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Attualità | 08 aprile 2026, 19:03

Il Ferraris del futuro: presentato a Tursi il progetto di riqualificazione da 100 milioni

Ipotesi distretto dello sport per il nuovo stadio che punta a Euro 2032. Diecimila metri di zona commerciale ma no a supermercati per uno spazio aperto sette giorni su sette, ecco i dettagli del piano

Scale esterne e skybox, un distretto legato allo sport che possa accogliere anche i musei delle squadre genovesi e un’integrazione di Villa Piantelli nel progetto di riqualificazione in un omaggio alla storia dell’impianto sportivo.

Questi alcuni dei punti salienti del progetto per il restyling dello stadio Luigi Ferraris, presentato questo pomeriggio nella Sala Rossa di Palazzo Tursi durante la seduta congiunta delle commissioni consiliari IV, V e VI a cui hanno preso parte anche la sindaca di Genova Silvia Salis, il vice sindaco Alessandro Terrile, e gli assessori Massimo Ferrante, Davide Patrone e Francesca Coppola.

È stata proprio Salis la prima a intervenire sottolineando come la riqualificazione sia coerente con gli obiettivi di rigenerazione urbana e rispetto del principio di consumo suolo zero. L'investimento previsto è di circa 100 milioni di euro. La strada scelta dall'amministrazione è la concessione di un diritto di superficie per 99 anni, con i primi 50 anni a canone gratuito a fronte dell'investimento, seguiti da un canone stimato in un milione di euro annui. Lo stadio rimarrebbe di proprietà pubblica. L'obiettivo è rispettare il cronoprogramma per Euro 2032, portando la struttura a raggiungere la Categoria 4 UEFA, indispensabile per poter ospitare le partite del torneo mentre il cronoprogramma fissa la scadenza al 31 luglio 2026 per l'approvazione del Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica (PFTE).

A illustrare il progetto, presentato dalla società  Genova Stadium (costituita pariteticamente da Genoa e Sampdoria) è stato l’architetto Hembert Penaranda  di Officina Architetti, che ha delineato una trasformazione dell'impianto, puntando a standard internazionali e a una profonda integrazione nel tessuto urbano.

La sfida architettonica, spiegata dall'architetto, consiste nel "liberare" lo spazio interno dell'attuale struttura di Gregotti, ridisegnato negli anni ’90 in occasione dei Mondiali in Italia, giudicata poco flessibile e con visibilità ridotta in alcuni punti. La soluzione cardine è lo spostamento delle scale verso l'esterno, all'interno di nuovi corpi metallici in acciaio. Questo permetterà di creare ampi spazi interni per servizi oggi carenti: aree hospitality, skybox e zone dedicate al food & beverage. È previsto inoltre l'interramento della linea di alta tensione che attualmente limita fisicamente lo stadio.

Un punto centrale del piano è l'integrazione con Villa Piantelli, che tornerà a essere l'elemento principale di visibilità sul lato di Corso De Stefanis. Durante la settimana, i cancelli dello stadio verranno rimossi per creare una piazza pubblica aperta ai cittadini. Al livello 34, la parte superiore dell'impianto ospiterà uno spazio di 2.000 metri quadrati dedicato al tempo libero, con vista sulla città e sul campo, accessibile indipendentemente dalle partite.

Per migliorare la visibilità e il comfort, la profondità delle gradinate passerà da 60 a 70 centimetri. Questa modifica, insieme all'adeguamento delle vie di fuga, comporterà una capienza finale stimata intorno ai 31.603 spettatori. L’impianto sarà dotato di nuovi spogliatoi, aree media potenziate e una control room moderna.

In risposta alle preoccupazioni dei rappresentanti del commercio locale e del CIV di Marassi, la sindaca Salis ha assicurato che le nuove aree commerciali interne saranno specializzate e legate allo sport e alla sanità, come negozi di merchandising o centri di medicina sportiva, escludendo grandi strutture di vendita alimentare per non danneggiare il tessuto del quartiere. Anche l'attività delle associazioni all'interno di Villa Piantelli sarà tutelata tramite apposite convenzioni.

"Vogliamo uno stadio che sia un asset economico per tutta la città", ha concluso la sindaca Salis, "un impianto pubblico moderno, sicuro e sostenibile che sia parte della nostra storia e del nostro futuro".

IL PROGETTO 

L'architetto Penaranda, illustrando il progetto proposto e ricordando che lo stesso era in parte stato già sottoposto all’allora sindaco di Genova Marco Bucci, ha evidenziato come l'attuale stadio presenti criticità legate alla visibilità ridotta in alcuni punti e a percorsi di sicurezza tortuosi. Il nuovo progetto prevede lo spostamento delle scale all’esterno, liberando così lo spazio interno e migliorando la sicurezza. Nei progetti presentati da Penaranda le scale saranno portate fuori dal catino originale, realizzate con una carpenteria metallica in acciaio montata "a secco” per consentire la cantierizzazione senza chiudere lo stadio, garantendone l'uso durante le partite.

Una delle criticità riscontrate nel corso del progetto riguarda l’interramento della linea elettrica che oggi sovrasta l’impianto, liberando uno spazio fisico e visivo verso la città. La profondità delle gradinate passerà da 60 a 70 cm, adeguandosi agli standard moderni e migliorando la visibilità. Questo però avrà delle conseguenze: la capienza totale sarà di 31.603 spettatori (6.938 nella Tribuna Ovest, 7.847 nella Est e 16.818 nelle Gradinate Nord e Sud), circa in meno rispetto ai 33.205 posti attualmente presenti.

Per aumentare la profondità, questo comporta la modifica dell’assetto. Oltre al fatto che va ricalcolata la curva di visibilità che implica di poter vedere da tutti i posti. Oggi abbiamo uno stadio in cui ogni volta che si gioca bisogna fare una deroga. Nel nuovo riassetto, portando sulla gradinata tutti gli accessi a quota piano terra, comporta un assetto” ha ribadito Herbert Penaranda prima di aggiungere: "Abbiamo posizionato 150 posti per disabili,di cui 65 disabili in carrozzina, abbiamo previsto uno spazio per persone autistiche perché possano godere della partita. Quindi stiamo tenendo in considerazione tutti quegli aspetti che sono importanti e che coinvolgono tutte le persone nell'evento sportivo".

Sul tema della capienza, a chiarire ulteriormente è intervenuto anche Andrea Accorso, ingegnere del Comune di Genova: "È vero che c'è un lieve decremento della capienza massima che è una capienza massima, come dicevano le squadre, originaria ma non reale, perché già ad oggi è diminuita di fatto rispetto al reale, quindi in teoria dai 33mila che eravamo in origine si passerebbe a poco meno di 32mila".

Riduzioni che, dunque, sembrano non influire sulla capienza del Ferraris per come lo si conosce oggi. A riconfermarlo è anche Flavio Ricciardella, direttore generale del Genoa: "Per dare dei numeri, è una riduzione di circa 1600 posti totale. Già attualmente circa 1000 posti, 950 posti per l'esattezza, non li mettiamo in vendita perché non hanno visibilità, quindi di fatto stiamo parlando di una riduzione in totale di circa 600 posti che è stato un sacrificio inevitabile".

VILLA PIANTELLI E LO STADIO DELLA CITTÀ

Nell’immaginare il progetto, l’architetto Penaranda ha voluto ribadire l’importanza di una maggiore integrazione tra lo stadio e il quartiere. Uno degli elementi messi in evidenza riguarda le cancellate, rimosse durante la settimana per creare una piazza pubblica proprio nella funzione di riconnettere il tessuto urbano.

Villa Piantelli, la villa cinquecentesca che storicamente ospitava il galoppatoio dove nacque il primo campo del Genoa, diventerà il traino dell'integrazione. Sarà restaurata e collegata allo stadio tramite nuove scale e ascensori, eliminando i muri e i cancelli che oggi la isolano.

Sulla questione Trabace, presidente del Circolo Culturale Villa Piantelli ha chiesto chiarimenti sul futuro delle associazioni che nella struttura hanno trovato casa.

A dare garanzie sul futuro è stata la sindaca Salis che ha ribadito quando già detto in Municipio: “Basterà scrivere in convenzione di tutelare le associazioni”, garantendo continuità alle attività fatte salve le necessità delle squadre.

COMMERCIO E DISTRETTO SPORTIVO

Per non danneggiare i negozi locali, la sindaca Salis ha confermato che non ci saranno grandi supermercati alimentari, ma attività legate allo sport con la possibile apertura di store di Genoa e Samp e dei musei delle squadre con l'ipotesi di aggiungere centri medici sportivi, magari dedicati ai più giovani.

Umberto Solferino, presidente della Consulta dei Civ, ha sottolineato come lo stadio sia una risorsa per Marassi ma che "Va posta attenzione e va integrato".

"Non dobbiamo trovarci spiazzati - ha ribadito Solferino - il territorio deve essere inserito in questo progetto. Non c'è sinergia e ne stiamo pagando le conseguenze. Marassi ha una risorsa straordinaria ma serve dare massima attenzione e coordinare la possibilità di inserire attività sinergiche con il territorio".

Ilaria Musini di Confcommercio ha fatto eco al punto di vista di Solferino chiedendo 'massima condivisione'. "Purtroppo l'onda lunga si vede sempre dopo 5 anni di insediamento di queste nuove attività. Quindi per noi è fondamentale una condivisione del progetto, soprattutto per la parte destinata al commerciale, perché l'attenzione sul territorio è fondamentale, un territorio estremamente fragile. Chiediamo all'amministrazione una massima condivisione su questa parte".

Anche l'architetta Nora Bruzzone del Comune di Genova ha sottolineato le tipologie merceologiche che saranno presenti negli spazi destinati al commercio: "Sulle funzioni commerciali, all'interno sono ricomprese attività che non sono commercio al dettaglio: palestre, servizi sanitari e ristorazione. Sul tema parcheggi, gli uffici hanno posto come condizione che l'utilizzo di aree esistenti venga escluso o limitato. In fase di piano economico finanziario allegato al PFTE dovranno essere individuate le modalità di garanzia. Al momento c'è un assoluto equilibrio tra i due club nel soggetto che ha presentato la proposta. Infine, è stato stabilito che nel PFTE lo schema di convenzione preveda un'allocazione del rischio conforme alle linee dell'ANAC".

L'ITER BUROCRATICO E I 19 MILIONI, BOTTA E RISPOSA IN AULA

A fare chiarezza sull'iter burocratico e sulla solidità dell'operazione è intervenuto il Segretario Generale Criscuolo, che ha risposto alle domande del commissario Pietro Piciocchi precisando che la delibera dello scorso febbraio ha sancito esclusivamente l'interesse pubblico sul documento di fattibilità preliminare (DOCFA). Con la ricezione del progetto tecnico (PFTE) avvenuta nei giorni scorsi, si entra ora in una fase cruciale che richiede l'integrazione di un piano economico finanziario asseverato e di una bozza di convenzione che disciplinerà i reciproci obblighi.

"Il progetto di fattibilità tecnica economica è un progetto di carattere architettonico e tecnico, non equivale al piano economico finanziario", ha rimarcato Criscuolo, spiegando che l'amministrazione affiderà la perizia sul valore del diritto di superficie a una società terza specializzata nel settore. Tale valutazione sarà articolata in due periodi distinti per garantire la massima trasparenza: i primi 50 anni, necessari per pesare l'investimento delle squadre come un "contributo indiretto" del Comune, e i successivi 49 anni, per attestare la congruità del canone annuo richiesto.

Questo percorso, che distingue nettamente la proprietà del suolo (che resterà comunale) dal diritto di superficie sull'immobile, consentirà all'ente di mantenere un forte potere contrattuale. Il Segretario ha infatti rassicurato che, anche dopo la conferenza decisoria, il Comune potrà richiedere ulteriori miglioramenti al progetto prima di metterlo definitivamente a base di una gara pubblica con procedura di evidenza pubblica.



 


 

Isabella Rizzitano


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