Coldiretti Liguria esprime forte preoccupazione per le decisioni assunte dalle Commissioni del Parlamento europeo sul Piano per la salute cardiovascolare e sul Cbam, il meccanismo che regola le emissioni di carbonio legate alle importazioni.
Sul fronte della salute cardiovascolare, il testo approvato dal Parlamento europeo rischia di indebolire alcune misure di prevenzione e di non valorizzare adeguatamente il ruolo di una corretta alimentazione nella riduzione dei rischi per il cuore e per la salute in generale. In particolare, preoccupa il ridimensionamento degli interventi relativi alle bevande energetiche e la scarsa attenzione alle più recenti evidenze scientifiche sui possibili effetti negativi di un consumo eccessivo di cibi ultra-processati, sempre più diffusi soprattutto tra i giovani.
A destare perplessità è anche la riapertura del dibattito sui sistemi di etichettatura nutrizionale frontale, che in passato hanno rischiato di penalizzare prodotti simbolo della Dieta Mediterranea senza tenere conto delle quantità consumate e dell'equilibrio complessivo dell'alimentazione. Un approccio che potrebbe creare confusione nei consumatori e danneggiare produzioni di eccellenza del territorio.
“La prevenzione delle malattie cardiovascolari passa prima di tutto dall'educazione alimentare e dalla promozione di stili di vita sani. Servono regole basate sulla scienza e non sistemi che finiscono per penalizzare ingiustamente prodotti di qualità che fanno parte della Dieta Mediterranea e della tradizione agricola, anche ligure”, commenta Gianluca Boeri, presidente di Coldiretti Liguria.
Preoccupazione anche per il voto sul Cbam. Le Commissioni competenti del Parlamento europeo hanno infatti eliminato la clausola che avrebbe consentito di sospendere temporaneamente il meccanismo in caso di forti squilibri di mercato. Una decisione che, secondo Coldiretti, rischia di lasciare agricoltori e imprese senza strumenti adeguati di tutela in una fase economica già molto complessa.
“Le aziende agricole stanno affrontando costi sempre più elevati e una concorrenza internazionale difficile. Togliere una misura di salvaguardia significa aumentare le incertezze per il settore e mettere a rischio competitività e reddito delle imprese. Per una regione come la Liguria, dove l'agricoltura opera spesso in condizioni difficili e con costi superiori alla media, ogni scelta europea deve tenere conto delle ricadute concrete sulle imprese”, sottolinea Bruno Rivarossa, delegato confederale.
Risulta dunque necessario che le istituzioni europee adottino politiche capaci di coniugare tutela della salute, sostenibilità e difesa del lavoro agricolo, evitando nuovi pesi burocratici e garantendo condizioni eque per le imprese.














