Si presenta alla Festa del Lavoro del 1° Maggio con dati occupazionali in crescita la Liguria, con 651mila occupati e un tasso di occupazione del 68,8% che è superiore alla media nazionale. Numeri che la Cisl Liguria accoglie positivamente, ma che secondo il sindacato devono ora tradursi in un salto di qualità sul fronte del lavoro stabile, dei salari e delle prospettive per i giovani.
“Sono numeri importanti - afferma il segretario generale del sindacato, Luca Maestripieri -, che vanno riconosciuti senza esitazioni perché raccontano l’impegno quotidiano di lavoratori, imprese, parti sociali e istituzioni. Ma proprio perché il lavoro cresce, oggi abbiamo il dovere di chiederci che lavoro stiamo costruendo”.
Il sindacato sottolinea però come dietro i dati complessivi rimangano criticità legate alla precarietà contrattuale, ai redditi insufficienti e alla difficoltà di costruire percorsi professionali continui. “Non possiamo limitarci alla quantità degli occupati - prosegue Maestripieri -. Dietro le statistiche ci sono persone che fanno i conti con contratti ancora troppo fragili, salari spesso insufficienti rispetto al costo della vita, percorsi professionali discontinui e giovani che continuano a cercare altrove le opportunità che la nostra regione fatica a offrire. La Liguria ha bisogno di lavoro stabile, ben retribuito, sicuro e capace di dare prospettiva. Questa è la vera sfida del Primo Maggio”.
Secondo la Cisl Liguria, la crescita dell’occupazione resta fortemente trainata dai servizi e dal turismo, comparti centrali per l’economia regionale ma ancora segnati da stagionalità, part-time involontario e retribuzioni non sempre adeguate. Parallelamente, l’industria continua a mostrare segnali di difficoltà, mentre molti giovani sotto i 35 anni faticano a ottenere contratti solidi.
“Retribuzioni medie sotto i 1.600 euro netti al mese non bastano per costruire una vita autonoma in una regione costosa come la nostra. Per questo servono politiche orientate alla qualità: stabilità contrattuale, salari dignitosi, formazione continua, crescita professionale e partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori alla gestione, al capitale e agli utili delle imprese”, sottolinea il segretario regionale.
Tra le priorità indicate dal sindacato resta anche la sicurezza nei luoghi di lavoro. “Qualche passo avanti è stato fatto, ma non basta - aggiunge il segretario ligure - La curva degli infortuni rimane inaccettabile e in troppi luoghi di lavoro prevenzione e formazione non sono ancora una prassi quotidiana. La sicurezza non può essere considerata un adempimento formale o un costo da comprimere: è un investimento sul capitale umano più prezioso che abbiamo. Su questo serve un salto culturale prima ancora che normativo”.
Attenzione poi alle piccole e medie imprese, definite dalla Cisl “la spina dorsale dell’economia ligure”, ma anche il comparto più esposto alle difficoltà del mercato. Il dato del 32% di aziende che segnala criticità serie per il 2026 impone, secondo il sindacato, strumenti concreti per accompagnare riconversione produttiva, accesso al credito e innovazione. “Non parliamo di assistenzialismo, ma di intelligenza economica. Difendere il lavoro significa anche mettere le imprese nelle condizioni di investire, innovare e restare sul territorio”.
Sul tavolo anche il tema demografico. La Liguria, con un’età mediana di 52,3 anni, risulta la regione più anziana d’Europa e nel 2024 oltre 2.100 under 39 hanno scelto di trasferirsi altrove. “Questa emorragia non è inevitabile. Si può invertire se la regione diventa attrattiva: servono incentivi per assunzioni stabili, formazione su economia verde e digitale, politiche abitative credibili e un sistema produttivo capace di offrire prospettive vere. I talenti ci sono, ma vanno trattenuti e valorizzati”, prosegue Maestripieri.
In vista del Primo Maggio, la Cisl annuncia la propria presenza nelle piazze liguri insieme alle altre sigle sindacali. “La Cisl Liguria sarà, domani, nelle piazze della Liguria con le altre sigle sindacali per celebrare chi lavora ogni giorno e per rilanciare una visione fondata su dignità, stabilità, sicurezza e opportunità reali. I numeri ci dicono che la Liguria può crescere. La nostra responsabilità è fare in modo che questa crescita diventi buona occupazione, reddito giusto e futuro per le nuove generazioni. La Liguria che vogliamo è ancora da costruire, e noi siamo pronti a farlo insieme ai lavoratori e a chi ha a cuore il futuro di questa regione”, conclude il segretario generale della Cisl Liguria.














