Il 14 marzo alle 16.30 il Teatro della Gioventù ospiterà un evento speciale firmato dal coro Daneo, che festeggia oltre venticinque anni di attività musicale e impegno comunitario. L’ingresso sarà gratuito, un regalo ai fan e alla città che ha seguito il coro nel corso degli anni.
A raccontare la storia del coro è Claudia Gala, membro fin dalla nascita del gruppo. “Il titolo curioso del nostro concerto, ’25 anni e un po’’, si riferisce ai 25 anni che avremmo compiuto nel 2025, ma non siamo riusciti a celebrare proprio in quella data. Così ci siamo spostati ai primi mesi del 2026, con l’idea di un festeggiamento degno di questa ricorrenza”.

Il coro, nato da genitori e insegnanti della scuola Daneo, si è sempre distinto per un approccio inclusivo e partecipativo. “All’epoca – ricorda Gala – la scuola era molto attiva e internazionale, con bambini provenienti da quasi tutti i continenti. L’idea di cantare insieme nasceva dalla voglia di condividere un repertorio che ci rappresentasse: brani degli anni ’60 e ’70, con allegria, speranza e riflessioni sui temi sociali”.
Per dirigere il coro sono stati chiamati Gianni Martini e Piero Spinelli, musicisti molto conosciuti nella scena genovese, attivi anche con artisti come Giorgio Gaber. Sotto la loro guida, il coro ha eseguito canzoni che hanno accompagnato decenni di storia, suonando per associazioni, in strada, in teatri e palazzi storici. “Gianni è diventato più esigente negli anni, spingendoci a crescere musicalmente, ma riesce sempre a tirare fuori il meglio di noi, anche da chi, come me, non nasce cantante. La sua energia è tale che da questo primo nucleo ha fatto nascere altri tre cori”.
Nel corso degli anni, più di 400 persone hanno fatto parte del coro. “In questi 25 anni abbiamo cantato ovunque: nelle strade, nei teatri, nei palazzi storici e per innumerevoli associazioni. Abbiamo calcolato che sono passate nel coro più di 400 persone, e ognuna ha lasciato un segno. Il nostro spirito è rimasto lo stesso: proporre canzoni che parlino di allegria, speranza e temi sociali. Un esempio è la nostra versione di Zombie, inserita in repertorio come denuncia contro l’orrore di tutte le guerre”. L’apprezzamento del pubblico non manca: “Anche recentemente, alla Biblioteca Universitaria, l’ultima volta non siamo riusciti a far entrare tutti per il tributo a De André, dimostrando quanto calore ci sia intorno al nostro coro”.

Le prove si tengono ogni giovedì al CRAL di via Ruspoli, dove i membri si riuniscono dalle 20.45 fino alle 23, mantenendo vivo il piacere di cantare insieme e condividere momenti conviviali. “Il coro per noi è condivisione. Lo sanno bene quelle che chiamiamo scherzosamente le "vittime del coro": mariti, mogli, figli e fidanzati che ci seguono nei nostri tour e che, in qualche modo sono cresciuti e stanno crescendo insieme a noi”.
Il concerto del 14 marzo proporrà un repertorio ampio, con omaggi a Fabrizio De André, grazie alla collaborazione con Laura Monferdini, autrice, anima dello spazio Viadelcampo29rosso ed esperta dell’artista, e momenti storici legati ai Beatles, curati dallo storico e musicologo Ferdinando Fasce. “Ci saranno anche alcune sorprese - anticipa Gala - ma preferiamo non svelare troppo. L’importante è che il concerto sia un regalo per tutti”.

















