/ Sport

Sport | 08 maggio 2026, 17:50

Sfatare la “fatal Firenze”, De Rossi vuole un Genoa col fuoco dentro: «Le motivazioni le dobbiamo trovare dentro noi stessi»

Salvezza ormai matematica, il Grifone in Toscana con l’obbiettivo di migliorare la classifica ma senza Messias, Norton-Cuffy e Baldanzi. Il tecnico: «Cresciuti nell’interpretazione, ma il gruppo ha un grande attaccamento»

Sfatare la “fatal Firenze”, De Rossi vuole un Genoa col fuoco dentro: «Le motivazioni le dobbiamo trovare dentro noi stessi»

Dopo la logica è arrivata la matematica: quello del Genoa sarà un finale di stagione da tre sfide con la salvezza già in tasca. A cominciare dalla prossima sfida contro la Fiorentina, domenica al “Franchi”, dove il Grifone non vince da quasi cinquant’anni. E quale occasione migliore per non trovare, al di là delle necessità di classifica, i giusti stimoli?

All’antivigilia della trasferta toscana, in un contesto come questo, mister Daniele De Rossi non vuole vedere una squadra rilassata, ma nemmeno dipendente dalla classifica per trovare motivazioni. Il concetto è netto e parte da una visione molto chiara del lavoro quotidiano: «I giocatori forti devono trovare gli stimoli da quello che ha dentro. La partita del Genoa è sempre importante, un giocatore forte deve tirarli fuori da quello che ha dentro. Facciamo tante partitelle in settimana, come possiamo non avere stimoli? Se giocassimo solo quando abbiamo paura di fallire sarebbe grave. Non si vince a Firenze dal 1977? Mettiamo tutto nel minestrone degli stimoli. E’ una cosa singolare, non me l’aspettavo perché comunque recentemente il Genoa ha vinto in casa della Juve, per esempio. E’ una cosa in più che dirò ai giocatori ma deve diventare la cornice della prestazione».

Un passaggio che diventa ancora più significativo nel contesto di un gruppo che, secondo il tecnico, nella sua crescita ha già dimostrato di saper reggere la pressione e trasformarla in identità. «Siamo cresciuti dal punto di vista di quello che cerchiamo noi, sia dal punti di vista dell'interpretazione - ha precisato il tecnico - In allenamento ci sono giocatori che hanno cambiato il chip come Ekhator che si allena da grande mentre prima di allenava da giovane aggregato alla prima squadra. Quello che non è migliorata mai è l’intensità dei giocatori perché è sempre stata altissima. Credo che ce l’avessero loro e penso che parte di questa lo porti una piazza così. Lo staff precedente penso che avesse una cultura dal lavoro molto seria perché altrimenti non trovi una squadra così pronta. L'unica cosa migliorata poi è la classifica, quello che non è cambiato è il loro attaccamento al Genoa».

E prende Colombo come esempio, perché per l’attaccante con la salvezza è scattato anche il riscatto. Al pari del rinnovo per lo stesso De Rossi: «Ne parliamo da mesi e non è cambiato una virgola. Alleno da poco e vivo, come ogni allenatore, per raggiungere gli obiettivi. Colombo? E' stato decisivo per la salvezza e per la nostra crescita, è un po' l’emblema della nostra salvezza. Mi piace pensare che il primo punto lo abbiamo fatto con quel gol un po’ sporco contro la Fiorentina, sintomo di quanto lui sia un lottatore. Questa è una squadra di lottatori seri che hanno un cuore. Sarà difficile giocare peggio di come abbiamo fatto con la Fiorentina all’andata ma i ragazzi hanno lottato. Poi sono state altre le tappe della nostra salvezza e nessuna partita mi ha fatto pensare di non salvarmi proprio grazie all’atteggiamento di tutti i ragazzi, perché hanno lottato come dei guerrieri».

In ottica formazione, qualche novità ci sarà, ma senza stravolgimenti. De Rossi ha confermato che Zatterstrom partirà titolare, mentre altri inserimenti saranno valutati con attenzione anche nelle prossime sfide: «Messias ha finito la stagione, non rientrerà prima della fine del campionato. Norton-Cuffy non sarà della partita, non riesce ad andare senza sentire sintomi. Baldanzi sta bene, si sta allenando con noi da tre-quattro giorni ma non vorrei portarlo. Vorrei dargli più allenamenti veri prima di metterlo in campo visto che la partita è importante ma non decisiva per noi: voglio che sia al 100% quando rientrerà perché per noi è un giocatore troppo importante, fosse una partita decisiva per la salvezza lo avrei fatto giocare dall’inizio. Zatterstrom giocherà dall'inizio, vediamo poi qualcun altro: non vorrei mettere in campo troppi giocatori che non hanno mai giocato insieme» ha annunciato de Rossi.

Lasciandosi andare, in chiusura, a una delle ennesime dichiarazioni di affetto verso una piazza dove ora, con l’avvicinarsi del calciomercato, non sembrano spuntare “mal di pancia” da parte di alcun giocatore: «Questo entusiasmo non l’ho creato io, lo avevano già dentro i ragazzi. E non è piaggeria, ma questo è merito della piazza perché Genova è una città fantastica e allo stadio c'è una grande atmosfera quando si entra in campo - ha ammesso -. Se i calciatori vogliono stare qui è perché sono stimolati per chi fanno questo sport. Qui quando si sta bene non hai nessun motivo per dire 'ok, scappo'. Se poi non sei felice perché giochi poco o perché l'allenatore ti fa giocare nella posizione in cui non vuoi allora inizi a pensare alla professione. Non deve essere disperso questo entusiasmo ed è merito della piazza che è diversa da tantissime piazze. Non da tutte perché ci sono piazze calde come Genova, e io ne so qualcosa, ma è un posto speciale».

Mattia Pastorino


Sei un tifoso? Ti occupi di un club di tifosi? Sei un appassionato di calcio?
Contattaci: daremo spazio ai tuoi pareri, umori e commenti sul Genoa. Scrivi a redazione@lavocedigenova.it

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A MAGGIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium