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Attualità | 01 luglio 2026, 08:00

La parola a Disco Club, le uscite della settimana - ‘The Wow Signal’ ovvero il grande ritorno dei Muse

La band britannica torna con un nuovo lavoro in studio che rievoca le atmosfere cupe di ‘Black Holes and Revelations’ ma questa settimana non manca il soul vintage di Jalen Ngonda, all'energia live di George Thorogood e lo storico ritorno di Peter Frampton

La parola a Disco Club, le uscite della settimana - ‘The Wow Signal’ ovvero il grande ritorno dei Muse

Prosegue questo mercoledì, e andrà avanti per tutti i mercoledì successivi, il rapporto di collaborazione tra ‘La Voce di Genova’ e Disco Club, il celeberrimo negozio di musica di via San Vincenzo, tra i più antichi in tutta Italia e tra gli ultimi rimasti in attività a livello di impresa indipendente. Ogni settimana, nel ciclo ‘La parola a Disco Club’, Gian, Dario e i numerosi altri esperti di questo impagabile ‘covo’ di appassionati ci accompagneranno tra le ultime uscite, qualche curiosità, le ristampe e le chicche da non perdere. Buona lettura e buon ascolto!

Luglio col bene che ti voglio, cantava Riccardo Del Turco a fine degli anni Ottanta e noi vogliamo citarlo per ricordare che oggi è il primo giorno del nuovo mese e quale inizio migliore se non quello di scoprire le nuove uscite della settimana in fatto di musica.

La novità più attesa di questi giorni porta la firma dei Muse, che interrompono un silenzio discografico durato ben quattro anni con il loro nuovo progetto intitolato The Wow Signal. Si tratta di un lavoro decisamente sui generis, strutturato come un vero e proprio concept album dedicato al tema degli alieni.

Le prime impressioni restituiscono un disco dalle sfumature molto cupe e caratterizzato da una forte aggressività sonora. C'è già chi parla apertamente di un suggestivo ritorno ai fasti e alle atmosfere di un caposaldo della loro discografia come Black Holes and Revelations. Chi ha amato quel percorso di Matt Bellamy e soci potrebbe ritrovare numerose analogie.

Cambiando completamente registro, la settimana riserva un'autentica perla per gli amanti del genere con Doctrine of Love, il secondo album di Jalen Ngonda pubblicato dall'etichetta Daptone. Per chi apprezza le sonorità super retrò, questo disco rappresenta un tuffo speculare negli anni Sessanta: un soul leggero e melodioso, impreziosito da una vocalità in falsetto che evoca lo stile inconfondibile di Smokey Robinson. Un album dal sapore squisitamente Motown, pur battendo bandiera Daptone, destinato a conquistare i cultori del genere.

Per chi cerca invece una scarica di adrenalina, la proposta ideale è Baddest Show on Earth di George Thorogood & The Destroyers. Più che una semplice antologia, si tratta di una formidabile raccolta dal vivo che unisce l'energia del palco a una vera e propria miniera di novità, considerando che ben otto tracce su dieci sono totalmente inedite. Il risultato è un rock-blues ruvido e d'impatto, che dimostra come l'autore della celeberrima Bad to the Bone non abbia perso un briciolo dello smalto dei giorni migliori.

Spazio a un altro capitolo storico che vede il ritorno di Peter Frampton con Carry the Light, un album di inediti che arriva a sedici anni di distanza dall'ultimo lavoro di materiale originale. Scritto a quattro mani con il figlio e arricchito da prestigiose collaborazioni tra le quali spiccano i nomi di Graham Nash e Benmont Tench, il disco si mantiene fedele a una formula consolidata basata su un songwriting pop di altissima qualità, capace di sfidare il tempo senza sbiadire.

Isabella Rizzitano

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