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Politica | 10 marzo 2026, 15:04

Caso Ufficio LGBTQIA+: scontro in aula sulla nomina "annunciata" da 156mila euro

La consigliera Orlando contesta la trasparenza del bando e la nomina dell'avvocata Gibelli; l'assessora Bruzzone replica difendendo la regolarità della selezione

L'avvocata Ilaria Gibelli

L'avvocata Ilaria Gibelli

Nessun costo per l’ufficio LGBTQIA+ a Palazzo Albini e due persone già in forze che rispondono all’assessorato per le Pari Opportunità.

Questo quanto emerso nel corso dell’interrogazione a risposta immediata posta dalla consigliera Anna Orlando a cui ha risposto l’assessora Rita Bruzzone legata alla nomina di una figura esperta nella difesa dei diritti e della parità di genere.

Orlando ha voluto porre l’accento sull’incarico triennale per un totale di centocinquantaseimila euro affidato all’avvocata Ilaria Gibelli, nome che la stessa Orlando aveva consegnato in una busta chiusa all’indomani della pubblicazione del bando.

"Con queste facoltà divinatorie che mi sono ritrovata ad avere, il nome era proprio quello che si è aggiudicato l’incarico", ha incalzato la consigliera, sottolineando come l’avvocata Ilaria Gibelli sia stata scelta tra 25 candidati, di cui solo otto giudicati idonei per curriculum.

L’assessora Bruzzone ha risposto spiegando che la scelta  dell’Amministrazione è quella di non esternalizzare bensì di affidare l’incarico, tramite bando, a una persona con comprovata esperienza giuridica e sensibilità verso la comunità LGBTQIA+.

- ha proseguito Bruzzone - è sotto il mio assessorato una consulente che non dispone di ufficio, che avesse dalla sua non solo l’appartenenza alla comunità ma esperienza e sensibilità sulla tematica. È vero che è trasversale da destra a sinistra ma non tutti possiedono le stesse sensibilità.

È un incarico triennale da 156mila euro ma posso dire che il personale è interno all’ente che ha risposto a una mobilità. Fino a oggi l’assessorato non esisteva con la struttura. L’ufficio è al quinto piano, occupato in passato da uno dei consulenti a cui è scaduto il contratto. Era uno spazio libero con l’allestimento che non ha avuto costo perché abbiamo utilizzato ciò che l’ente aveva. La risposta delle dipendenti è verso l’assessorato”.

Isabella Rizzitano


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