Ancora clima di scontro tra le mura di Palazzo Tursi. Il giorno di confronto sul tema dell’indennità alias negli Enti Locali è diventata l’ennesima occasione di bagarre tra maggioranza e opposizione genovese.
I consiglieri del centro destra hanno infatti deciso, con un atto unitario, di non partecipare ai lavori, lasciando i banchi della minoranza vuoti in segno di protesta contro la Giunta guidata dalla sindaca Silvia Salis.
Alla base della diserzione dell’opposizione non c’è solo il tema all’ordine del giorno, ma una frattura politica che si trascina da settimane. In una nota congiunta, i capigruppo di minoranza hanno spiegato che la scelta è dettata dalla “assoluta mancanza di risposte e di rispetto da parte della Giunta".
Il fulcro della polemica riguarda Ilaria Gibelli, consulente LGBTQIA+ dell’amministrazione, appena nominata. “A distanza di quasi un mese dalle gravissime dichiarazioni della consulente - che aveva qualificato i ‘partiti più cattolici’ come omofobi, transfobici, razzisti, islamofobi e maschilisti - il sindaco Silvia Salis, nonostante le ripetute richieste, non ha preso alcun provvedimento, né ha ritenuto doveroso scusarsi con i cittadini offesi da tali parole”, hanno dichiarato tramite comunicato i consiglieri di opposizione. “Non intendiamo in alcun modo legittimare la figura di una consulente retribuita con soldi pubblici che ha dimostrato di essere totalmente inadeguata”.
Anche Alessandra Bianchi, capogruppo di Fratelli d’Italia, ha voluto rimarcare la sua posizione: “Trovo vergognoso che chi prima si arroga il diritto di insultare i genovesi poi possa continuare a rappresentare l’Amministrazione comunale. Partecipare oggi avrebbe significato dare credito a un comportamento inammissibile”. L’opposizione contesta inoltre “i continui insulti rivolti dalla prima cittadina al centrodestra” e la mancanza di documenti tecnici preventivi sulla pratica in discussione.
LA RISPOSTA DELLA MAGGIORANZA
Non si è fatta attendere la risposta dei gruppi di maggioranza, che leggono nella diserzione della destra un tentativo di evitare un tema scomodo. “È evidente a tutti che le motivazioni addotte siano soltanto un alibi per sottrarsi a un confronto serio e pubblico su un tema delicato, rispetto al quale la destra continua a mostrare profonde ambiguità e divisioni interne”, replicano dai banchi della maggioranza. “Oggi avevano l’occasione di spiegare alla città quale sia la loro posizione su uno strumento che riguarda il rispetto delle persone e il contrasto alle discriminazioni. Hanno invece scelto la strada più semplice: non presentarsi”.
BRUZZONE E ROBOTTI: “ATTEGGIAMENTO TRISTE SU TEMI CHE RIGUARDANO LA DIGNITÀ DELLE PERSONE"
Nonostante l’assenza della minoranza, la commissione si è svolta regolarmente avendo garantito il numero legale. Gli assessori Rita Bruzzone (Pari opportunità) ed Emilio Robotti (Servizi civici) hanno espresso rammarico per l’accaduto, rivendicando la scelta politica dell’amministrazione.
“Chi oggi è stato presente in aula ha dimostrato senso di responsabilità istituzionale: evidentemente qualcun altro ha scelto di rappresentare soltanto sé stesso”, hanno affermato gli assessori in una nota congiunta. “C’è chi ritiene che infrastrutture e altre priorità debbano venire prima dei diritti delle persone. Noi pensiamo invece che i diritti vengano prima di tutto. Riteniamo triste l’atteggiamento di una parte dell’opposizione che in passato ha definito ‘divisivi’ temi che riguardano la dignità delle persone”.
Bruzzone e Robotti hanno poi concluso ribadendo l’impegno della Giunta Salis: “A un certo punto bisogna scegliere da che parte stare, e questa amministrazione sceglie di stare dalla parte giusta, dalla parte delle persone. Dispiace che l’opposizione si sia sottratta al confronto, ma noi proseguiamo per dare risposte concrete ai bisogni dei cittadini”.














