È polemica a Genova sul tema della sicurezza negli ospedali, dopo l’annuncio da parte dell’assessore regionale alla Sanità Massimo Nicolò di nuovi protocolli operativi a tutela del personale sanitario. A sollevare forti perplessità è il SIAP, che denuncia una grave mancanza di coordinamento tra le istituzioni coinvolte.
Secondo quanto riferito dal sindacato, alla data del 23 marzo la Centrale Operativa della Questura non sarebbe stata informata del protocollo, nonostante sia chiamata a svolgere un ruolo operativo fondamentale. “Siamo di fronte a una disconnessione operativa inaccettabile: si annunciano servizi a tutela dei cittadini e del personale sanitario, ma chi deve intervenire non è stato messo nelle condizioni di farlo”, dichiara Roberto Traverso.
Il protocollo, che prevede anche il coinvolgimento del Numero Unico Europeo 112, non sarebbe stato condiviso preventivamente con le strutture della Polizia di Stato, generando preoccupazione tra gli operatori chiamati a gestire eventuali emergenze.
Il SIAP torna così a denunciare una situazione già segnalata in passato: annunci e iniziative che, secondo il sindacato, non tengono conto della realtà operativa quotidiana. “Si continua a parlare di sicurezza senza considerare le criticità concrete, a partire dalla carenza di organico”, prosegue Traverso.
Al centro della critica anche i cosiddetti “patti per la sicurezza”, più volte evocati sul territorio genovese ma, secondo il sindacato, ancora poco chiari nei contenuti. In particolare, il SIAP chiede che il tema delle aggressioni negli ospedali e ai militi della pubblica assistenza venga inserito tra le priorità.
“Non sappiamo se questo problema sarà incluso nei patti ormai prossimi alla firma. È evidente che anche il Sindaco dovrebbe essere pienamente coinvolto su un tema che riguarda direttamente la sicurezza urbana”, sottolinea il sindacato.
Il SIAP evidenzia inoltre di aver già presentato proposte concrete, con un progetto trasmesso a Prefetto e Comune, rimasto però senza riscontro. Da qui l’appello ad accelerare verso una gestione più strutturata e condivisa del tema.
Il quadro che emerge, secondo l’organizzazione, è quello di una gestione frammentata, che rischia di creare aspettative difficilmente sostenibili senza adeguate risorse. “Prima di annunciare nuovi protocolli – si legge nella nota – è necessario verificare se esistono realmente uomini e mezzi per garantirne l’attuazione”.
In un contesto già complesso, il sindacato invita ad aprire un confronto serio sulla sicurezza a Genova, distinguendo tra sicurezza reale e percepita e puntando su dati concreti, pianificazione e coordinamento tra tutte le forze in campo.
“La sicurezza non può essere oggetto di annunci scollegati dalla realtà – conclude Traverso – ma deve basarsi su risorse adeguate e su una reale capacità operativa. Basta comunicazione: servono fatti”.














