La Liguria è la quarta regione italiana con più frequente uso dello smart working: sono 88.925 gli occupati dipendenti e autonomi che hanno lavorato a distanza almeno un giorno al mese nel 2023 pari al 14% del totale dietro a Lazio al 21,5%, Lombardia al 18,6% e Piemonte al 14,5%. Lo rileva l'Istat nell'ultimo report sulla diffusione del 'lavoro agile' in Italia, che con una media del 13,8% resta a una diffusione dello smart working inferiore a quella della maggior parte degli altri Paesi europei.
La crisi mondiale legata al covid-19 nel 2020 ha favorito una rapida trasformazione del modo di lavorare, accelerando la diffusione del telelavoro e, in particolare, dello smart working. Il lavoro a distanza è così diventato una componente strutturale della società, ridefinendo le relazioni tra lavoro e vita privata, tra spazi fisici e digitali, tra periodi di attività e di riposo, riducendo parallelamente i tempi e i costi degli spostamenti. Secondo il censimento permanente dell'Istat nel 2023 poco meno di 3,4 milioni di occupati in Italia hanno sperimentato una qualche forma di lavoro da remoto nelle quattro settimane precedenti la data della rilevazione.
Il trend di crescita dello smart working in Liguria si è confermato anche nel 2024 con 93.441 occupati dipendenti e autonomi che hanno lavorato a distanza almeno un giorno al mese (+5% rispetto all'anno precedente), di cui 32.233 per la maggior parte dei giorni (almeno la metà ) e 61.208 qualche giorno (meno della metà ), mentre i restanti 551.103 lavoratori non hanno mai usufruito del lavoro agile.
Genova si attesta all'ottavo posto a livello nazionale nella classifica dei Comuni con popolazione sopra ai 150mila abitanti dove gli occupati hanno lavorato da casa almeno qualche giorno ne 2023: il 19,6% dei genovesi ha lavorato da remoto nel corso dell'anno dietro al 38,3% di Milano, il 29,4% di Roma, il 27,7% di Bologna, il 24,6% di Torino, il 22,5% di Cagliari, il 21,2% di Firenze e il 20,5% di Padova.














