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Sport | 20 febbraio 2026, 15:43

Genoa, arriva il Torino e De Rossi vuole prenderlo per le corna: “Partita da e che vogliamo vincere”

Antivigilia di idee stuzzicanti, verso un Grifone più offensivo. Ma il mister avverte: “Loro più forti di questa classifica. Fondamentale la qualità ma anche la fisicità”

Genoa, arriva il Torino e De Rossi vuole prenderlo per le corna: “Partita da e che vogliamo vincere”

“Una partita da vincere e che vogliamo vincere”. Ecco che, se c'erano dubbi sull'importanza della posta in palio nella sfida che domenica prossima attende il Genoa all'ora di pranzo contro il Torino, ci ha pensato subito mister Daniele De Rossi a fugarli.

Dopo l'incoraggiante prestazione di Cremona, parsa tuttavia più la classica montagna capace di partorire un misero topolino, e i contemporanei successi di Lecce e Fiorentina, per il Grifone la classifica fa tornare di moda quella necessità di punti sottolineata dallo stesso tecnico già prima della sfida al Cagliari, ossia nel pieno di quel filotto positivo che aveva rilanciato i rossoblù e prima di quelle due sconfitte consecutive, pur immeritate, ma che comunque hanno fatto tornare la truppa genoana sempre più vicino alle ultime postazioni della classe.

Un momento delicato per la questione piazzamento, ma al tempo stesso positivo nella forma, di cui il mister è consapevole: “E’ il risultato che cerchiamo da sempre e che, soprattutto nell'ultima, avremmo meritato – ha sottolineato De Rossi - Chi ha più esperienza dice che le partite che non si riescono a vincere non si devono perdere: escluse le due gare con Lazio e Napoli, non perdiamo una gara da diverso tempo e la classifica è cambiata molto anche perché abbiamo preso dei punticini dove meritavamo anche di vincere”.

Un discorso che lo stesso De Rossi vede valido per l'avversario domenicale, reduce da alcune partite che non gli hanno propriamente sorriso: “Meriterebbero una classifica migliore di quella attuale – ha detto – Vivono di alti e bassi, ma anche nelle difficoltà poi sono sempre riusciti a tirarsi su con prestazioni positive e vittorie. Per quello che ha dimostrato e per il valore che ha me l'aspettavo più in alto in classifica, ma è una squadra temibile anche per le qualità del suo allenatore”.

Il Genoa però dovrà pensare alla sua situazione, senza calcoli o sconti. E' per questo che negli ultimi giorni sul campo del Pio-Signorini di Pegli si sta lavorando anche a un assetto più offensivo, sfruttando anche gli arrivi del mercato. Eppure su tutti l'allenatore, in questo momento, sembra mettere un Malinovskyi che “sta cambiando il suo raggio d’azione e forse il suo baricentro, mi stuzzica questa sua trasformazione”. L'ucraino sembra infatti incarnare meglio di tutti un altro concetto: “Per me è fondamentale avere qualità accompagnata dalla fisicità, perché se non è così diventa difficile farla uscire in questo campionato. Poi ci sarà da valutare la condizione fisica e la struttura”.

Qui si va a innestare anche il discorso di Amorim e Baldanzi. Sui due acquisti invernali c'è curiosità di vederli in campo, ma il tecnico va cauto: “Alex si sta inserendo molto bene, ha personalità e voglia. E' un giocatore che si muove tanto, ha dinamismo, è rognoso senza palla. Il problema è che a centrocampo giocano in tre e per levare uno di quei tre ci devo pensare sopra. Ma lui credo sarà il titolare del Genoa l'anno prossimo e per tanti anni ancora. Baldanzi è un ragazzo cambiato, si è subito integrato alla grande in questa realtà. Alla Roma era più timido, ora ha la parlantina e tenta la giocata”.

E' quindi una questione di equilibri quella che va affrontando il mister: “Un baricentro spostato verso l’attacco? E' un'idea bella, romantica, ma in questo momento un giocatore come Frendrup si fa fatica a tenerlo fuori, è uno che fiuta il pericolo prima di tutti, anche degli avversari stessi, quindi più giocatori d'attacco hai più uno così diventa importante”.

Mattia Pastorino


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