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Attualità | 30 aprile 2026, 10:24

“Attenzione molestatori in città”, via San Luca imbrattata da scritte contro gli Alpini

A pochi giorni dall'arrivo delle 400mila penne nere, ignoti vandalizzano il centro storico con vernice. Intanto la città si divide, tra scuole chiuse, mercati sospesi e parchi interdetti

Mancano pochi giorni all'apertura della 97ª Adunata Nazionale degli Alpini e Genova è già attraversata da tensioni sia sul campo della gestione della città, sia su quello ideologico.

Tensioni che si traducono in gesti come quello compiuto questa notte da ignoti che, armati di vernice, hanno imbrattato via San Luca con scritte contro gli Alpini. 

“Attenzione alpini, molestatori in città”, “Remigriamo gli alpini”, sono alcune delle frasi lasciate sul selciato della via del Centro Storico.

Un atto di vandalismo che arriva in momento in cui il dibattito cittadino sull’evento prosegue da settimane con botta e risposta sulla gestione della manifestazione con proteste e opposizioni che non sembra riescano a placare i toni.

Tra venerdì 8 e domenica 10 maggio Genova accoglierà circa 400mila alpini per la sesta adunata che si compie all’ombra della Lanterna, l’ultima delle quali nel 2001. Un impatto importante per la città che vedrà la sua popolazione raddoppiare per il fine settimana, come aveva già detto l’assessore alla Protezione Civile Massimo Ferrante.

Per gestire i flussi, il Comune ha adottato misure straordinarie, disposte insieme al COC, il Centro Operativo Comunale: scuole chiuse venerdì e sabato, parchi e giardini off limits per tutta la durata dell’evento, mercati di via Tortosa e Terralba sospesi per la giornata di sabato.

Chiusure che hanno scatenato non poche reazioni e polemiche. La prima ha riguardato la chiusura delle scuole con prese di posizione da parte dei sindacati e dei genitori. La sospensione dei mercati rionali ha spinto i sindacati di categoria a presentarsi in massa a Palazzo Tursi nel corso dell’ultimo consiglio comunale, quello di martedì 28 aprile. Al termine dell’incontro con la sindaca Silvia Salis e con l’assessora al Commercio Tiziana Beghin, una parte degli ambulanti ha alzato un muro dicendosi intenzionata a valutare un eventuale ricorso al Tar nonostante le proposte di indennizzo e di calendarizzazione di mercati straordinari proposta dall’amministrazione.

C’è poi il fronte ideologico, campo in cui lo scontro è più duro.

L'associazione transfemminista "Non Una Di Meno Genova" ha definito l'adunata una "celebrazione della maschilità tossica" e un'esaltazione del "cameratismo militaresco". 

Parole che hanno innescato uno scontro diretto in aula consiliare. I consiglieri della Lega Paola Bordilli e Alessio Bevilacqua hanno presentato un ordine del giorno straordinario che impegnava la sindaca e la giunta a prendere le distanze da quelle affermazioni. Il documento, sottoscritto dal centrodestra, non ha ottenuto il parere favorevole della giunta ed è stato bocciato dalla maggioranza.

La scelta ha scatenato i partiti di minoranza a cui hanno risposto prima l’assessora alla Sicurezza Arianna Visogliosi sostenendo che il documento presentato dalla destra non aggiunge strumenti concreti sul piano della sicurezza né rafforza le azioni in essere, poi la consigliera delegata all’adunata Vittoria Canessa Cerchi che ha ricordato come gli Alpini abbiano avviato un confronto con le principali associazioni femministe, e sottolineando la necessità di contrastare la disinformazione.

La diffidenza dei gruppi transfemministi nasce dall’episodio raccontato durante l’adunata di Rimini del 2022 quando diverse erano state le denunce, le offese e le molestie a sfondo sessuale raccolte da Non Una di Meno. È da quell'episodio che parte buona parte della diffidenza dei gruppi transfemministi verso l'evento, e che ha spinto l'Ana ad avviare un percorso di sensibilizzazione interna.

Mentre si preparano i tre giorni di eventi in tutto il centro, Genova si spacca, divisa da una scritta in vernice arancione.

Isabella Rizzitano

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