“Davanti alle recenti decisioni del Comune di Genova sul futuro del sistema museale cittadino, la CISL FP Liguria ritiene necessario ristabilire un principio di verità storica. Non siamo di fronte a un cambio di rotta improvviso, né a una strategia inedita: quello a cui assistiamo oggi è l’ultimo capitolo di un percorso di smantellamento del servizio pubblico iniziato nel 2004”, spiega in una nota la Cisl Fp Liguria.
“La narrazione di una “esternalizzazione dell’ultima ora” non corrisponde alla realtà dei fatti. È da ormai 22 anni che il Comune di Genova ha intrapreso la strada della progressiva sostituzione delle assunzioni dirette con l’inserimento sistematico delle cooperative sociali. In questo lunghissimo arco di tempo, nessuna Giunta – indipendentemente dal colore politico – ha mai avuto la reale volontà di invertire la rotta per tornare a una gestione interna dei servizi”, continua il sindacato.
“La mancata immissione di personale pubblico nel sistema culturale e nei servizi alla persona non è solo una questione organizzativa, ma una precisa scelta di valore. Rinunciare alle assunzioni significa, nei fatti, avallare la creazione di posti di lavoro caratterizzati da basse retribuzioni e precarietà. La verità che dobbiamo dire ai cittadini e ai lavoratori è che in questi due decenni abbiamo assistito a una coerenza politica finalizzata al disinvestimento. Le lavoratrici e i lavoratori delle cooperative continuano a operare senza che il Comune di Genova attui percorsi di reinternalizzazione. E per le biblioteche comunali genovesi cosa succederà? Anche in questo ambito, infatti, le sorti sembrano drammaticamente simili a quelle dei musei. Su questo fronte il Comune continua a non fornire risposte, lasciando personale e cittadini nell’incertezza più totale”, aggiunge la Maniglia.
I delegati Cisl Fp Liguria del Comune di Genova ricordano inoltre che il sistema museale e bibliotecario genovese rappresenta un patrimonio collettivo, costruito e mantenuto nel tempo con le tasse di tutti i cittadini. Difendere questi servizi non significa solo tutelare il capitale umano, ma proteggere i ‘contenitori’ stessi del sapere: una volta smantellata la gestione pubblica e ceduta l’anima dei nostri musei, ricreare tali servizi diventerebbe un’impresa quasi impossibile. I delegati del settore museale sottolineano di aver chiesto formalmente al Comune un impegno vincolante: garantire la stabilità dell'attuale contingente di dipendenti interni. Non si può scendere sotto la soglia minima attuale: ogni uscita per pensionamento o dimissioni deve essere immediatamente compensata da nuove assunzioni pubbliche. Mantenere stabile il numero del personale comunale non è una semplice richiesta numerica, ma l'unico argine rimasto per evitare che la funzione pubblica venga totalmente svuotata di senso.
“Per la CISL FP Liguria, il passaggio al Partenariato Pubblico-Privato (PPP) è solo l’evoluzione di una parabola iniziata lontano. Il vero nodo resta il disinteresse dimostrato per vent’anni verso una gestione qualificata e direttamente pubblica della cultura. La Segreteria e i delegati Cisl Fp Liguria di tutto il comparto culturale continueranno a dare battaglia affinché la cultura non sia solo una vetrina, ma un settore capace di generare lavoro dignitoso e servizi pubblici di qualità”, si legge ancora nella nota.














