In un’estate tormentata dall’afa, e con il caldo che quest’anno ha fatto capolino già nel mese di maggio, i liguri si dividono: da un lato coloro che, come di consueto, scelgono spiagge, movida e serate all’aperto; dall’altro, però, sempre più persone non rinunciano all’aria condizionata, specie nei giorni in cui la canicola sembra non arrestarsi nemmeno dopo il tramonto.
Il fenomeno dell’impoltronimento, però, inizia a divenire fisiologico: gli over 40, perso il bagliore della gioventù che li spingeva a girare anche di notte in preda ad energie inesauribili, non scelgono più il divano e il refrigerio domestico solo per ragioni di ristrettezza economica o come soluzione occasionale. Sta diventando un’abitudine, infatti, quella di rimanere in casa, comodamente spaparanzati davanti alla TV, con la sola compagnia dei climatizzatori e con lo smartphone perennemente in mano, come se fosse un’appendice anatomica.
Se i giovani continuano a divertirsi, pur essendo tacciati di dipendenza digitale, i maturi e gli attempati scelgono consapevolmente la pace delle quattro mura: è in questo contesto che social media e giochi digitali prendono il sopravvento, sostituendo il contatto umano e quello con la natura. Un bel film, una cenetta casalinga, un bicchiere di vino e una puntata nei casinò italiani che offrono un bonus senza deposito stanno divenendo, pian piano, i nuovi passatempi preferiti, anche in una regione da sempre avvezza all’abbraccio del Mar Ligure e dell’Appennino.
Il mondo cambia… ma non sempre in meglio
E dire che gli appuntamenti estivi, in questa nostra terra, non mancano mai e brillano per la loro varietà: non solo lidi, resort e discoteche, ma anche sagre e tradizioni nostrane, costantemente presenti, come evidenziato dagli innumerevoli appuntamenti del primo fine settimana di luglio.
Nemmeno le numerose iniziative della Regione, che collabora costantemente con imprenditori e istituzioni locali per fornire proposte di svago alternative, in grado di soddisfare tutti i gusti, sembrano però riuscire a vincere la battaglia con l’aria condizionata.
È l’indolenza il problema, non il caldo
Probabilmente, come attestato da numerosi studi che non si limitano ad un’analisi del solo Stivale italico – e men che meno della sola Liguria – le seccature circostanziali da sempre esistenti, come l’eccessiva calura estiva (o il gelo invernale), non rappresentano il cuore del problema.
Alle spalle del nuovo modus vivendi si celano ragioni di natura socio-psicologica: è la società che muta, il suo modo di pensare e approcciarsi alla vita quotidiana, scegliendo di regolare tutto in funzione dell’invadenza, sempre più oppressiva e ossessiva, di una tecnologia che ci rende schiavi ma, al contempo, ci piace. È divenuta una di quelle abitudini malsane, a cui si finisce per essere assuefatti e a cui, allo stesso tempo, non si può rinunciare.
Non ci resta che sperare che la Riviera, col suo richiamo immortale, convinca anche i più pigri ad uscire di casa, risvegliandoli da un obnubilamento che sembra non avere fine.
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