Il Comune di Genova ha diffidato la gestione del parcheggio interrato collegato al Teatro Verdi di Sestri Ponente. È questa la novità emersa durante la seduta del consiglio comunale, nel corso di un'interrogazione sollevata da Maria Luisa Centofanti, consigliera comunale di Riformiamo Genova, che ha riportato in aula un tema storico per il Ponente cittadino: il pieno utilizzo del teatro e, soprattutto, dei servizi collegati a una delle principali strutture culturali della città.
Il nodo riguarda in particolare l’autorimessa interrata, oggi aperta dalle 8 alle 20 nei giorni feriali, ma chiusa nelle ore serali, di notte e nei festivi. Una situazione che, secondo Centofanti, finisce per penalizzare il Teatro Verdi proprio nella fase della sua ripartenza, dopo anni di chiusura e dopo la nuova assegnazione tramite bando pubblico che, dalla fine del 2024, ha consentito la riapertura della sala.
“Il tema del Verdi non è nuovo - ha ricordato Centofanti in aula - parliamo di uno dei teatri più grandi della città”. La consigliera ha ripercorso la vicenda a partire dal 17 marzo 2004, quando il Comune di Genova stipulò il contratto con la società Cinema Teatro Verdi, costituita da Costruzioni Edili Industriali Spa, Geom. Giuseppe Olivieri e GE.IM. Srl, per la progettazione, l’esecuzione dei lavori di riconversione funzionale, la manutenzione, l’adeguamento normativo e la successiva gestione del teatro.
Il contratto prevedeva che la gestione partisse dalla data di ottenimento dell’agibilità e avesse una durata trentennale. Negli anni, però, si sono succeduti diversi gestori, fino al 2018, quando l’allora gestione segnalò al Comune il grave peggioramento della situazione economica, aggravato anche dagli effetti della tragedia del crollo del Ponte Morandi. “Nonostante il lavoro del Municipio Medio Ponente, e ne ho fatto di documenti durante i miei dieci anni di Municipio, il teatro chiuse”, ha ricordato Centofanti.
Dopo un lungo periodo di stop, il Teatro Verdi è stato riaperto a fine 2024 grazie a una nuova assegnazione. Oggi rappresenta il secondo teatro di Genova per dimensioni del palcoscenico e capienza ed è utilizzato da scuole, associazioni, realtà culturali e sociali del territorio. Proprio per questo, secondo Centofanti, l’impossibilità di utilizzare il parcheggio nelle fasce orarie più utili per gli spettacoli rischia di frenare la crescita della programmazione culturale.
“I cittadini e le realtà che hanno visto rinascere il teatro, insieme al nuovo gestore, oggi si trovano davanti a una situazione insensata - ha sottolineato la consigliera - perché il parcheggio interrato è aperto dalle 8 del mattino alle 20 di sera. Persino il gestore si domanda se aumentare o meno la propria offerta culturale nel Ponente cittadino. Quelli prima di noi non sono riusciti a dare una risposta: noi ci riusciamo?”.
A rispondere è stato l’assessore alla mobilità Emilio Robotti, che ha confermato come l’amministrazione abbia già avviato un confronto con i concessionari e, dopo diversi tentativi senza esito, sia arrivata alla diffida. “In realtà - ha spiegato Robotti - non per sminuire l’importanza del presidio culturale del Verdi, ma la questione del parcheggio prescinde da questo ed è più ampia. È una questione di interesse pubblico e di rispondenza di un bene dato in concessione a privati diversi anni fa, con una concessione che durerà ancora anni, e che in questo momento ritengo non risponda all’interesse pubblico”.
Il punto, per l’assessore, è che il parcheggio ha dimensioni significative, con tre piani interrati, ma resta inutilizzato proprio nelle fasce in cui potrebbe servire maggiormente. “È aperto solo nei giorni feriali ed è chiuso nei festivi e nel periodo notturno - ha aggiunto Robotti -. Questo certamente non favorisce l’attività del teatro per coloro che scelgono di raggiungere Sestri in auto, ma non consente neanche di rendere disponibile ai residenti un parcheggio che è totalmente inutilizzato di notte e nei festivi. Inoltre non consente di avere un parcheggio che possa andare a beneficio di tutte le altre attività del territorio”.
L’assessore ha quindi ricostruito le interlocuzioni avviate dall’amministrazione: “Sin dall’anno scorso abbiamo aperto un confronto con i concessionari, fatto proposte e sopralluoghi per accertare che l’interesse pubblico è cambiato. Abbiamo ricevuto disponibilità a parole, ma mai nulla di concreto. Ogni volta c’è stata una chiusura, anche quando si è parlato di rivedere l’accordo concessorio per dare gli strumenti necessari”.
Il Comune, ha spiegato ancora Robotti, si era detto disponibile anche a valutare forme di supporto per rendere possibile un’estensione degli orari, compresa l’installazione di ausili utili a garantire ulteriori aperture. Ma anche le richieste di sperimentazione in occasioni particolari, come Capodanno, non avrebbero portato al risultato sperato. “Dopo vari tentativi ci siamo risolti a diffidare la gestione - ha confermato l’assessore - una gestione che ha un parcheggio poco redditizio e un altro in Piccapietra che evidentemente va bene. Dopo la diffida abbiamo ricevuto un riscontro dai legali che non ci ha soddisfatto. Faremo ulteriori incontri, ci auguriamo di trovare un accordo e, nel caso non trovassimo la possibilità di avere una sperimentazione o una regolamentazione, inizieremo le iniziative opportune insieme all’avvocatura”.
Centofanti, nella replica, ha preso atto delle azioni in corso da parte dell’amministrazione. “Vedo che l’interlocuzione è frizzante, non avevo dubbi - ha commentato - ci sono passata a mia volta. L’interlocutore è un personaggio difficile, ma sono contenta che ci siano azioni in corso e sarà mia cura dirlo al territorio”.
La consigliera ha poi ricordato anche un precedente tentativo arrivato direttamente dai cittadini: “Nel 2020 avevamo fatto una raccolta di adesioni tra residenti disponibili a pagare un canone per l’apertura notturna del parcheggio ed eravamo arrivati a 82 persone disponibili a pagare”.














