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Attualità | 29 maggio 2026, 17:10

Voltri, l’Evangelico lascia il San Carlo. Dal primo luglio la gestione torna in capo alla Regione Liguria

Netta accelerata alla procedura da parte del presidente Marco Bucci. Il rischio di tagli ai servizi è dietro l’angolo. Il direttore sanitario Gaddo Flego ha spiegato la posizione della Chiesa Valdese al Consiglio Municipale del VII Ponente

L'ingresso dell'Ospedale San Carlo di Voltri, gestito dal 2011 dall'Evangelico

L'ingresso dell'Ospedale San Carlo di Voltri, gestito dal 2011 dall'Evangelico

Entro il 1° luglio 2026 l’Ospedale San Carlo di Voltri, attualmente gestito dall’Evangelico, tornerà in mano alla Regione Liguria ed entrerà a far parte della Azienda Ospedaliera Metropolitana. La notizia è stata confermata ieri, in occasione del Consiglio Municipale del VII Ponente, da Gaddo Flego, direttore sanitario dell’Ospedale Evangelico Internazionale, invitato dall’ente di piazza Gaggero a fornire aggiornamenti sulla questione. 

La scelta da parte dell’Evangelico di ritirarsi dalla gestione dell’ospedale di Voltri non è nuova ed è motivata dal taglio di alcune fonti di finanziamento pubbliche, come Flego ha ben illustrato nel corso del suo intervento; ma la novità è una netta accelerata sui tempi, dal momento che inizialmente si era ipotizzato il 1° gennaio del 2027, mentre adesso il nuovo corso gestionale inizierà dal 1° luglio. 

“L’ospedale Evangelico - afferma Flego - non si ritira da Voltri. Ma dalla primavera dell’anno scorso si trova in una situazione diversa da quella in cui è sempre stato. Noi siamo un ente privato giuridicamente, un ente ecclesiastico civilmente riconosciuto che per legge regionale, sia quella del 2006 che quella fatta l’anno scorso, è equiparato al pubblico. In virtù di questo, nel 2011 l’Ospedale Evangelico Internazionale ha preso in gestione un presidio pubblico, che è appunto il presidio di Voltri. Ma all’inizio dell’anno scorso è venuto fuori da parte della Regione che il Ministero dell’Economia e delle Finanze aveva contestato a Regione Liguria con delle carte che noi non abbiamo mai visto, peraltro, le modalità di finanziamento dell’Evangelico, dicendo sostanzialmente che non era possibile finanziarlo come se fosse pubblico”. 

Secondo Flego, “all’atto pratico significa che è stato messo in discussione il nostro finanziamento. La Regione avrebbe dovuto trattarci come un privato accreditato. Di fronte a questa situazione diversa, a marzo dell’anno scorso il presidente Marco Bucci fece una conferenza stampa in cui disse che l’Evangelico chiudeva in pareggio. Poi invece vennee fuori che l’Evangelico non chiudeva in pareggio, perché ci dissero che non potevano darci un milione e 800mila euro di payback, che è una forma di finanziamento che gli enti pubblici hanno e che l’Evangelico secondo questa nuova interpretazione non avrebbe potuto avere. Quindi il bilancio venne chiuso in pareggio sì, ma perché le Chiese Evangeliche diedero un milione e 800mila euro in modo straordinario per chiudere il bilancio”.

A questo punto, “si apre una discussione in cui sostanzialmente l’ospedale Evangelico dice che a queste condizioni non è possibile andare avanti. La prima operazione che può essere fatta è quella di restituire il presidio di Voltri al pubblico, anche perché la Regione dice chiaramente: se rientra nel pubblico noi riusciamo a dare questo finanziamento ulteriore, mentre finché rimane in gestione all’Evangelico non riusciamo a darlo. Quindi, tradotto in soldoni, significa che bisogna ridurre i servizi, oppure far tornare tutto in mano pubblica. A questo punto la scelta è stata obbligata”.

Flego osserva: “Dal nostro punto di vista non è che un ritorno in mano pubblica sia di per sé una cosa negativa, tanto più che nel frattempo è nata un’Azienda Ospedaliera Metropolitana che riunisce Villa ScassiSan Martino e Galliera. Noi saremmo stati assolutamente disponibili a mantenere la gestione del presidio di Voltri fino a 1° gennaio 2027 o anche oltre, a patto di avere le possibilità economiche per farlo. Sono partite delle interlocuzioni, poi anche noi prendiamo atto della accelerata”.

Uno scenario che il presidente del MunicipioMatteo Frulio, ha definito “sconcertante”, anche perché “quando sono stato audito dalla Commissione Regionale competente, non mi erano state date queste tempistiche così strette”. La paura è quella di tagli: “Ad oggi - prosegue Frulio - io non ho alcun tipo di documento scritto che mi dica e che mi controfirmi che almeno tutti i servizi esistenti rimarranno attivi. Non ho una progettualità rispetto all’utilizzo della struttura a lungo termine”.

Nei prossimi giorni l’assessore regionale alla Sanità, Massimo Nicolò, dovrà predisporre la legge regionale sul ritorno di Voltri al pubblico, che dovrà fare i passaggi istituzionali. ll San Carlo è dal 2011 di proprietà dell’Evangelico, che ha firmato un contratto di 30 anni e versa ogni anno un canone che si aggira attorno ai 400 mila euro: ha 130 posti letto e 470 dipendenti ed è diventato, per alcune specialità, un punto di riferimento per il Ponente. 

Alberto Bruzzone

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