La decisione dell'amministrazione comunale di disporre la chiusura dei mercati di Terralba e Tortosa per sabato 9 maggio, in concomitanza con l'Adunata Nazionale degli Alpini, ha sollevato un polverone di polemiche che coinvolge centinaia di operatori ambulanti.
Aldo Baldacci, esponente del direttivo di AVAL, l’associazione che rappresenta oltre 450 ambulanti genovesi, intervistato dalla Voce di Genova esprime tutto il disappunto di una categoria che si sente umiliata. “Il nostro punto di vista è profondamente contraddittorio: non abbiamo nulla contro gli Alpini, ma non esiste da nessuna parte che si impedisca alla gente di lavorare. Sembra quasi che l’adunata sia considerata un evento ad alto rischio, quasi da equiparare a un’allerta meteo, quando invece dovrebbe essere una giornata di festa. Non siamo certo davanti a un G8, ma a un momento piacevole per tutti”.
Baldacci ricorda con precisione il precedente del 2001: “Ricordo perfettamente che gli Alpini lasciarono la città pulitissima e furono cordialissimi. All'epoca i mercati lavorarono tranquillamente. Oggi, invece, per motivi di sicurezza non meglio precisati, si decide di tenere ferme 270-280 imprese proprio nel primo sabato di maggio, una giornata di lavoro fondamentale”.
Il rappresentante AVAL punta il dito contro la gestione del COC (Centro Operativo Comunale) e la mancanza di confronto: “Ci hanno fatto una videochiamata solo per leggerci il loro comunicato. Hanno detto che lo facevano "per rispetto", ma il rispetto si dimostra convocandoci prima per cercare alternative insieme. Sapevano dell’Adunata da un anno, non da un mese; avrebbero potuto programmare soluzioni diverse. Invece passa un messaggio sgradevole: che il lavoro dell'ambulante sia sacrificabile, un lavoro di serie B. Vorrei vedere se provassero a chiudere un cantiere o un'altra attività produttiva; il lavoro è un diritto costituzionale”.
C'è poi un tema di disparità interna che Baldacci sottolinea con forza: "Hanno fatto un bando per far lavorare dei banchi con gli alpini nella zona di Brignole. Che messaggio stiamo dando? Che qualcuno è tutelato e altri no? Martedì, se non cambierà nulla, saremo tutti in Consiglio Comunale per farci ascoltare”.
A dar man forte alla protesta sono i consiglieri della Lega, Bordilli e Bevilacqua, che denunciano una gestione approssimativa dell'evento da parte della Giunta Salis. “A soli 15 giorni dall'evento, emerge la decisione di chiudere i mercati rionali. Una scelta che priva centinaia di operatori del diritto al lavoro e i cittadini di un servizio essenziale” dichiarano in una nota. “Siamo di fronte a un atto di grave irresponsabilità. Se la scelta politica era quella di sgomberare le piazze, l'Amministrazione aveva il dovere di programmare per tempo spazi alternativi”. La Lega punta il dito anche contro il silenzio di Salis, accusata di "fuggire dal confronto istituzionale" e di non rispondere alle interrogazioni urgenti presentate sul tema.
Anche dal mondo associativo la condanna è ferma. Marisa Carrea, vicepresidente provinciale di Anva Confesercenti, conferma che la notizia è arrivata come un fulmine a ciel sereno dal Centro Operativo del Comune. “Una decisione unilaterale, assunta senza alcun confronto preventivo con le associazioni di categoria. Ancora una volta gli ambulanti vengono messi di fronte al fatto compiuto, senza alcuna considerazione per le esigenze delle imprese. L’arrivo degli Alpini avrebbe potuto rappresentare un’opportunità anche per le attività commerciali e per i mercati rionali”. Anva esprime quindi la propria netta contrarietà e chiede al Comune maggiore trasparenza e un coinvolgimento immediato nelle decisioni che incidono sulla pelle dei lavoratori.














