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Sport | 03 febbraio 2026, 20:17

Genoa, promuove il suo mercato Lopez: "Abbiamo messo dentro più duttilità. Ogni mossa concordata col mister"

Il chief of football: "Primo obbiettivo era ottimizzare e mantenere il collettivo, via giocatori con meno del 10% di minutaggio. Nessuno ha chiesto di andare via, abbiamo giocatori felici a Genova"

Il chief of football Diego Lopez col tecnico Daniele De Rossi

Il chief of football Diego Lopez col tecnico Daniele De Rossi

Quattro entrate, un riscatto anticipato a prezzo di saldo e otto uscite. Senza contare i numerosi movimenti con l'obbiettivo di rafforzare la Primavera e guardare al Grifone del futuro.

Si è conclusa così, senza botti - né in entrata né sostanzialmente in uscita - la sessione invernale di calciomercato del Genoa che, al netto del beneficio del dubbio sulla battuta pronunciata mesi fa col sorriso sulle labbra dal presidente Sucu parlando di possibili sorprese che se ci sono non si dicono prima, ha lasciato dietro di sé il consueto dibattere tra soddisfatti e insoddisfatti.

Da un lato, quello dei più scettici, c'è chi vede nel mancato arrivo di un attaccante di peso da alternare a Colombo e di un centrale difensivo esperto, corredato magari dalla partenza last minute di Thorsby verso la diretta rivale Cremonese, un risultato insoddisfacente di questo mese di mercato. Dall'altro, dove stanno i più fiduciosi, è stato colto come un segnale positivo il guardare a giovani di prospettiva avendo quindi trattenuto i pezzi pregiati. Aspetto, quest'ultimo, che farebbe peraltro parte della normalità in una squadra che ha in una salvezza ancora affatto vicina l'obbiettivo primario nel percorso di sostenibilità.

Al di sopra delle parti c'è chi poi sul campo deve assemblare e gestire il materiale umano a disposizione. E che finora ha dimostrato, numeri alla mano, di sapere cosa vuole e di saperlo fare anche discretamente bene. E' quel Daniele De Rossi che, già nella giornata della sua presentazione, aveva parlato chiaramente di una rosa da ridimensionare per gestirla al meglio nel lavoro settimanale.

Concetto che ha ribadito il chief of football Diego Lopez quest'oggi (3 febbraio, ndr) all'indomani della chiusura della sessione di un mercato "normalmente più per aggiustare che rivoluzionare", sottolineando come peraltro non sia facile "agire su una squadra che ha una tendenza positiva e che sta lavorando bene".

Una conferenza ristretta tra le mura del Pio dove il dirigente ha svelato i tre obiettivi che si era prefissato ad inizio mese: "Il primo era ottimizzare la squadra perché eravamo in troppi. E tra i giocatori usciti il solo Thorsby aveva più del 30% di minutaggio, mentre tutti gli altri non arrivavano al 10% (Stanciu, Gronbaek e Carboni per esempio, ndr). Il secondo era quello di proteggere i pilastri della squadra che avevano giocato di più. E lo abbiamo fatto con i nostri giocatori più importanti che hanno ricevuto offerte ma li abbiamo messi al centro del progetto. E come terzo obbiettivo avevamo quello di aggiungere alla rosa elementi con caratteristiche che mancavano e infatti abbiamo preso giocatori con qualità differenti. Alla fine abbiamo mantenuto la forza del collettivo e abbiamo aggiunto individualità, ma siamo il Genoa e non ci accontentiamo mai".

E se dei quattro innesti Bijlow, Zatterstrom, Baldanzi e Amorim solo il primo, finora, ha trovato un posto con maggiore continuità nelle due partite, quello stesso concetto di prosecuzione del lavoro il direttore lo applica a chi è stato trattenuto, come i gioielli come Norton-Cuffy, Ekhator e Frendrup. "Però non è stato difficile farlo, perché abbiamo giocatori che sono felici a Genova e che non hanno chiesto di andare via rimanendo peraltro sempre concentrati sul campo. Avere giocatori del genere e di valore è importante: ci sono state offerte ma abbiamo valutato che era importante mantenere i pilastri della squadra e proteggere il gruppo".

Concertazione è stato poi l'altro tema chiave, portando alle scelte mirate negli ingressi: "Daniele ed io condividiamo ogni decisone - ha detto Lopez -. Quella che abbiamo adesso é una duttilità che prima non avevamo. Il mercato che abbiamo fatto permetterà alla squadra di avere una modalità un po' diversa anche grazie a giocatori come Amorim per il quale abbiamo superato la concorrenza di molti club"

Mattia Pastorino


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