Non si placano le polemiche politiche dopo l’uscita del generale Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, a proposito del reato di “femminicidio, che non esiste”. Le reazioni travalicano la capitale, dove il discorso di Vannacci alla convention politica di Futuro Nazionale è stato pronunciato, e arrivano in quel Municipio VII Ponente dove, dopo il passaggio nella nuova formazione politica da parte di Fulvia Musso e di Edoardo Luigi Fortunato, entrambi provenienti da Fratelli d’Italia, oggi si è registrato un nuovo ingresso: Fabio Ariotti, consigliere municipale della Lega e già consigliere comunale per due mandati, sempre con il Carroccio.
A replicare a Vanacci e ai ‘futuristi’ è Lorella Fontana, pure lei con un passato nella Lega e ora nel Gruppo Misto, sotto le insegne di Patto per il Nord. “Ritengo - osserva Lorella Fontana - che l’affermazione del generale Vannacci emersa nel suo intervento conclusivo alla costituente del suo neo-partito, ‘il femminicidio non esiste, è omicidio come gli altri’, suoni come una nota profondamente stonata e che in qualità di donne non può non farci riflettere, oltre che sentirci offese. Forse si è dimenticato che il femminicidio è il tragico epilogo preceduto spessissimo da una serie di reati commessi a danno della donna: stalking, minacce, violenza verbale, psicologica e fisica”.
La consigliera di Patto per il Nord osserva: “Il femminicidio, caro generale, è un reato non solo di mera violenza ma un prodotto di sottocultura che oggi più che mai impera lungo i nostri territori anche per quella multiculturalità fortemente introdotta da decenni di buonismo di sinistra e che vede in prima linea gli islamici, la cui legge/religione considera le donne come esseri inferiori i cui diritti sono fortemente limitanti, in totale sottomissione all’uomo. Non è un omicidio come gli altri: il femminicidio, proprio nel contesto in cui stiamo vivendo, è di gran lunga un reato ancora più grave”.
Nel 2026, osserva Fontana, “non si intende tornare ai periodi ‘nostalgici’ in cui anche le donne del nostro paese erano solo mezzi di procreazione e casalinghe al servizio della casa e del marito. Come Patto per il Nord Liguria riteniamo che occorra guardare avanti, con una politica seria e di rispetto verso le donne, contrastando con determinazione la violenza di ‘uomini’ che considerano la propria compagna un oggetto di puro possesso e la pericolosa islamizzazione in corso, nemica assoluta dei diritti e della dignità di noi donne”.
Alle riflessioni di Lorella Fontana, che di Patto per il Nord è la presidente ligure, si aggiungono anche quelle di Martina Milani, responsabile federale di Patto per il Nord Donne: “È certamente vero che un femminicidio è prima di tutto un omicidio, ma c’è un tema specifico che fa sì che si parli anche di femminicidio. Si deve affrontare il tema con coraggio, e cioè dire che ci sono uomini che uccidono le donne perché non accettano la loro libertà e la loro indipendenza. Valori messi in pericolo da culture retrograde importate da paesi che non permettono alle donne, ancora oggi, nemmeno di studiare, così che non abbiano i mezzi per raggiungere libertà e indipendenza. Parlare di femminicidio non vuol dire sminuire l’omicidio in sé e non è intenzione di noi di Patto per il Nord Donne attaccare l’uomo ma trovare invece insieme le possibili soluzioni ai problemi”.














