È morta a 51 anni Carola Frediani, giornalista genovese tra le figure più competenti e riconosciute in Italia nel campo della tecnologia digitale, della cybersicurezza e dei diritti digitali. Le era stato diagnosticato un tumore solo pochi mesi fa e le sue condizioni si erano aggravate rapidamente.
A darne notizia è stato il sito della sua newsletter, Guerre di Rete, progetto che negli anni era diventato un punto di riferimento per chi si occupa di cybercrime, sorveglianza, privacy, geopolitica della rete e sicurezza informatica: “Carola è stata anima e linfa di Guerre di Rete e lascia un vuoto incolmabile in tutti coloro che l’hanno conosciuta in questi anni”, si legge nel messaggio pubblicato online.
Genovese di nascita e di formazione, Frediani era laureata in Lettere all’Università di Genova e aveva poi conseguito un master in Italian Literature all’University of Pittsburgh. La sua carriera era iniziata all’agenzia giornalistica e multimediale Totem. Nel 2010 aveva fondato, insieme ad altri colleghi, l’agenzia giornalistica Effecinque. Successivamente aveva lavorato a “La Stampa”, dove si era occupata prima di social media, contribuendo alla costruzione del primo team interno dedicato alla gestione delle piattaforme, e poi aveva fatto parte del team Inchieste.
Nel corso della sua attività aveva saputo raccontare la tecnologia senza ridurla a cronaca tecnica, mettendo al centro le ricadute sociali, politiche e umane della rete. Negli anni era diventata una delle voci italiane più autorevoli sui temi della cybersicurezza, della sorveglianza, del cybercrime, della privacy, dei diritti digitali e della geopolitica digitale. Accanto al lavoro giornalistico, aveva poi sviluppato un impegno diretto nella sicurezza informatica applicata alla protezione di attivisti, giornalisti, organizzazioni e persone esposte a rischi digitali concreti.
“La Civica Amministrazione, a nome della sindaca di Genova, del suo ufficio portavoce e dell’ufficio stampa, esprime il più profondo e sentito cordoglio per la prematura scomparsa di Carola Frediani, giornalista di straordinario talento e tra le massime esperte italiane di tecnologie digitali e cyber-sicurezza, con una grande attenzione per i diritti umani”, si legge nella nota diffusa dal Comune di Genova.
Proprio a Genova, all’inizio degli anni Duemila, Frediani aveva mosso i suoi primi passi professionali, sotto la guida di un pioniere come Franco Carlini. “Ha saputo raccontare la complessità della rete, delle sue evoluzioni e delle sue sfide con un linguaggio capace di arrivare a tutti”, ricorda ancora Palazzo Tursi.
“L’ufficio portavoce della sindaca e l’ufficio stampa del Comune di Genova si uniscono al dolore dei colleghi e della comunità giornalistica, ricordandone non solo il valore professionale, ma anche la generosità e l’energia contagiosa. Al marito Luca, al figlio Leone, alla mamma Luciana e a tutti i suoi cari le più sentite condoglianze”.














