Una sconfitta netta nel punteggio, con una superiorità dell’avversario praticamente mai messa in discussione pur con l’applicazione che ha restituito la prova di Vasquez e compagni, ma non certo priva di indicazioni utili per il futuro.
Non è comunque un Daniele De Rossi soddisfatto quello che si è presentato ai microfoni nel post gara per commentare il 2-0 incassato a San Siro contro l’Inter. Troppe imprecisioni nei momenti decisivi dai suoi, ma anche una rilanciata fiducia nello spirito della squadra in vista della lotta salvezza, ribadendo che il tempo stringe ma la direzione è quella giusta.
Il tecnico ha riconosciuto, intervenendo a Dazn, senza giri di parole il valore degli avversari, sottolineandone il percorso quasi impeccabile in campionato, nonostante il momento appena passato in settimana dei nerazzurri, reduci dall’eliminazione dalla Champions : «Se hanno vinto 14 partite su 15 un motivo ci sarà – ha detto – Oggi secondo me erano anche feriti nell’orgoglio e hanno fatto una partita al di sopra delle ultime che hanno fatto».
Il tecnico romano ha ammesso le difficoltà della serata, cercando però quegli elementi da cui ripartire per non rendere il ko totalmente amaro. Tra questi un Genoa capace di restare agganciato al match prima che l’episodio del rigore indirizzasse definitivamente la gara. «È difficile essere soddisfatti quando meriti di perdere, ma ci sono degli spunti positivi. La squadra è rimasta in partita contro una squadra molto più forte di noi – ha detto il tecnico – Abbiamo preso il rigore quando stavamo mettendo fuori la testa, ma per fare punti qui devi essere perfetto e sfruttare gli episodi a favore. Non devi concedere niente, sennò poi escono con la loro qualità».
De Rossi difende l’atteggiamento del gruppo e, in particolare, del potenziale offensivo che nella serata del “Meazza” non ha portato reti ma segnali di applicazione e dedizione: «Abbiamo un attacco di alta classifica e hanno sempre un atteggiamento positivo. Oggi Vitinha ha fatto l’esterno in blocco basso, ma oggi non era sufficiente. Alla lunga questo farà la differenza per noi nella lotta salvezza».
Ai microfoni di Sky Sport, invece, il mister rossoblù ha allargato lo sguardo al futuro immediato, consapevole che il tempo non è un alleato, perché la classifica, nonostante lo stop del Lecce, impone una reazione rapida per tornare a respirare senza l’acqua al petto: «La squadra che voglio costruire non può richiedere più tempo perché non c’è tempo. Abbiamo valore per toglierci da questa zona. Credo che siamo comunque sulla strada giusta, basti pensare alle partite fatte con Lazio e Napoli. Non dobbiamo farci prendere da questa sconfitta, dobbiamo continuare a lavorare, i ragazzi mi danno buoni contributi facendo ben sperare».














