A seguito di nuove ispezioni ai ponti e impalcati cittadini, il Comune di Genova prepara ulteriori ordinanze di limitazioni e interdizioni al traffico in alcuni quartieri della città, che saranno comunicate nello specifico nelle prossime settimane.
Intanto, in corso Europa, se gli imminenti monitoraggi dovessero confermare i risultati delle ispezioni, si dovrà procedere al divieto per i mezzi di peso superiore alle ventisei tonnellate su tutta la tratta e - novità assoluta - al divieto di incolonnamento tra i vari autobus, il che comporterebbe la ridefinizione delle fermate.
È uno scenario estremo, ma la Civica amministrazione deve tenerlo assolutamente presente, perché la situazione non è semplice. A confermarlo è l’assessore comunale ai Lavori Pubblici, Massimo Ferrante, che segue in prima persona - e pressoché quotidianamente - il dossier ponti e impalcati che, a Genova, raggiungono la cifra record in Italia di 650 manufatti.
“Entro la fine di aprile saranno eseguite le ispezioni su quattrocento strutture, sul totale delle 650 che dovremmo traguardare entro la fine di giugno per essere adempienti dal punto di vista della normativa. Al momento, dei quattrocento manufatti ispezionati, circa il 30% viene classificato dai tecnici in classe 2, ovvero una classe di attenzione per la quale sono necessari approfondimenti ed è necessario ridurre il carico. Per questo dico che arriveranno altre ordinanze di limitazioni al traffico, non possiamo fare altrimenti”.
La situazione più complessa è in corso Europa, “dove non possiamo perdere tempo. Lo schema consueto sarebbe fare prima tutte le ispezioni e poi seguitare con i monitoraggi. Ma nel caso di corso Europa, anticiperemo i monitoraggi. Se ci daranno conferma del quadro di gravità dato dai primi rilievi, dovremo intervenire. Anche con lo spostamento di alcune fermate del bus”.
Ferrante precisa: “Stiamo spendendo per le ispezioni nove milioni di euro, di cui la metà la abbiamo a disposizione. Non è detto che riusciremo a fare tutto entro il 30 giugno, ce la stiamo mettendo tutta e il Comune si è pure dotato di un ufficio tecnico dedicato. Per quanto riguarda corso Europa, sono stati i tecnici di Ansfisa (ovvero l’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali, ndr) a dirci di procedere subito con i monitoraggi, senza aspettare la fase 2 dopo il 30 giugno. Stiamo anticipando risorse, ma il tema dei soldi necessari per intervenire su tutta la città di Genova va assolutamente chiarito, perché ancora siamo nell’incertezza”.
L’assessore della Giunta Salis traccia il quadro della situazione: “La Regione Liguria ci ha promesso dei finanziamenti, ma per ora sono sulla carta, esattamente come quelli per Amt e per i Balletti di Nervi, e il presidente Bucci fa finta di nulla. Quanto al Governo, il viceministro Rixi ci invita a denunciare le amministrazioni degli ultimi trent’anni. Ma questa uscita non ci risolve il problema e da un rappresentante delle istituzioni centrali mi aspetterei ben altro”.
L’importo per mettere tutto a posto è abnome: un miliardo e ottocento milioni di euro. In cassa ci sono i nove milioni delle ispezioni e “quattro milioni di euro da parte di Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale che arriveranno nei prossimi giorni. Il presidente Paroli ha capito, almeno lui, la gravità della situazione e il fatto che se si bloccano alcune strade in città, si blocca tutto il porto”.














