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Attualità | 28 maggio 2026, 16:30

A Genova la prima casa funeraria sociale della Liguria e d'Italia

L’annuncio al convegno promosso da So.Crem alla Fondazione Carige: il progetto punta a renderla accessibile anche alle famiglie con basso reddito o senza reddito

A Genova la prima casa funeraria sociale della Liguria e d'Italia

“Un luogo per ricordare, l’evoluzione del commiato”. È questo il titolo del convegno che si è svolto alle 16 di oggi alla Sala Arazzo di Fondazione Carige in via Chiossone 10 a Genova. Un momento di confronto e di studio tra studiosi, operatori, professionisti e politici durante il quale si lancerà la proposta di creare anche a Genova e in Liguria una “Casa Funeraria”. Con una novità assoluta nel panorama nazionale che sarà al centro dell’incontro. 

Per la prima volta in Italia sarà creata e messa a disposizione di tutti una Casa Funeraria Sociale. Ovvero un servizio completamente gratuito per chi ha basso reddito o nessun reddito, come spiega Ivano Malcotti, presidente di Socrem Genova: «Questa è la differenza che esiste tra un ente di terzo Settore come il nostro, che non ha scopo di lucro, e un privato che fa impresa. Noi possiamo, anzi dobbiamo per statuto, usare le nostre risorse con finalità sociale. E per questo abbiamo deciso di dare il nostro contributo alla creazione della prima Casa Funeraria della Liguria, ma soprattutto a renderla accessibile a tutti., Anche a chi non potrebbe permettersela. In tutti casi di indigenza o reddito, interverremo noi».

Attualmente le Case Funerarie sono ben 269 in Lombardia, 45 in Abruzzo e 41 in Calabria, tanto per fare qualche esempio. Ma zero in Liguria. La Casa Funeraria è una struttura utilizzabile dagli operatori funebri a richiesta e per un determinato periodo di tempo, per collocarvi transitoriamente la salma di coloro che sono deceduti. In poche parole, un modo civile, riservato e intimo per evitare di lasciare il defunto nell’abitazione privata, in una casa di riposo o in obitorio, nel periodo intercorrente tra il decesso ed il funerale. Sono un segno di civiltà e di rispetto verso chi non c’è più e verso i famigliari. Oggi la presenza delle case funerarie è esperienza consolidata in Scandinavia, in Francia, in Germania, negli Stati Uniti e in Spagna e come detto si sta diffondendo nel contesto nazionale (con eccezione del contesto ligure secondo quanto ricordato), in funzione della trasformazione sociale che ha coinvolto la tradizione del commiato nel corso del tempo e costituisce una realtà già consolidata in altre grandi città italiane (tra cui Milano).

Oggi nel corso del convegno, il dibattuto è stato introdotto da Paolo Fontana, responsabile del Centro Studi Vitale, poi tra i saluti istituzionali quello di Daniele Pallavicini per Fondazione Carige, il vicesindaco di Genova Alessandro Terrile e Ivano Malcotti che è presidente di So.Crem Genova. Per la Regione Liguria ha portato i saluti il consigliere Matteo Campo A seguire relazioni di Massimo Vibrioni, architetto di Brescia che ha parlato di “Architettura del commiato”. Poi Rosagemma Ciliberti vicepresidente So.Crem e docente di bioetica a Unige intervenuta sull’Etica del commiato. Marco Damonte ricercatore di Storia della filosofia Unige ha svolto una relazione su “Commiato tra ricerca di senso e pluralismo religioso”. “Il significato dei luoghi nell’elaborazione della perdita” è stato il tema trattato da Pietro Ciliberti presidente della Società Italiana di Psichiatria per la Liguria”. A chiudere Rina Luigina De Lauri su “Il ritmo del commiato”.

Redazione

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