Su proposta dell'assessora alle Pari Opportunità Rita Bruzzone, di concerto con l'assessore alla Cultura Giacomo Montanari, la giunta comunale ha approvato la riattivazione della Consulta delle Religioni a Genova.
L'organismo, già istituito nel 2005 e oggi fortemente richiesto dalle stesse comunità locali, torna a essere la sede stabile di confronto, consultazione e proposta tra il Comune di Genova e le diverse confessioni religiose presenti sul territorio, con l'obiettivo di promuovere il dialogo interreligioso, prevenire i conflitti e costruire politiche pubbliche sempre più inclusive.
Il provvedimento risponde alla necessità di rafforzare gli strumenti di convivenza e reciproca conoscenza, guardando anche a modelli e buone pratiche già sviluppati a livello nazionale ed europeo.
Nello specifico, la Consulta opererà per favorire l'integrazione definendo politiche inclusive nei settori dell'educazione, della cultura e dei servizi alla persona; promuovere tavoli tematici avviando percorsi progettuali condivisi su materie di forte rilevanza sociale ed educativa; valorizzare le differenze stimolando iniziative pubbliche che facciano conoscere la storia e le tradizioni delle diverse confessioni, consolidando il tessuto democratico e solidale della città.
"La riattivazione della Consulta nasce da un ascolto profondo delle sollecitazioni arrivate dalle comunità religiose del nostro territorio - spiega Bruzzone - In un contesto sociale sempre più complesso, l'evoluzione dei flussi migratori ci mette davanti a una pluralità che non va semplicemente gestita, ma valorizzata. Questo organismo sarà uno strumento fondamentale per garantire pari opportunità di espressione, promuovere i diritti civili e favorire una reale coesione sociale. Vogliamo che sia un luogo di partecipazione attiva, capace di dare vita a tavoli tematici su scuola, servizi alla persona e inclusione, per costruire insieme una città in cui ogni cittadino si senta accolto e rappresentato".
"Genova vanta, fin dai tempi del glorioso Comune medievale e della Repubblica aristocratica, una tradizione storica di apertura, pluralismo e incontro tra i popoli. Il dialogo interculturale e interreligioso è nel DNA di questa città - aggiunge Montanari - Riattivare la Consulta oggi non significa solo onorare questo passato, ma trasformarlo in un motore di arricchimento culturale per il presente e per il futuro. La conoscenza reciproca è il miglior antidoto al pregiudizio.
Attraverso questo canale stabile, la cultura e l'educazione diventeranno i ponti per valorizzare le nostre differenze, trasformandole in una ricchezza condivisa e in una solida base per la pace sociale".














