece nel momento "detox", pensato per chi arriva stanco dalla settimana lavorativa e cerca un sollievo nell'ironia: si spazia dallo stand-up comedy ai comici storici della scena genovese, come Enrique Balbottin per la serata di venerdì 6 marzo, per poi scivolare verso un DJ set che rifugge la tecnicità della musica house commerciale, lasciando che i DJ possano finalmente proporre quel lato del loro repertorio che altrove, per servizio o necessità, sono costretti a tenere nel cassetto.

Il sabato appartiene alle band, che siano inediti o tributi riscoperti con intelligenza, in un clima dove “la musica è più in funzione del pubblico” e dove l’obiettivo è permettere a chiunque di “viverla come preferisce, parlando, ballando o entrando e uscendo”. 

La domenica chiude il cerchio con la “home band" di Aldo De Scalzi che, insieme a professionisti garantisce un'identità stabile in un panorama dove la sfida è fare in modo che «le cose cambino ma anche tornino”.

Dietro le quinte si muove una sinergia composta da Alessandro Ferrada, Iacopo Briano e la rete "Genova Heart and Food", che hanno scelto di costituire Zenuino come SRL Benefit. La loro è una visione imprenditoriale in cui il profitto diventa un veicolo per reinvestire nel sociale. “Il nostro cashback è culturale”, spiega Ferrada, sintetizzando una filosofia che trasforma ogni calice in un finanziamento alla formazione. “Non vogliamo creare un contest, ma un contesto”, aggiunge, descrivendo l'essenza di "Voci dai Caruggi", progetto che offre ai giovani un percorso di coaching gratuito con esperti, opponendosi alla logica dei talent show per puntare alla ricostruzione di un tessuto professionale capace di valorizzare chi fa musica.

In questo scenario c'è spazio anche per la riflessione profonda, con incontri guidati da De Scalzi sul rapporto tra creatività umana e intelligenza artificiale, per ribadire che, al di là degli algoritmi, “l’uomo resta al centro delle espressioni”. Per chi volesse proporsi, la porta è aperta (si può scrivere una mail a suonare@zenuino.com), aiutando così a far sentire il proprio lavoro. L'auspicio di Meneghelli è quello di rompere definitivamente la consuetudine per cui è l'artista a dover implorare un palco, arrivando a costruire un rapporto paritario in cui “sia il locale a chiederti di suonare e non la gente a dover pregare per farlo”. 

È una dichiarazione di intenti che vuole rispondere ai fatti a chi si lamenta che a Genova non ci sia mai nulla da fare, offrendo uno spazio capace di accogliere, formare e restituire valore alla città, superando “i tentativi di risolvere la percezione del problema” che hanno caratterizzato il passato.

Chiara Orsetti e Isabella Rizzitano

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