Nuova aggressione nel carcere di Genova Pontedecimo, dove nella giornata di venerdì 15 maggio una detenuta italiana ha aggredito quattro poliziotte penitenziarie in servizio all’interno dell’istituto.
Le agenti sono state immediatamente soccorse e trasportate in ospedale. Per loro sono state refertate prognosi rispettivamente di 15, 5, 5 e 5 giorni. Secondo quanto riferito dal sindacato, solo l’intervento del personale accorso in supporto ha evitato conseguenze più gravi.
Durissima la denuncia di Fabio Pagani, segretario della Uil Fp Polizia Penitenziaria: "Siamo davanti all’ennesima aggressione annunciata. La detenuta protagonista dell’episodio non era nuova a comportamenti violenti e aggressivi, eppure continuava ad essere collocata in un piano aperto dalle ore 9 alle ore 20, con evidenti rischi per il personale in servizio. Dopo l’aggressione è stata sottoposta ad isolamento, ma di fatto collocata in una camera singola dotata di ogni comfort. Altro che misura punitiva".
Pagani punta il dito contro la gestione dell’istituto e contro una situazione che, secondo il sindacato, espone quotidianamente il personale a rischi sempre più gravi: "Qui non si tratta più di emergenza, ma del totale fallimento del sistema penitenziario. Ogni giorno si attende la tragedia definitiva prima di intervenire concretamente. La sicurezza della Polizia Penitenziaria continua ad essere sacrificata, mentre uomini e donne dello Stato vengono lascia soli ad affrontare detenuti sempre più violenti".
Il sindacato chiede quindi interventi immediati e misure più adeguate per la gestione dei detenuti violenti: "Chi dirige l’istituto ha il dovere di garantire sezioni idonee per detenuti violenti e camere di reale isolamento per quei soggetti che aggrediscono il personale. Non è più tollerabile assistere a gestioni superficiali che mettono a rischio l’incolumità degli operatori. Servono interventi immediati e l’allontanamento senza indugio dall’istituto dei detenuti responsabili di gravi aggressioni".














