Il dossier Fincantieri-Sestri Ponente entra anche nel controbilancio delle opposizioni sul primo anno dell’amministrazione Salis. Dopo le parole del vicesindaco Alessandro Terrile, che durante la conferenza stampa della giunta di ieri ha indicato nello spostamento della ferrovia uno dei passaggi decisivi per completare il progetto industriale e restituire aree alla città, è arrivata la replica di Pietro Piciocchi, capogruppo di Vince Genova ed ex vicesindaco.
Terrile aveva spiegato che il completamento dell’intervento legato a Fincantieri passa anche dalla parte oggi non finanziata, cioè lo spostamento della ferrovia, destinato a potenziare il cantiere e a liberare spazi oggi nella disponibilità dell’azienda. Aree che, secondo il vicesindaco, potrebbero diventare occasione di “restituzione fisica e sociale” per Sestri Ponente, con funzioni abitative convenzionate, spazi di aggregazione e verde urbano.
Piciocchi contesta però l’idea che il nodo principale sia la mancanza di risorse. “La mancanza di soldi è il classico alibi per non fare le cose nell’amministrazione”, ha detto. “Intanto non è vero che non ci sono i soldi, perché per il ribaltamento della ferrovia i soldi ci sono, e come”.
L’ex vicesindaco ha poi rivendicato il lavoro impostato dalla precedente amministrazione sul futuro di Sestri Ponente. “La struttura commissariale, d’intesa con il Comune di Genova, aveva sviluppato un masterplan di rigenerazione di Sestri Ponente nel contesto di un percorso di partecipazione e condivisione”, ha ricordato Piciocchi. “Quando ero vicesindaco ebbi più incontri sul territorio per spiegare alla cittadinanza quel progetto, per raccogliere sollecitazioni e richieste di miglioramento”.
Secondo il capogruppo di Vince Genova, quel percorso si sarebbe interrotto con il cambio di amministrazione. “In un anno non abbiamo più saputo assolutamente nulla”, ha attaccato. Il tema, per Piciocchi, si inserisce in una critica più ampia alla narrazione della giunta Salis sull’eredità ricevuta dal centrodestra. “C’è un cliché di questa amministrazione: il centrodestra sarebbe stato fortunato perché ha amministrato in una stagione storica in cui i soldi piovevano dall’alto”, ha detto. “Ma i soldi non piovono mai dall’alto. Anche i finanziamenti Pnrr noi ce li siamo andati a cercare tutti”.
Piciocchi ha quindi difeso quello che definisce il “modello Genova”, richiamando la credibilità istituzionale costruita negli anni dalle amministrazioni di centrodestra in Comune e Regione. “La nostra amministrazione, si può dire quello che si vuole e sicuramente avremo fatto anche molti errori, era un’amministrazione credibile”, ha detto.
Da qui l’affondo sulla conferenza di ieri della sindaca Silvia Salis. “La cosa che mi ha ferito di più stamattina è quando la sindaca ha detto che parlare di modello Genova è meglio non parlarne perché porta male, perché porta sfortuna. Io lo trovo offensivo”, ha dichiarato Piciocchi. “Il modello Genova è stato costruito dal centrodestra in Regione e dal centrodestra in Comune, e la nostra città e la nostra regione per anni hanno beneficiato di grande reputazione e credibilità”.
L’ex vicesindaco ha ricordato anche un incontro del 2022 con l’allora ministro dell’Economia Daniele Franco, insieme all’ex sindaco Marco Bucci. “Ci disse testualmente: siamo contenti di investire su Genova perché i soldi vengono spesi, perché le opere vengono messe a terra. Questo era il modello Genova”, ha detto.
Per Piciocchi, la stessa logica dovrebbe valere oggi per Sestri Ponente e per il completamento del progetto legato a Fincantieri. “Altro che svilire tutto quello che è stato fatto nel passato. Lo stesso vale per Sestri Ponente: si fanno i progetti, le proposte, si va a Roma e possibilmente si evita di attaccare sistematicamente il governo, come invece assistiamo ogni giorno”.
La critica diventa poi direttamente politica. “La domanda che mi pongo è: questa sindaca lavora per se stessa, per la sua immagine, o lavora per la città?”, ha attaccato Piciocchi. “Siamo sicuri che l’immagine nazionale della sindaca vada a beneficio dell’immagine della città? Io penso esattamente il contrario, perché se questa immagine si regge su un attacco sistematico al governo nazionale, questo non porta nulla di buono per Genova”.
Il capogruppo di Vince Genova ha concluso auspicando un cambio di passo nei rapporti istituzionali. “Auspico che quest’anno cambino drasticamente le modalità di comportamento anche con le autorità e con il governo nazionale”, ha detto.














