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Attualità | 19 gennaio 2026, 15:11

Ponti e impalcati, stanziati 9,5 milioni per i monitoraggi. Salis: "Ora bisogna trovare i fondi per fare i lavori"

Oggi il tavolo in Prefettura richiesto dal Comune di Genova. Assessore Ferrante: "Dalle ispezioni è emerso che il 30-35% di questi, risalenti per costruzione agli anni Sessanta, oggi presenta delle criticità"

Ponti e impalcati, stanziati 9,5 milioni per i monitoraggi. Salis: "Ora bisogna trovare i fondi per fare i lavori"

"Il monitoraggio e la messa in sicurezza dei ponti e degli impalcati, secondo la nuova normativa del 2022, è la grande emergenza di Genova. In città ne abbiamo circa 650 e non pochi sono addirittura antecedenti al Ponte Morandi. Abbiamo iniziato le ispezioni, ma poi bisogna fare il monitoraggio e successivamente servono le risorse per la messa in sicurezza delle infrastrutture che non rispettano i nuovi standard di sicurezza. Rischiamo di dover chiudere un numero di ponti e impalcati incredibile, di bloccare la circolazione in città, i collegamenti con il porto e i traffici commerciali". Così la sindaca di Genova, Silvia Salis, al termine del tavolo in Prefettura tra i firmatari dell’Accordo di ristoro alla città in seguito al crollo del Ponte Morandi. 

Al tavolo sulla sicurezza di ponti e impalcati sul territorio cittadino, richiesto dal Comune di Genova, con Autostrade per l’Italia, Regione Liguria e Autorità di Sistema portuale, hanno partecipato anche il vicesindaco Alessandro Terrile, l’assessore ai Lavori pubblici e Infrastrutture, Massimo Ferrante, e i tecnici.

"Regione e Autorità portuale si sono rese disponibili a darci le risorse per i monitoraggi, che ammontano a circa 9,5 milioni, e le ringrazio - prosegue la sindaca - ma ora bisogna trovare i fondi per fare i lavori. Dai primi cento tra ponti e impalcati ispezionati, è emersa la necessità di intervenire su 30 per un importo di circa 120 milioni. Facendo una proiezione su tutti i ponti e impalcati della città, rischiamo di arrivare a una cifra tra i 700 milioni e il miliardo". Salis sottolinea che al tavolo "il Comune ha chiesto di dedicare a questi interventi una parte delle risorse previste nell’accordo per i ristori e non ancora impegnati, per quasi 48 milioni. Ma la Regione non si è detta disponibile a modificare l’accordo, che è sottoscritto anche da Aspi e Autorità portuale, perché vuole che si completino i lavori per la smart city. Certo, sono importanti anche quelli e proiettano la città nel futuro, ma nel futuro bisogna arrivarci ed è complicato farlo se bisogna chiudere ponti e impalcati uno dietro l’altro. Credo sia più importante la sicurezza della città, che ha già pagato troppo per l’incuria delle infrastrutture e lavori che si sarebbero dovuti fare da anni e anni". Genova, conclude la sindaca, "è una città che si aspetta grandi infrastrutture, come il tunnel subportuale, ma così rischiamo di non arrivarci al tunnel subportuale, come rischiamo di non riuscire più a uscire dalle autostrade o di bloccare i traffici del porto. Questo è inaccettabile sia per la vita delle genovesi e dei genovesi che per l’economia del principale porto d’Italia".

"La buona notizia - ha detto al termine dell’incontro il vicesindaco Alessandro Terrile - è che Regione Liguria a Autorità di sistema Portuale si sono resi disponibili a destinare al monitoraggio di ponti e impalcati, rispettivamente 5 e 4 milioni di euro delle risorse dell’accordo sottoscritto da enti locali, Aspi e Adsp per i ristori alla città di Genova, da parte di Autostrade per il crollo del ponte Morandi. Abbiamo anche avanzato la richiesta che i 47,81 residui, sui 108 milioni complessivi dell’Accordo, oggi destinati alla digitalizzazione e smart city, non ancora spesi, venissero utilizzati per monitoraggio e i primi interventi per la messa in sicurezza delle situazioni di pericolo su ponti e impalcati. Purtroppo, nonostante la disponibilità di Aspi, Regione Liguria si è detta contraria, respingendo anche la nostra proposta di tenere i 47 milioni, non impegnati, a garanzia per la realizzazione dei primi interventi. Anche questa proposta non è stata accettata. Riteniamo che - ha concluso il vicesindaco - debba passare il principio che, visto che i 108 milioni di risorse di Aspi sono un ristoro per la città, sia il Comune di Genova a dover decidere come impegnare queste risorse. Il via libera dell’Autorità di sistema portuale, incassato oggi, allo stanziamento di 4 milioni, nell’ambito dell’Accordo risarcitorio precedente, dimostra che la rimodulazione della destinazione delle risorse sia effettivamente percorribile".

"La situazione dello stato di vetustà di ponti e impalcati – ha spiegato l’assessore ai Lavori pubblici e Infrastrutture, Massimo Ferrante - era chiara dal censimento avviato nel 2022 e terminato nel 2024. In questo momento dobbiamo agire in emergenza sulle situazioni che emergono via via, nel procedere delle ispezioni. Già è già emerso che gli impalcati esistenti sono circa 650, un numero superiore rispetto alla stima iniziale. Genova è una città costruita su impalcati: Roma, tanto per fare un esempio di città decisamente maggiore per dimensioni alla nostra, ne ha 400 e altre città solo alcune decine. Siamo una città che rappresenta un unicum nazionale in questo senso. Per la messa in sicurezza di un impalcato o viadotto cittadino si parla di alcuni milioni di euro necessari per ciascuna opera. Dalle ispezioni in atto è emerso, inoltre, che il 30-35% dei ponti e impalcati, risalenti per costruzione agli anni Sessanta, oggi presenta delle criticità e questo implica un cambio di ordine delle priorità degli interventi sulla viabilità, con massima attenzione alla sicurezza dei cittadini. Con i 9 milioni di euro che ci sono stati garantiti da Regione e Adsp - conclude Ferrante - riusciremo a fare, oltre alle ispezioni in atto, i monitoraggi. Alla luce delle risultanze delle ispezioni attuali, possiamo ipotizzare che per gli interventi di messa in sicurezza, in via prudenziale, una cifra di partenza di almeno di 700 milioni di euro per il totale delle opere sul territorio comunale".

Redazione


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