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Attualità | 27 aprile 2026, 09:37

Asili nido, l’allarme della UIL: "Liguria sopra la media, ma l’accesso è ancora un privilegio per pochi"

Il sindacato analizza i dati del Rapporto Fondazione Agnelli: nel 2027 previsti 37 posti ogni 100 bambini, ma pesano le disuguaglianze sociali. "Servono più investimenti pubblici per non penalizzare le famiglie fragili"

Asili nido, l’allarme della UIL: "Liguria sopra la media, ma l’accesso è ancora un privilegio per pochi"

La UIL Liguria richiama l’attenzione sul tema dei servizi per l’infanzia alla luce della nota della Segreteria nazionale UIL e del Rapporto della Fondazione Agnelli, che confermano come in Italia l’offerta per i bambini sotto i tre anni resti ancora insufficiente e segnata da forti disuguaglianze sociali e territoriali. La questione, infatti, non riguarda solo il numero dei posti disponibili, ma anche i criteri di accesso che, spesso, finiscono per favorire le famiglie più stabili sul piano lavorativo e penalizzare quelle più fragili.  

In Liguria il quadro appare meno critico rispetto ad altre aree del Paese, ma non per questo rassicurante. Secondo il rapporto, la regione passa da 31 posti nido ogni 100 bambini sotto i 3 anni nella situazione pre-PNRR a una previsione di 37 posti ogni 100 bambini nel 2027, mentre la media nazionale passerebbe da 26,5 a 38,5. Un dato che dice con chiarezza che la Liguria parte da una condizione migliore della media italiana, ma ha comunque bisogno di rafforzare offerta e programmazione.  

Sul piano economico, la Liguria registra una spesa media annua per utente nei nidi comunali a gestione diretta e nelle sezioni primavera pari a 12.212 euro a carico dei Comuni e 1.830 euro a carico degli utenti, a fronte di una media nazionale rispettivamente di 9.643 e 2.068 euro. Questo segnala un impegno pubblico importante, ma non risolve il nodo dell’accessibilità reale del servizio per tutte le famiglie.  

A livello nazionale, il rapporto evidenzia che nei servizi sotto i tre anni il 94% dei Comuni considera lo status occupazionale dei genitori nei criteri di accesso e il 48,5% assegna il punteggio massimo alle famiglie con entrambi i genitori occupati, mentre solo un quarto dei Comuni considera l’ISEE e appena il 5% assegna il punteggio massimo alle famiglie economicamente svantaggiate. È qui che si concentra uno dei problemi più gravi di equità.  

“La Liguria non parte dalla situazione più difficile del Paese, ma guai a pensare che il problema sia risolto. Non basta aumentare i posti: bisogna garantire che i servizi siano davvero accessibili a tutte le famiglie, soprattutto a quelle più fragili – dichiarano Giovanni Bizzarro e Milena Speranza, segretario confederale Uil Liguria e segretaria generale Uil Fp Liguria -  Servono più equità nei criteri di accesso, più sostegno pubblico e più valorizzazione del lavoro educativo, perché senza qualità e senza personale adeguatamente riconosciuto non si costruisce un sistema all’altezza dei bisogni reali delle persone”.

La stessa nota nazionale UIL richiama infatti la necessità di accompagnare gli investimenti con misure che riducano le disuguaglianze, migliorino le condizioni di lavoro e rafforzino il carattere pubblico del sistema.

Redazione

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