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Politica | 23 giugno 2026, 15:55

Sicurezza a Genova, è scontro. Gandolfo (FdI) chiede le dimissioni di Viscogliosi: “Gestione fallimentare e presidi in ritardo"

L'esponente di centrodestra attacca l'assessora sui ritardi nel piano estivo e su taser poi accusa Tursi di ‘scaricare i barile’ sulla Regione per il caso crack. La replica: “No a giochi al massacro e a speculazioni politiche. Presidio a Quinto già stasera"

Sicurezza a Genova, è scontro. Gandolfo (FdI) chiede le dimissioni di Viscogliosi: “Gestione fallimentare e presidi in ritardo"

Il dibattito sulla sicurezza urbana a Genova sfocia in una formale ed esplicita richiesta di dimissioni. Durante l'ultima seduta del Consiglio comunale, il consigliere di Fratelli d’Italia Nicholas Gandolfo ha sferrato un duro attacco politico contro l'assessora alla Sicurezza e Polizia Locale, Arianna Viscogliosi. Al centro della contestazione, i recenti fatti di cronaca a Quinto e a San Fruttuoso, il presunto ritardo nell'attivazione dei presidi fissi estivi e il mancato utilizzo dei taser per gli agenti locali. Di fronte alle repliche dell'esponente di giunta, che ha respinto le accuse invocando una responsabilità condivisa tra gli enti e maggiori risorse dallo Stato, l'opposizione ha decretato il fallimento della linea della giunta chiedendo un passo indietro immediato.

Gandolfo ha aperto il dibattito evidenziando come l'allarme sociale in città sia ormai giunto a livelli critici, accusando l'amministrazione di centrosinistra di muoversi alla cieca e solo sull'onda dell’emergenza: “La situazione è a dir poco preoccupante, è qualcosa che veramente sta sfuggendo di mano a questa amministrazione sotto tutti i punti di vista. La domanda che poniamo è intanto, ovviamente oggi abbiamo visto di questo comitato provinciale per la sicurezza il tavolo prefettura, se ci può riferire in aula com'è stato questo tavolo. Un'altra domanda che poniamo è il taser. Vogliamo sapere se questa amministrazione sul taser vuole fare magari un cambio, se lo possiamo dare alla nostra polizia locale. Pensiamo che può essere uno strumento utile. I presidi fissi richiesti da tutti, anche in quest'aula, bocciati come ordini del giorno, poi scoppia tutto il delirio, annunciamo i presidi fissi col piano sicurezza estivo e poi purtroppo succedono tutta una serie di fatti, Quinto, San Fruttuoso, e di presidi fissi neanche l’ombra".

L'assessora Viscogliosi ha rigettato fermamente le accuse di immobilismo, illustrando il pacchetto di provvedimenti emerso dal Comitato Provinciale per l'ordine e la sicurezza come misure restrittive e allontanamento per i minori stranieri non accompagnati che delinquono, vigilanza interforze a Quinto e presidio nei weekend in Corso Italia, ma ha puntato il dito contro le carenze di organico statali: “Da parte di questa amministrazione e della polizia locale c'è il massimo impegno, ma chiediamo un'assunzione di responsabilità condivisa da parte di tutte le istituzioni, respingendo con forza le strumentalizzazioni politiche dell'ultimo periodo e soprattutto degli ultimi giorni. Non intendiamo partecipare a questo gioco al massacro che rischia solo di alimentare l'odio sociale. Non servono ronde o forme di giustizia fai da te, ma una presenza coordinata dello Stato. In questo quadro è essenziale un potenziamento degli organici delle forze dell'ordine sul territorio genovese. Già a partire da questa sera sarà attivato uno specifico presidio interforze presso i giardini di Quinto. Resta inoltre aperto il tema della pressione che grava sulla città che oggi accoglie il 76% dei minori stranieri non accompagnati presenti in tutta la Liguria. Per questo abbiamo chiesto a Anci Liguria la possibilità di valutare una redistribuzione più equilibrata. Permane inoltre il tema delle tossicodipendenze, in particolare la diffusione del crack, dove la Regione è assente".

L’informativa dell'assessora ha visto la replica di Gandolfo che non ha risparmiato di svelare alcuni retroscena circa i tavoli tecnici sulle tossicodipendenze che sarebbero stati disertati proprio dal Comune di Genova poi ha attaccato ancora Viscogliosi chiedendone le dimissioni: “Sul taser l'assessore non ha risposto a niente. Sui presidi fissi ‘adesso li mettiamo’. Ma guarda un po'. Caspita, assessore, siamo arrivati un po' tardi. La stagione estiva è voglia che è iniziata. Quando presentavamo noi gli ordini del giorno per chiedere questo come Fratelli d'Italia venivano bocciati. Ho detto: ‘Secondo me scaricherà il barile sul governo e sulla regione’. E allora io cosa ho detto? Vado un attimo a interloquire con l'assessore alla sanità della Regione Liguria per capire come mai il centrosinistra, caso strano, scarica il barile sulle tossicodipendenze alla regione. E l'assessore mi comunica due cose che francamente mi lasciano un po' allibito. Perché il 16 e19 giugno voi dovevate avere due incontri dove doveva esserci una partecipazione di Regione e Comune con il Ceis per cercare di finanziare 5-6 posti per aiutare le persone con tossicodipendenze problematiche, dove la regione avrebbe pagato la quota sanitaria e il Comune deve pagare la quota alberghiera. Dove eravate? Come mai non se ne parla? Come mai si attacca sempre la regione? Il comune non dice mai cosa fa? Non è in grado, deve dimettersi”.

Isabella Rizzitano


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