Il mercato immobiliare italiano chiude il 2025 con un segno decisamente positivo, consolidando una ripresa sostenuta dal calo dell'inflazione e da una maggiore fiducia delle famiglie nell'accesso al credito. Secondo il report FIAIP Monitora Italia, presentato presso il Senato della Repubblica, le compravendite residenziali sono cresciute del 6,5%, raggiungendo circa 767 mila transazioni, con prezzi in aumento medio del 2,2%. Ancora più marcata la tensione nel settore delle locazioni, dove i canoni hanno registrato un incremento del 7% a fronte di una domanda sempre più elevata nelle aree urbane dinamiche.
In questo scenario nazionale, Genova si distingue come un mercato "solido e stabile", capace di mostrare una notevole resilienza. Con un valore medio degli immobili che si attesta tra i 1.600 e i 1.700 euro al metro quadrato, il capoluogo ligure resta significativamente più accessibile rispetto ad altre metropoli del Nord Italia. Questa accessibilità, unita a una posizione strategica, ha reso la città una meta privilegiata per gli investitori: Genova offre infatti rendimenti lordi da locazione tra il 5% e il 7,5%, valori difficilmente riscontrabili in altre grandi piazze italiane.
La dinamicità genovese è trainata anche da un cambio di abitudini delle giovani coppie, che oggi preferiscono acquistare subito in quartieri semicentrali o periferici ben serviti, dove la rata del mutuo risulta spesso comparabile al costo di un affitto. Tuttavia, il mercato premia sempre di più gli immobili già ristrutturati, creando un divario crescente di valore rispetto a quelli da rimodernare.
Spostando lo sguardo alla provincia di Genova, emerge un ecosistema a "due velocità". La fascia costiera ha vissuto un’accelerazione sensibile, specialmente nel secondo semestre del 2025, spinta da un turismo in mutamento e dalla forte richiesta di seconde case con vista mare e terrazzo. Località d'élite come Santa Margherita Ligure vedono punte di 16.500 euro/mq per gli immobili ristrutturati, mentre Camogli tocca i 9.000 euro/mq, soffrendo però di una cronica mancanza di offerta dovuta alla conformazione del territorio e al boom degli affitti brevi.
L'entroterra, pur muovendosi più lentamente, sta trovando una nuova vocazione nel turismo sostenibile. Borghi come quelli della Val Graveglia o del Parco dell’Aveto attirano stranieri (tedeschi e francesi in primis) alla ricerca di rustici da trasformare in "eco-case vacanza", mentre centri come Busalla si confermano strategici per i pendolari diretti a Genova.
Nonostante l'ottimismo, non mancano le criticità strutturali. Il report evidenzia che circa il 75% del patrimonio immobiliare italiano è energeticamente inefficiente. Sebbene cresca l'interesse per le "case green", oltre la metà dei venditori non riesce ancora a valorizzare correttamente la classe energetica nel prezzo di vendita.
Emerge inoltre con forza il tema sociale della "fascia grigia" dell'abitare: famiglie, giovani coppie e lavoratori con redditi medi che restano esclusi sia dal mercato libero (a causa dei canoni in ascesa) sia dall'edilizia pubblica. "È necessario avviare una stagione di revisione della normativa sulle locazioni", ha sottolineato il Presidente Nazionale FIAIP Fabrizio Segalerba, auspicando un intervento legislativo che tuteli sia i proprietari che gli inquilini.
Le prospettive per il futuro prossimo restano complessivamente positive. Per il 2026 si stima una stabilizzazione del mercato con una crescita delle compravendite tra l'1,5% e il 2% e un ulteriore aumento dei valori immobiliari intorno al 2%. Resta tuttavia l'incognita legata alle tensioni geopolitiche internazionali, che potrebbero influenzare i costi energetici e la fiducia dei consumatori nei mesi a venire.














