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Attualità | 15 giugno 2026, 08:00

Aumentano le frodi informatiche, in calo i reati predatori: gli ultimi dati sulla criminalità in città

Le statistiche sono state elaborate da Stefano Padovano, docente di Criminologia all’Università di Genova, sulla base dei numeri provenienti dal Ministero dell’Interno

Le truffe online sono in costante aumento anche a Genova

Le truffe online sono in costante aumento anche a Genova

Negli ultimi anni a Genova sono sensibilmente diminuiti i reati di tipo predatorio fisico (ovvero furti e rapine) e sono invece notevolmente aumentati quelli di tipo informatico, attraverso frodi e truffe online. Sono alcuni dei dati più eclatanti elaborati da Stefano Padovano, docente di Criminologia dell’Università di Genova, che si è avvalso per la sua analisi delle statistiche provenienti dal Ministero dell’Interno“È una fotografia - spiega Padovano - di dove sta andando la criminalità, specie nelle grandi città e in determinate fasce di popolazione come possono essere gli over 65. Meno reati fisici e più reati con i mezzi digitali, anche di natura piuttosto sofisticata”.

Secondo Padovano, i numeri delle truffe “da almeno quattro anni sono in crescita, anno dopo anno. Non parliamo di aumenti vertiginosi, ma di certo costanti. Nel 2006 le truffe e frodi informatiche denunciate a Genova capoluogo erano circa 1500. Nel 2025, ovvero vent’anni dopo, siamo passati a oltre 4000. Ma la crescita più forte è dal 2022 in poi, anno in cui eravamo sotto le 3000”.

Quanto invece ai numeri di furti e rapine, “siamo sotto le 1000 unità denunciate. Nel 2014 si è sfiorato il picco dei 2000 episodi, poi il dato è crollato nel 2020, anno del Covid, e quindi è risalito. Tra il 2024 e il 2025 siamo nell’ordine di un dieci per cento in meno. Tutto questo significa che complessivamente il numero dei reati è stabile. E questa è l’informazione di base. Al posto di azioni contro la persona ci sono più azioni contro i patrimoni. Si potrebbe dire che si scassina di meno ma si sta di più dietro a un computer. Parliamo cioè, per citare una definizione che utilizzo con i miei studenti, di crimini che non si vedono”.

Sugli altri reati osservati, Padovano spiega: “Gli omicidi, per fortuna, si contano sulle dita di mezza mano. Aumentano invece tutti quei reati in forma di istinto: lesioni, minacce, percosse, che spesso corrispondono a risoluzioni, attraverso l’uso della violenza, di micro conflitti. Non sempre parliamo di conflitti familiari. Ci sono anche, ad esempio, liti condominiali, liti per la strada, fino alle situazioni più banali”.

E le violenze sessuali? “Quelle non sono diminuite, ma sono sempre più accompagnate ad altri tipi di reati, come ad esempio il consumo di sostanze stupefacenti”. 

Secondo il parere del docente di Criminologia, “a Genova sulla sicurezza siamo all’anno zero. La città deve cioè decidere se vuole costruire politiche di sicurezza strutturali oppure continuare a inseguire l’ordine pubblico. Intendo dire che la città non ha complessivamente dati allarmanti, ma bisogna riordinare tutto. Servono più servizi alla persona, più contrasto alla tossicodipendenza attraverso i Serd, più politiche sociosanitarie. Il concetto di presa in carico della persona va nettamente approfondito. E poi, di pari passo, su questo deve esserci una specifica formazione delle forze dell’ordine e una maggiore chiarezza su chi si deve occupare di cosa tra Stato, Regioni e Comuni”.

Alberto Bruzzone

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