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Attualità | 26 giugno 2026, 08:00

Pegli, la dottoressa va in pensione e mille e cinquecento pazienti restano senza medico: “Prime disponibilità a Cornigliano”

La protesta da parte dei cittadini: “Nessun servizio a disposizione sul territorio e neppure nei quartieri più vicini”. L’Area sociosanitaria 3: “Si può trovare assistenza nelle Case di Comunità”

La Casa della Comunità a Pegli è stata una delle prime ad aver inaugurato

La Casa della Comunità a Pegli è stata una delle prime ad aver inaugurato

La dottoressa va in pensione e i suoi mille e cinquecento mutuati rimangono senza il medico di base e senza la possibilità di indicarne un altro che non sia a meno di tre delegazioni di distanza. 

Succede a Pegli, ma questa vicenda rischia di allargarsi a macchia d’olio anche in altri quartieri della città e si sta già verificando in diversi paesi dell’area metropolitana genovese, dove i servizi sono costantemente e inesorabilmente messi in discussione. 

A raccontare quanto accade nel Ponente cittadino sono un gruppo di pazienti della dottoressa Ivana Dina Acquarone, che ha lo studio in via Martiri della Libertà a Pegli, nel centro della delegazione. “A fine giugno la dottoressa andrà in pensione e noi saremo senza medico di base. Siamo in mille e cinquecento in tutto. Abbiamo avviato le ricerche per il sostituto ma non ci sono disponibilità, nemmeno per una singola persona, né a Pegli, né a Pra’, né a Voltri e neppure a Sestri Ponente. Il primo medico con qualche posto libero risulta essere a Cornigliano”. 

È stato così che alcuni mutuati hanno manifestato il loro effettivo disagio sia ad alcune farmacie che effettuano il servizio Cup che direttamente all’Area sociosanitaria 3 della Azienda Tutela Salute Liguria, ovvero la ex Asl 3, attualmente diretta da Ivan Mazzoleni.

“Ci è stato risposto che possiamo rivolgerci, in caso di bisogno, alla Casa della Comunità del Ponente, ma è obbligatorio per legge indicare un medico di base e poi il servizio alla Casa della Comunità può avvenire solamente in presenza. E tutto questo, come si può facilmente capire, penalizza soprattutto le persone più anziane”. 

L’Area sociosanitaria 3 spiega: “È bene precisare che c’è in corso una procedura atta alla richiesta di venticinque incarichi, per ambito e non per quartiere, in Asl 3. Nel contempo ricordiamo che, in attesa dei conferimenti, l’Ambito 2 Comune di Genova consente al cittadino di operare la scelta del medico di medicina generale su tutto il territorio comunale”. 

Secondo l’azienda, “la carenza dei medici di famiglia è un tema che riguarda non solo la Liguria ma tutta Italia, però l’utenza, nelle Case della Comunità, può trovare il medico di assistenza primaria. Ad esempio, infatti, in quelle di Voltri e Pegli, oltre che in quelle del Distretto 9 come Sestri Ponente e della Fiumara, vicine per tutti quei pazienti che temporaneamente potrebbero rimanere senza medico di famiglia ma comunque avrebbero un’assistenza garantita presso le Case della Comunità Hub e Spoke”. 

L’Area 3, quindi, non smentisce gli effettivi disagi patiti dall’utenza. Una situazione che rischia di deflagrare, perché altri medici andranno in pensione e perché, come spiegano i pazienti, “non ci viene comunicato sino all’ultimo che il nostro medico andrà in pensione. L’indennità dei medici, infatti, è calcolata sul numero dei mutuati e nessuno vuole perdere pazienti prima del tempo”.

Gianni Pastorino, consigliere regionale della Lista Orlando - Linea Condivisa, commenta con sconcerto: “La vicenda di Pegli è l’ennesimo segnale di una crisi della medicina territoriale che in Liguria denunciamo da anni. Situazioni analoghe si sono già verificate a San Quirico, in Valpolcevera, e in numerose realtà dell’entroterra, dove trovare un medico di famiglia sta diventando sempre più difficile. Quando mille e cinquecento persone si trovano improvvisamente senza medico e l’alternativa è spostarsi in un altro quartiere o rivolgersi a una Casa di Comunità, significa che qualcosa non sta funzionando. Si inaugurano Case di Comunità presentandole come la soluzione ai problemi della sanità territoriale, ma il rischio è che molte di queste strutture restino scatole vuote se non si affronta il nodo fondamentale: la carenza di personale sanitario. Dietro le riforme e i continui annunci della giunta Bucci continua a mancare una vera programmazione”.

Anche Armando Sanna, capogruppo in Regione del Partito Democratico, protesta: “Quello che sta accadendo a Pegli, dove mille e cinquecento cittadini rischiano di rimanere senza medico di medicina generale a causa di un pensionamento a cui non è stata prevista una sostituzione, è l’ennesima dimostrazione di una sanità regionale che continua a inseguire le emergenze invece di programmare il futuro. Una situazione che denunciamo da anni e che oggi non riguarda più soltanto l’entroterra o i piccoli comuni, ma colpisce direttamente anche zone più centrali della città”. 

Secondo Sanna, “dopo quasi dieci anni di governo del centrodestra, situazioni come queste certificano il fallimento della programmazione sanitaria regionale. I pensionamenti dovrebbero essere accompagnati da un piano serio per garantire la continuità dell’assistenza ai cittadini. Ma questa destra non programma, è solo impegnata nella propaganda nei tagli dei nastri e nella campagna pubblicitaria delle Case di Comunità. Da mesi però denunciamo il rischio di inaugurare strutture senza avere il personale necessario per farle funzionare pienamente. Le Case di Comunità sono una risorsa, ma devono essere inserite all’interno di un piano di medicina territoriale più ampio, a partire da nuove assunzioni. La carenza dei medici di medicina generale continua ad aggravarsi sempre di più e sempre più cittadini liguri saranno costretti a spostarsi per trovare assistenza, se la situazione non cambia. E nella regione con la popolazione più anziana d’Italia questo è un problema. Non servono interventi spot o soluzioni d’emergenza: serve un vero piano per la medicina territoriale, capace di garantire il ricambio generazionale dei professionisti e il diritto alle cure di prossimità”.

In Comune a Genova interviene infine il capogruppo della Lista SalisFilippo Bruzzone“Non è accettabile che circa mille e cinquecento cittadini di Pegli siano ancora privi di un medico di medicina generale senza che venga fornita una risposta concreta da parte di Regione Liguria, competente in materia. Il diritto alla salute e all'assistenza territoriale non può essere sacrificato a causa di ritardi organizzativi. Per questo ho presentato un’interrogazione a risposta immediata, per conoscere quali interlocuzioni siano in corso tra il Comune di Genova e Regione Liguria per affrontare la situazione. Parliamo di un disagio che coinvolge centinaia di famiglie, anziani e persone fragili, costrette a vivere nell’incertezza rispetto a un servizio essenziale. È necessario che le istituzioni competenti si attivino. Il Comune non ha ovviamente in gestione questo servizio, ma può esercitare un ruolo efficace di attenzione e sollecitazione affinché venga individuata al più presto una soluzione stabile”.

Alberto Bruzzone

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