Sempre più cinema a Genova. La Giunta comunale ha approvato, su proposta dell’assessora al Commercio, Turismo e Marketing territoriale Tiziana Beghin, la delibera che destina 70mila euro alla Fondazione Genova Liguria Film Commission per il 2026. La cifra, attinta direttamente dai proventi dell’imposta di soggiorno, rappresenta la quota associativa fondamentale per sostenere le attività di promozione del brand Genova attraverso il grande e piccolo schermo.
La decisione, maturata all'interno del Tavolo Strategico del Turismo che vede il coinvolgimento della Camera di Commercio e delle associazioni di categoria, trova giustificazione in un 2025 da record per il settore cinematografico cittadino.
L'assessora Tiziana Beghin ha commentato così la strategia dell'amministrazione: "I dati dell’indotto legato alle produzioni cinematografiche e televisive dello scorso anno ci raccontano di una città assolutamente protagonista". L'assessora ha poi aggiunto: "La scelta di Genova come location di film e serie ci consente di valorizzare il brand e di intercettare i flussi del cineturismo, favorendo tra le altre cose la destagionalizzazione del turismo".
Secondo la titolare della delega al Marketing territoriale, l'audiovisivo rappresenta una risorsa imprescindibile per la crescita del capoluogo: "Le produzioni audiovisive, quindi si confermano un volano strategico per lo sviluppo sostenibile del turismo e la crescita economica locale. Le immagini di film e serie televisive non solo promuovono i valori culturali della comunità, ma accendono la curiosità dei visitatori verso i luoghi meno popolari della città, incrementando la permanenza media nelle strutture ricettive genovesi".
Il bilancio del 2025 non lascia spazio a dubbi sull'efficacia dell'investimento: nell'ultimo anno si sono registrate 507 giornate di riprese effettive e 326 di preparazione. Questi numeri si traducono in 1.195 collocamenti lavorativi di personale ligure, per un totale di 18.604 giornate di lavoro generate dal settore. Significativo anche l'impatto sul comparto alberghiero, con 13.721 notti vendute alle produzioni, un dato che assicura un rientro immediato per le casse comunali proprio attraverso la riscossione dell'imposta di soggiorno.














