/ Attualità

Attualità | 09 aprile 2026, 12:01

Debora Villa al Govi con “Viva le donne”: l’irriverenza della comicità per distruggere la cultura della violenza

Venerdì 10 aprile, ingresso gratuito con raccolta fondi a favore di Cerchi d'Acqua, la onlus di cui l’artista è testimonial da vent’anni: “La discriminazione di genere è il più grande crimine contro l’umanità”. Sul palco anche Mary Sarnataro e Alessandra Clemente

Debora Villa al Govi con “Viva le donne”: l’irriverenza della comicità per distruggere la cultura della violenza

Dall'educazione sessuo-affettiva nelle scuole dipende tutto. Se un governo reazionario la toglie, significa che quella è la prima cosa da fare”.Parola di Debora Villa, attrice e comica milanese dalla carriera divisa tra teatro, televisione e cabaret - protagonista in Camera Cafè, le Iene, Zelig, Colorado solo per citarne alcuni - che venerdì 10 aprile alle 21 sarà sul palco del Teatro Rina e Gilberto Govi di Genova per Viva le Donne, spettacolo inserito nella quarta edizione della rassegna Donne In'Canto. L'ingresso è gratuito con raccolta fondi destinata a sostenere la onlus Cerchi d'Acqua, di cui Villa è testimonial da circa vent'anni.

Sul palco con lei ci saranno Mary Sarnataro, comica, attrice e autrice, e Alessandra Clemente, cantante jazz. Proprio Villa racconta: “Io non andrò sola, andrò con Mary Sarnataro, che condivide con me il palco e anche l'obiettivo di divulgare e sensibilizzare rispetto a questa tematica. E poi si è aggiunta Alessandra Clemente, una giovane artista che farà un omaggio a Gino Paoli”.

Il tono della serata è dichiaratamente comico ma non per questo meno graffiante. “Io e Mary siamo due comiche irriverenti, due comiche di rottura, che veicolano contenuti sicuramente femministi, diverse una dall'altra, molto graffianti. Sarà una serata decisamente da ridere. Il titolo Viva le donne la dice lunga. Io parlo proprio di tutto, dalla Mela del Peccato Originale a oggi”.

Dietro la serata c'è una storia di impegno lungo due decenni. “Sono testimonial di Cerchi d'Acqua da tantissimo tempo. Avevo fatto con loro anche delle serate a Milano, ci siamo perse e ritrovate e da tre anni faccio Zitte Mai, un titolo che vuole essere un omaggio anche a Michela Murgia”.

Cerchi d'Acqua è una cooperativa che si occupa di violenza di genere, violenza in famiglia e violenza assistita. Villa ne parla con sincera ammirazione: “Sono un centro pazzesco, una cooperativa meravigliosa. Alle assistite offrono assistenza psicologica, giuridica, relocazione, ricerca del lavoro e tanto altro in maniera gratuita. L'idea di fare una serata all'interno del percorso Donne In’Canto è venuta alle persone che gestiscono il Teatro Govi. Fanno queste serate di beneficenza dove tutto l'incasso che è a offerta libera viene devoluto. Ma la cosa più importante è anche divulgare e sensibilizzare l'opinione pubblica su quanto il problema di genere sia ancora un reale problema sistemico”.

Villa, sul tema, non ha paura di prendere posizione con intensità, riflesso chiaro di vent’anni di vicinanza e militanza alla causa. “Con l'avvento dei social le gabbie si sono aperte e tutti questi misogini, poveretti, ignoranti, cresciuti a pane porno, credono che la vita sia una cosa, che tu arrivi per strada, dici a una ‘andiamo’ e questa ti dice 'certo, non aspettavo altro che te’. E quando si trovano di fronte a esseri umani e vengono rifiutati, sbarellano e le vogliono tutte morte. Il problema vero non è che siano sorti ora: è che ora sono coalizzati, unificati dal social. Come diceva McLuhan, il mezzo è il messaggio. Questi si trovano a comunicare direttamente e pensano di avere ragione perché si trovano in tanti”.

Ma la prospettiva storica di Villa va ben oltre l'attualità social: “Non so veramente che problemi abbiano con le donne, da millenni che ci provano in tutti i modi. Qualsiasi religione, cultura, società, etnia, epoca, classe sociale, non ce n'è una che si salvi dal volere le donne soggiogate come schiavi. Il più grande crimine contro l'umanità non è l'olocausto, non è la schiavitù: è la discriminazione di genere, che esiste da sempre. È una cosa pazzesca, assurda. E quindi da fare è tutto”.

Alla domanda su cosa sia cambiato in questi vent'anni e cosa resti da fare, Villa riconosce qualche segnale positivo: “Vediamo anche tanti attori, personaggi di spicco del mondo dello spettacolo che si espongono, come Edoardo Leo o Ermal Meta, sono protagonisti di campagne social, prendendo a cuore la tematica”. 

Ma se i segnali buoni vanno certamente riconosciuti ed esaltati perché diventino sempre più d’esempio, non si può non riconoscere come il ‘cantiere principale’ sia ancora aperto: “Un governo repressivo e reazionario come quello che abbiamo ti dice che la prima cosa da fare è togliere l'educazione sessuo-affettiva dalle scuole. Vuol dire che quella è la prima cosa da fare. Perché? Perché dice ‘è deputato alle famiglie’. No: le famiglie hanno religioni, appartenenze culturali, livelli di cultura completamente diversi uno dall'altro. L'uniformità sociale è proprio quella che invece ti dà l'idea dell'eguaglianza, se non dell'eguaglianza almeno dell'equità. E quindi io questo te lo insegno a scuola esattamente come ti insegno la democrazia, come ti insegno cosa vuol dire i diritti. Quella è la prima cosa da fare: educazione sessuo-affettiva nelle scuole”.

Non resta dunque che lasciare che sia l’ironia, dissacrante e pungente come quella a cui Villa ha abituato il pubblico, a raccontare come contrastare la violenza di genere perché possa presto diventare un capitolo chiuso della storia.

L’appuntamento è al teatro Rina e Gilberto Govi, via P. Pastorino 23r, Genova. Ingresso gratuito con prenotazione su www.teatrogovi.it o presso le biglietterie fisiche. Per informazioni: biglietteria@teatrogovi.it - tel. 010 74 04 707.

Isabella Rizzitano

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO AD APRILE?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Aprile 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium