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Attualità | 25 febbraio 2026, 19:41

Dissesto idrogeologico, nel 2026 al via i collegamenti dei rii Rovare e Noce alla galleria del Fereggiano: investimenti per oltre 170 milioni

In commissione consiliare il punto su frane, torrenti e messa in sicurezza del territorio. L’assessore Ferrante: "Genova è una città fragile, stiamo lavorando per renderla più sicura". Tra le opere in programma interventi su Priaruggia, Villa Castagna, Voltri e Biscione

Dissesto idrogeologico, nel 2026 al via i collegamenti dei rii Rovare e Noce alla galleria del Fereggiano: investimenti per oltre 170 milioni

Oltre 170 milioni di euro tra cantieri in corso e opere in partenza per affrontare una delle emergenze strutturali della città: il dissesto idrogeologico. È quanto emerso oggi a Palazzo Tursi durante la commissione consiliare dedicata alla messa in sicurezza dei rivi e alla prevenzione del rischio idraulico e franoso.

A fare il punto è stato l’assessore comunale ai Lavori pubblici e alle Manutenzioni, Massimo Ferrante, che ha tracciato un quadro netto: "Frane, muraglioni che crollano, rivi da mettere in sicurezza: Genova, a causa di scelte urbanistiche dissennate nel passato, è una città fragile. Come Amministrazione ne siamo perfettamente consapevoli, per questo siamo al lavoro per arginare il dissesto e costruire una città più sicura, fermi restando gli obblighi di manutenzione che gravano sui soggetti privati che è nostra intenzione coinvolgere in un grande piano di messa in sicurezza della città, per il presente ma soprattutto per le generazioni che verranno".

Tra gli interventi strategici annunciati, l’avvio nel 2026 dei lavori di collegamento del rio Rovare (I lotto) e del rio Noce (II lotto) alla galleria scolmatrice del torrente Fereggiano, per un investimento complessivo previsto di 30 milioni di euro. Un’opera considerata cruciale per alleggerire la pressione idraulica in caso di forti piogge e ridurre il rischio di esondazioni nelle aree più esposte.

"Stiamo lavorando affinché già nel 2026 possano partire i lavori", ha precisato Ferrante, sottolineando la volontà di imprimere un’accelerazione ai progetti più rilevanti.

Per il 2026 è previsto inoltre un pacchetto di opere da circa 3 milioni di euro complessivi. Tra queste:

la sistemazione idraulica del tratto terminale del rio Priaruggia, con demolizione dell’ex mercato comunale (800 mila euro);

la sistemazione del rio Villa Castagna in corrispondenza dell’impianto sportivo Sciorba (600 mila euro);

il ripristino della viabilità pedonale in via Molinetto di Voltri (535 mila euro);

la messa in sicurezza del versante in via Loria, al Biscione (300 mila euro);

l’intervento in via Costa d’Erca, a Voltri (740 mila euro).

Opere diffuse, pensate per intervenire su situazioni puntuali ma critiche, tra versanti instabili e corsi d’acqua da adeguare.

Ancora più consistente il capitolo dei lavori già avviati o in prosecuzione, per un importo totale che supera i 140 milioni di euro. Sul fronte dei torrenti, spiccano:

la sistemazione idraulica del rio Molinassi (80 milioni);

gli interventi sul torrente Cantarena (15 milioni);

la messa in sicurezza del rio Chiappeto tramite scolmatore del torrente Sturla (15 milioni);

la sistemazione del rio Maltempo (24 milioni);

l’adeguamento idraulico dei rii Fulle (4 milioni) e di Po (700 mila euro);

il potenziamento del drenaggio nel sottopasso ferroviario di via Pacoret de Saint Bon (650 mila euro);

il ripristino dei piedritti e del fondo del rio Carbonara in via Bellucci (250 mila euro).

A questi si aggiungono interventi legati a frane e sistemazioni di bacini, tra cui il ponte di Fiorino (750 mila euro), la valletta del rio San Pietro (1,9 milioni) e la scarpata di via Terpi (110 mila euro).

Un quadro articolato che fotografa una città ancora esposta, ma impegnata in un piano pluriennale di messa in sicurezza. "Opere fondamentali per la lotta al dissesto idrogeologico", ha ribadito Ferrante, indicando come prioritaria una strategia che unisca grandi infrastrutture idrauliche e manutenzioni diffuse sul territorio.

Redazione

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