Soggiorni estivi di una settimana in località marine, montane e collinari, costi calmierati, contributi per chi ha un Isee più basso e un obiettivo preciso: aiutare le persone over 65 autosufficienti a stare bene, muoversi, incontrarsi e costruire nuove occasioni di socialità.
È il senso della reintroduzione dei soggiorni estivi per gli over 65 residenti nel Comune di Genova, al centro dell’interrogazione presentata in consiglio comunale da Maria Luisa Centofanti, consigliera e capogruppo di Riformiamo Genova, che ha chiesto alla Giunta chiarimenti sui criteri di accesso, sui costi, sulle località individuate, sulle modalità di accompagnamento e sulla valutazione della sperimentazione.
A rispondere è stata l’assessora a Welfare, Terza età, Servizi sociali e Disabilità del Comune di Genova, Cristina Lodi, che ha spiegato come l’iniziativa sia pensata soprattutto in chiave preventiva, prima che la solitudine o la fragilità diventino un problema più complesso da affrontare.
“Tutti gli interventi per promuovere stili di vita sani devono arrivare prima che si configuri il problema della persona”, ha sottolineato Lodi. “È vero che oggi a 65 anni molte persone lavorano ancora, ma in vacanza si sta bene. Questa misura mira alla salute delle persone e dà a chi è seguito dai servizi sociali, a chi ha un Isee basso o vive difficoltà, la possibilità di trascorrere una settimana di comunità con servizi calmierati”.
Il programma, secondo quanto illustrato dall’assessora, prevede diverse possibilità tra mare, collina e montagna, con attività fisiche e ludiche e con una progettazione costruita anche insieme al terzo settore. L’obiettivo non è soltanto offrire un periodo di soggiorno, ma creare relazioni capaci di proseguire anche dopo il rientro.
“L’idea è prevenire, ascoltare e costruire piccole comunità che si ritrovino anche dopo”, ha aggiunto Lodi. “Abbiamo costruito questo percorso per far stare bene le persone. La cosa importante è che tornino ad avere voglia e forza di stare insieme agli altri. Vogliamo andare avanti costruendo senso di comunità”.
Le domande possono essere presentate attraverso il sito del Comune, Auser o gli sportelli indicati dall’amministrazione. Il termine di scadenza è fissato al 19 giugno, salvo eventuale proroga. Trattandosi del primo anno, l’assessora ha evidenziato il carattere sperimentale del progetto e l’importanza di far circolare il più possibile le informazioni, così da raggiungere le persone potenzialmente interessate.
“Colgo l’occasione per dire: fate girare l’informazione”, ha detto ancora Lodi. “È il primo anno, per noi è una sperimentazione. Bisogna convincere le persone che questa esperienza può far stare meglio”.
Un passaggio specifico è stato dedicato anche al finanziamento dell’iniziativa, che nasce dagli utili delle farmacie comunali genovesi, in coerenza con la loro finalità sociale. Un aspetto sottolineato anche da Centofanti nella replica. “Questa misura creerà nuova socialità e impedirà che le persone siano sole”, ha dichiarato la capogruppo di Riformiamo Genova. “Mi preme sottolineare il concetto di trasparenza: il fatto che ci sia un canale dedicato, ovvero le farmacie comunali che contribuiscono a finanziare questa iniziativa, rende importante verificare poi che cosa sarà stato fatto. È un percorso importante anche in ottica di trasparenza”.
Nel presentare l’interrogazione, Centofanti aveva evidenziato il valore dell’intervento, definendolo una risposta a un bisogno reale della città: offrire alle persone anziane opportunità di benessere, movimento e socialità durante i mesi estivi, quando solitudine e isolamento tendono ad acuirsi, soprattutto per chi vive condizioni di fragilità socio-economica o relazionale.
La consigliera ha chiesto in particolare chiarimenti sui requisiti per partecipare, sulla gestione di eventuali graduatorie in caso di domande superiori ai posti disponibili, sulle fasce di compartecipazione economica, sugli strumenti di sostegno per i redditi più bassi, sulle strutture ospitanti e sui servizi di supporto, assistenza e monitoraggio previsti durante i soggiorni.
“Riteniamo fondamentale che un’iniziativa così rilevante per il benessere della popolazione anziana sia accompagnata da trasparenza, chiarezza organizzativa e monitoraggio costante”, ha osservato Centofanti, “affinché possa realmente contribuire a contrastare l’isolamento, promuovere la socialità e rafforzare un modello di welfare di comunità centrato sulla persona”.
L’iniziativa si inserisce nel percorso avviato dall’amministrazione sulle politiche per l’invecchiamento attivo, in continuità con progetti come Sport Senior, che hanno promosso attività motoria, socialità e benessere psicofisico tra la popolazione anziana.














