La Sampdoria si prepara alla sfida del "Ferraris" contro il Bari. Alla vigilia del match, il tecnico Angelo Gregucci ha presentato la gara senza giri di parole: “Avversario difficile. Scontro diretto a tutti gli effetti. Dobbiamo fare una partita seria, importante”.
Capitolo formazione, con diverse situazioni da monitorare. Tra queste, la possibile assenza di Viti: “È una delle situazioni da valutare - ha spiegato l’allenatore - Bisogna chiedere al comparto medico con dovizia di particolari”. Segnali incoraggianti arrivano invece da Pafundi: “Sta bene, ha avuto continuità in questa sessione di allenamento. Se avrà una chance, penso che se la possa giocare bene”. Più articolata la situazione di Begic, reduce da qualche fastidio fisico: “Si è allenato in due sessioni. Se chiede il cambio a partita in corso, deduci che qualche problema l'ha avuto. La sua caviglia però suppongo stia bene”.
Brutte notizie per Coda: gli esami hanno evidenziato una lesione di primo grado al gemello mediale, con uno stop stimato di tre-quattro settimane: “È out - ha dichiarato Gregucci in maniera lapidaria - Non si sa per quanto, una perdita per la nostra squadra”. Anche Esposito resta in bilico: “È sotto valutazione. Devi decidere se prenderti il rischio per farlo giocare”. Incerto il rientro di Palma mentre tra i pali ci sarà ancora Ghidotti per il quale il tecnico ha speso parole di fiducia sul piano umano e professionale: “Un ragazzo serio, professionista affidabile”.
Dopo la settimana seguita al ko di Mantova, segnata da diverse critiche, Gregucci ha ribadito l’atteggiamento dello staff: “Con serenità, con la responsabilità del lavoro che facciamo. Se ci sono opinioni diverse, le rispettiamo. Chi occupa questo ruolo ha responsabilità e deve stare sereno, tranquillo”.
Il tecnico ha poi allargato il discorso al rapporto tra calciatori e pressione esterna, con un riferimento alla nuova generazione e all’impatto dei social: “Oggi l'80 per cento della nuova generazione ha un compagno più fedele di tanti altri, il suo telefonino”, uno strumento che amplifica tutto, anche le critiche. Gregucci ha quindi sottolineato come non tutti reagiscano allo stesso modo: “A volte se tiri una valanga addosso a me, io mi sposto. Magari se tiri un sasso a un giocatore gli fai male”.
“Posso dire però che le critiche sono legittime - ha concluso l'allenatore blucerchiato - Tutti possono esprimere le proprie opinioni, io le rispetto”.














