"Cornigliano non vuole rassegnarsi". Dopo settimane di segnalazioni, episodi di tensione, raccolte firme, esposti e richieste di intervento, una parte del quartiere è pronta a fare un passo in più: scendere in piazza per chiedere sicurezza, vivibilità e risposte concrete alle istituzioni. Non una protesta fine a sé stessa, ma il tentativo di una comunità di farsi ascoltare prima che la situazione degeneri ulteriormente.
La proposta arriva in un momento in cui il tema sicurezza è tornato con forza al centro del dibattito nel Ponente genovese. A Cornigliano, da tempo, residenti e comitati denunciano una situazione sempre più difficile, segnata da episodi ripetuti di risse, aggressioni, degrado e presenze considerate problematiche in diverse zone del quartiere. Un malessere che nelle ultime settimane si è intrecciato con il caso del locale di via San Giovanni d’Acri, finito al centro delle proteste dei residenti, che ha portato ad una raccolta firme (con l'obiettivo di farlo chiudere) e relative segnalazioni a Questura, Procura e forze dell'ordine su proposta del movimento pentastellato in Municipio, e una seconda raccolta firme che ha superato quota 350 adesioni (appoggiata dai consiglieri Maurizio Amorfini e Alessandro Laguzzi) e la preparazione, anche in questo caso, di un esposto indirizzato a Prefetto e Questura.
A questo si sono aggiunti altri episodi che hanno ulteriormente alimentato la preoccupazione. Tra questi, anche quanto accaduto pochi giorni fa in piazza Massena, dove un ragazzo è stato fermato e preso a calci e pugni degenerando in una maxi rissa. Un quadro che, secondo molti abitanti, non può più essere letto come una somma di casi isolati, ma come il segnale di una criticità più ampia che riguarda la vivibilità quotidiana del quartiere.
È in questo contesto che il Comitato Cornigliano per la città ha pubblicato sui social un sondaggio rivolto ai residenti per capire quante persone sarebbero disposte a partecipare a una manifestazione pubblica. L’obiettivo è chiamare direttamente in causa amministrazione comunale, Prefettura e Questura, chiedendo interventi più incisivi per ridurre le criticità e restituire serenità a chi vive il quartiere ogni giorno.
A spiegare il senso dell’iniziativa è il presidente del comitato, Giampiero Morstabilini: "Il problema si sa qual è, stiamo andando incontro a un periodo di crisi nera per la sicurezza. Lo vediamo a Cornigliano, Sestri e Sampierdarena: tutti i giorni c’è qualcosa, e non sappiamo com’è la situazione negli altri quartieri".
Secondo Morstabilini, la manifestazione non è ancora una decisione definitiva, ma un segnale lanciato alle istituzioni prima di arrivare alla piazza: "Con questo post speriamo che le istituzioni si rendano conto della necessità di fare qualcosa prima della manifestazione. L’obiettivo è sensibilizzarle, poi se nulla succede vorrà dire che la faremo".
Il clima, raccontano dal comitato, è quello di una cittadinanza sempre più esasperata. Non solo per gli episodi più evidenti, come risse e aggressioni, ma anche per la percezione di un degrado diffuso che coinvolge spazi pubblici, piazze, giardini e luoghi frequentati dalle famiglie. Tra i punti indicati dai residenti ci sono anche i giardini Melis, per i quali sarebbero state raccolte firme perfino dalle mamme delle scuole.
"La cittadinanza è esausta, non ne può più. Ci sono raccolte firme ovunque, perfino da parte delle mamme delle scuole per i giardini Melis, che sono diventati infrequentabili con personaggi che fanno quello che vogliono, a cominciare dall'uso di sostanze stupefacenti", prosegue Morstabilini.
Il riferimento è a una richiesta che va oltre il singolo intervento di ordine pubblico. I residenti chiedono di poter vivere il quartiere con maggiore tranquillità, di vedere presidi più efficaci, controlli costanti e un’azione coordinata tra istituzioni. Una richiesta che parte dalla sicurezza, ma riguarda anche la qualità della vita, l’uso degli spazi pubblici e il diritto di famiglie, anziani, commercianti e cittadini a non sentirsi abbandonati.
Nel post pubblicato sui social, il comitato scrive: "Un saluto a tutti, vista la grave situazione riguardo la sicurezza che ultimamente si aggrava sempre di più nei nostri quartieri, volevo proporre di organizzare una manifestazione in modo da sensibilizzare amministrazione e istituzioni locali di Comune, Prefettura e Questura, in modo da invitarli a intervenire per eliminare la criticità o perlomeno diminuire il problema. Per questo motivo lancio un sondaggio per conoscere chi sarebbe d’accordo a partecipare a questa iniziativa ed esprimere il vostro parere in merito".
Una chiamata alla partecipazione che, nelle intenzioni del comitato, vuole essere prima di tutto un messaggio civico. Cornigliano, spiegano i residenti, non vuole essere raccontata solo attraverso i problemi, ma chiede strumenti per poterli affrontare. Dopo le raccolte firme, gli esposti e le segnalazioni, la manifestazione diventerebbe il passaggio successivo se dalle istituzioni non dovessero arrivare risposte ritenute concrete.
"Vogliamo lanciare un messaggio che mira a sensibilizzare le istituzioni ad attivarsi concretamente. In alternativa, se non dovesse arrivare un riscontro, siamo pronti a scendere in piazza per manifestare". E ancora: "Siamo in contatto con diversi gruppi e comitati di quartiere che hanno lo stesso problema e conosciamo bene gli accadimenti che anche da loro si palesano, quindi ci uniremo in un'unico gruppo per fare si di tamponare e risolvere assieme questa situazione", conclude il presidente del Comitato.














