Fondazione Carige ha scelto di sostenere, in collaborazione con la Casa Circondariale di Pontedecimo, due iniziative dai linguaggi diversi tra loro, il teatro e le arti visive, ma che sono guidati da un'unica convinzione: che la cultura sia uno strumento concreto di trasformazione.
Il primo progetto si chiama "Per Aspera ad Astra" ed è promosso a livello nazionale da Acri, l'associazione che riunisce le fondazioni bancarie italiane. A Genova lo coordina Fondazione Carige insieme al Teatro Nazionale di Genova, l’unico teatro nazionale coinvolto nell'iniziativa, con la regia di Elena Dragonetti.
Da ottobre a marzo, sono dodici le detenute hanno preso parte a un laboratorio teatrale intensivo basato sulla recitazione e sull'espressione corporea, che ha dato vita ad “Alice Underground", spettacolo liberamente ispirato ad Alice nel paese delle meraviglie, che il 25 maggio sarà in scena al Teatro Gustavo Modena, fuori dal carcere, davanti al pubblico, grazie all'articolo 21 dell'Ordinamento Penitenziario.
“Alice è la storia di una caduta, di un mondo sottoterra e sottosopra, di chiavi che non aprono porte e di un giardino al di là del cancello - spiega Elena Dragonetti, regista dello spettacolo -. Una storia i cui elementi densi e simbolicamente narrativi si fanno portavoce di una realtà nascosta e sconosciuta ai più. Che il teatro e l'arte possano far da ponte e permettere al carcere di uscire dalle mura e manifestarsi nel mondo di fuori è qualcosa di tanto prezioso quanto potentemente magico”.
La regista racconta che nelle prime sessioni le partecipanti facevano fatica a mantenere l'attenzione per più di dieci minuti, a stare in ascolto le une delle altre. Incontro dopo incontro, “Siamo arrivate alla fine del percorso che non volevano più andarsene”. Il gruppo comprende donne di età molto diverse, dai vent'anni fino a oltre sessanta, italiane e straniere, arrivate alla recita finale in dodici dopo che alcune erano uscite nel frattempo, il che, sottolinea la regista, è già di per sé una notizia straordinaria. “C’è stata una grande trasformazione di chi ha partecipato, e una trasformazione anche del carcere rispetto a chi ha partecipato. Loro adesso sono il gruppo di teatro del carcere. Sono diventate un gruppo solidale, capace di ascoltarsi, di sostenersi, di essere presenti l'una con l'altra, che in un luogo come il carcere non è poca cosa”. Alcune di quelle che sono uscite durante il percorso torneranno al Teatro Modena il 25 maggio: “Normalmente chi esce non vuole più avere a che fare col carcere. Stavolta, invece, hanno scritto: “Ci saremo senz'altro, e ci saremo per le altre”.

Il secondo progetto ha un nome evocativo: "Trame Sospese". Lo ha ideato Roberto Baghino e lo ha sviluppato la Cooperativa Sociale Il Biscione, attiva da quasi trent'anni nel lavoro educativo e riabilitativo all'interno delle carceri, con il coinvolgimento di AMIU Genova e il sostegno di Fondazione Carige. Le partecipanti hanno realizzato un grande arazzo collettivo, "messaggi in bottiglia" e altri manufatti costruiti a partire da scarti e materiali di recupero. Il tutto dentro una riflessione sul concetto stesso di scarto, ambientale e umano insieme.
"Così come si dà nuova vita a un materiale, nessuna persona è uno 'scarto' se inserita in un contesto di cura e stimolo", sottolinea Paola Penco, Direttrice della Casa Circondariale di Pontedecimo. Sottolinea, inoltre come sia possibile, grazie all'impegno del personale e alla collaborazione con la Fondazione, "trasformare l'istituzione penitenziaria in un luogo di vera opportunità e inclusione".
Le opere saranno esposte il 15 e 16 maggio nella Sala Dogana di Palazzo Ducale: “Portare questi lavori in uno dei luoghi simbolo della cultura cittadina vuol dire riconoscere valore a storie spesso invisibili” sottolinea la direttrice di Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, Ilaria Bonacossa.
La cooperativa Il Biscione evidenzia un aspetto che tende a sfuggire al racconto pubblico: “Delle donne detenute si parla ancor meno rispetto degli uomini. Tendenzialmente si parla di carcere solo quando ci sono eventi tragici. Questa volta portiamo fuori un aspetto positivo, e facciamo conoscere un mondo che non è solo triste e chiuso, ma è anche un'umanità di persone che si scambiano pezzi di vita, e che prima o poi torneranno libere, spesso prima che poi”.
“Regione Liguria guarda con grande attenzione a iniziative come queste, che mettono al centro la persona e il valore del reinserimento sociale attraverso cultura, formazione e creatività. I progetti sostenuti da Fondazione Carige dimostrano come il carcere possa diventare anche un luogo di crescita, consapevolezza e nuove opportunità, favorendo inclusione e autonomia - sottolinea il presidente del Consiglio regionale della Liguria, Stefano Balleari -. Teatro, arte e sostenibilità sono strumenti capaci di restituire dignità, competenze e fiducia, creando un dialogo positivo con la comunità e riducendo le distanze tra chi vive la realtà carceraria e il resto della società. Come istituzioni, riteniamo fondamentale sostenere esperienze concrete che favoriscano il riscatto sociale e contribuiscano a costruire una società più coesa, solidale e attenta a non lasciare indietro nessuno”.
“Le carceri sono pienamente parte della città - ha detto l'assessore alla Mobilità Sostenibile Emilio Robotti, presente in rappresentanza della sindaca -. Questi progetti portano da un lato il carcere in città, ci ricordano che c'è questa condizione. Ed è fondamentale, perché afferma i diritti di persone che ne vedono sospesi alcuni, limitati per la commissione di reati. Mettere a contatto persone nel momento probabilmente più brutto della loro vita con la bellezza, con la cultura, con l'arte è un fattore di crescita incredibile. E, mi rendo conto che è una metafora ardita, è anche un modo per evadere da quella condizione, in senso positivo e legittimo”.
L'assessora all'Ambiente Silvia Pericu ha sottolineato la coerenza tra la dimensione ambientale e quella sociale del progetto "Trame Sospese": “La parola chiave è recupero. Recupero di persone, recupero di materia, recupero di energia. Diverse esperienze a livello italiano dimostrano che mettere insieme il sociale e i temi dell'economia circolare è una scelta che va nella direzione giusta. E questo non finisce qui: continueremo a lavorare col carcere di Pontedecimo per implementare la corretta gestione della raccolta differenziata all'interno dell'istituzione”.
Il presidente di Fondazione Carige, Lorenzo Cuocolo, ha definito il risultato di questi mesi “molto più di un risultato simbolico: significa creare un dialogo reale tra dentro e fuori e avvicinare mondi che troppo spesso restano lontani. Il fatto che uno spettacolo nato all'interno del carcere possa arrivare sul palco del Teatro Modena, o che le opere realizzate dalle detenute vengano accolte a Palazzo Ducale, ci ha colpito profondamente”.
Lo spettacolo "Alice Underground" è in scena il 25 maggio alle 18,30 al Teatro Gustavo Modena di Sampierdarena, aperto a tutto il pubblico. La mostra "Trame Sospese" è visitabile il 15 e 16 maggio nella Sala Dogana di Palazzo Ducale.
















