Dopo l'ennesimo episodio di intolleranza avvenuto sui campi di gioco, la A.S.D. Ca De Rissi di San Gottardo ha deciso di uscire allo scoperto con una presa di posizione durissima. Il club, guidato dal Presidente Piero Graffione, denuncia una serie di attacchi verbali a sfondo razziale che hanno colpito i propri atleti, l’ultimo dei quali durante la sfida di domenica scorsa.
Quello che doveva essere un pomeriggio di sport si è trasformato in un momento di "profonda amarezza e rabbia". Secondo quanto riferito dalla società, due calciatori sono stati presi di mira con insulti discriminatori legati al colore della pelle. Un fenomeno che, purtroppo, sembra stia diventando una triste costante nei campionati dilettantistici.
Attraverso una nota ufficiale, la società ha voluto ribadire i propri valori fondamentali, chiedendo un intervento deciso da parte delle istituzioni sportive:
"La A.S.D. Ca De Rissi SG, nella persona del suo Presidente e di tutto il Consiglio Direttivo, esprime la più totale solidarietà ai propri atleti vittime di vili insulti a sfondo razziale durante la partita disputata domenica scorsa.
Siamo costretti, con profonda amarezza e rabbia, a denunciare pubblicamente quanto accaduto: due nostri giocatori sono stati bersaglio di offese inaccettabili, legate esclusivamente al colore della loro pelle. Purtroppo, non possiamo più parlare di un caso isolato. Abbiamo assistito all’ennesimo episodio di una serie di attacchi verbali che si sono perpetuati anche nelle gare precedenti.
La misura è colma. La A.S.D. Ca De Rissi SG è, e sarà sempre, una famiglia fondata sull'inclusione, sull'accoglienza e sul rispetto reciproco. Dai bambini della scuola calcio fino ai ragazzi della Prima Squadra, la nostra storia parla chiaro: il calcio per noi è integrazione, non discriminazione.
Siamo stanchi di vedere i nostri ragazzi umiliati mentre cercano solo di praticare lo sport che amano. Non siamo più disposti a tollerare in silenzio o a minimizzare comportamenti che nulla hanno a che fare con i valori dello sport e della convivenza civile.
Chiediamo rispetto e lo chiediamo per la nostra maglia, per la nostra storia, ma soprattutto per la dignità dei nostri tesserati. La società si riserva di tutelare i propri ragazzi in ogni sede opportuna e le istituzioni calcistiche a vigilare con maggiore attenzione affinché questi episodi non restino impuniti.
Il razzismo non è un'opinione, è un reato contro la dignità umana e nel nostro campo, come nella nostra società, non deve trovare spazio."














