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Attualità | 15 giugno 2026, 08:00

Ex Ilva, altra giornata cruciale. Il Governo conferma la disponibilità a proseguire con gli ammortizzatori sociali

Oggi vertice tra l’esecutivo e le organizzazioni sindacali. Flacks Group e Jindal Steel International attendono segnali

Lo stabilimento ex Ilva di Cornigliano

Lo stabilimento ex Ilva di Cornigliano

L’Ilva dovrà sopravvivere malgrado tutto. È il messaggio del ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, in vista di un nuovo incontro con i sindacati sull'acciaieria che si terrà oggi al Mimit dopo l'ennesimo stop giudiziario. La Corte di Cassazione ha depositato venerdì il dispositivo che rigetta il ricorso di Ilva e mantiene sotto sequestro probatorio l'Altoforno 1 a Taranto, spento dall'incidente avvenuto nel maggio dello scorso anno.

"Un sequestro probatorio che dura da oltre un anno è un'anomalia", ha detto Urso sabato a margine del Forum in Masseria. Secondo il ministro, il fermo dell'impianto è costato all'azienda oltre 2 miliardi di euro e ha trasmesso ai potenziali acquirenti del gruppo siderurgico, il fondo statunitense Flacks Group e Jindal Steel International, il segnale di un contesto che vuole la chiusura dello stabilimento.

Un messaggio che, ha sostenuto, proviene non solo dal potere giudiziario ma anche dagli enti locali. Sul polo di Taranto resta alta anche l'attenzione internazionale. Il Consiglio d'Europa ha chiesto all'Italia di accelerare gli interventi necessari affinché lo stabilimento non costituisca più un pericolo per la salute dei cittadini e per l'ambiente, fissando alla fine dell'anno il termine per un aggiornamento sulla situazione.

La richiesta è contenuta nella decisione adottata dal Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa dopo l'esame della documentazione trasmessa da Roma in seguito alle quattro condanne inflitte all'Italia dalla Corte europea dei diritti umani tra il 2019 e il 2022 per non aver adottato misure sufficienti a proteggere la popolazione dall'inquinamento prodotto dal siderurgico.

Il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha ribadito che l'obiettivo del governo è realizzare "uno degli impianti più moderni d'Europa", sostenendo che mantenere la produzione di acciaio primario in Italia è strategico per evitare una maggiore dipendenza dalle importazioni. La ministra del Lavoro, Marina Elvira Calderone, ha invece confermato la disponibilità a proseguire il sostegno ai lavoratori attraverso gli ammortizzatori sociali. Al momento è stata autorizzata la cassa integrazione per fino a 4.450 dipendenti del gruppo, di cui 3.800 a Taranto, fino a febbraio 2027. Sono circa 10mila i dipendenti diretti totali, e altrettanti quelli dell'indotto.

All'incontro di oggi, il governo aggiornerà i sindacati sullo stato della trattativa per la cessione dopo le richieste di approfondimento fatte dai commissari. Per Jindal i nodi principali riguardano le garanzie occupazionali rispetto a un piano che rischia di comportare 6mila esuberi mentre per Flacks la sostenibilità finanziaria e i partner industriali. Il gruppo Usa sta lavorando al piano in un tavolo tecnico con Metinvest Adria e Danieli.

I sindacati rinnoveranno il loro allarme per una vertenza considerata a un punto di non ritorno, con produzione ai minimi, licenziamenti nell'indotto e proposte inadeguate dai potenziali investitori e chiederanno l'intervento dello Stato per scongiurare l'esplosione di una bomba sociale. "Se l'acciaio è strategico se ne deve occupare lo Stato", ha detto anche il il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro.

Redazione La Voce di Genova

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