Quattro ore di sciopero nel trasporto pubblico locale per denunciare una situazione che, secondo il sindacato, ha ormai superato ogni limite di tollerabilità. A proclamarlo è Cub Trasporti Autoferrotranvieri Genova, che ha annunciato uno stop del servizio martedì 27 gennaio, dalle 11.30 alle 15.30.
Una mobilitazione rivolta non solo ai lavoratori, ma anche all’utenza, chiamata, sottolinea il sindacato, a condividere ogni giorno i disagi di un sistema del trasporto pubblico sempre più in difficoltà. Nel mirino la gestione di AMT, accusata di negligenza e incapacità organizzativa.
Secondo Cub, autisti e passeggeri sono costretti quotidianamente a fare i conti con mezzi che non escono nemmeno dalle rimesse perché guasti, vetture che si fermano durante il servizio, una cronica mancanza di personale viaggiante e turni che saltano di continuo, sia sulle linee urbane che su quelle extraurbane. Una situazione che si traduce in attese interminabili alle fermate, autobus strapieni e utenti spesso lasciati a terra.
“Ogni giorno lavoratori e passeggeri affrontano disagi evidenti, frutto della negligenza di chi dirige senza conoscere davvero il servizio”, denuncia il sindacato, che definisce lo sciopero “forse l’unica forma di protesta rimasta” per difendere insieme i diritti dei lavoratori e quelli degli utenti.
Nel comunicato non mancano accuse dirette alla politica, chiamata a rispondere di decenni di scelte considerate sbagliate. “Nel 2026 non è possibile che una grande città come Genova abbia un trasporto pubblico ridotto in condizioni pietose”, afferma Cub, che parla apertamente di “errori e malversazioni nella gestione del Tpl degli ultimi trent’anni”.
Una crisi che, secondo il sindacato, affonda le radici nel passato: dalla chiusura dell’officina Guglielmetti, definita “gioiello di AMT”, a quella della rimessa di Boccadasse, fino alle decisioni che hanno progressivamente impoverito il sistema. “I fatti parlano chiaro: quello che vediamo oggi è l’epilogo di un disastro annunciato”.














