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Sanità | 13 luglio 2026, 11:58

Hub della Cura, sette sportelli nelle Case di Comunità per aiutare le famiglie a trovare assistenti qualificati

La Regione investe un milione di euro del Fondo Sociale Europeo nel nuovo sistema che metterà in rete famiglie, caregiver, Terzo Settore e Registro regionale degli assistenti familiari. Nicolò: “Una vera infrastruttura per sostenere la domiciliarità”. Scajola: “Aiutiamo chi ha bisogno e creiamo lavoro qualificato”

Un servizio pubblico e gratuito, attivo in sette Case di Comunità della Liguria, per aiutare famiglie e caregiver a trovare assistenti familiari qualificati e adeguati alle esigenze di anziani non autosufficienti e persone con disabilità. È l’Hub della Cura, il nuovo progetto presentato questa mattina nella Sala Trasparenza di Regione Liguria e finanziato con un milione di euro del Fondo Sociale Europeo.

La sperimentazione partirà nelle Case di Comunità di Sanremo, Savona, Genova Quarto, Fiumara, Genova Struppa, Chiavari, La Spezia, dove saranno attivati punti di accesso dedicati all’accoglienza delle famiglie, alla valutazione dei bisogni assistenziali e all’incontro con gli assistenti familiari inseriti nel nuovo Registro regionale gestito da Filse.

L’obiettivo è trasformare la ricerca di una badante o di un assistente domiciliare, oggi spesso affidata al passaparola e all’iniziativa delle singole famiglie, in un percorso strutturato, trasparente e accompagnato dai servizi pubblici, dal Terzo Settore e dagli organismi regionali di formazione. “L’Hub della Cura è un luogo all’interno delle Case di Comunità nel quale i cittadini potranno trovare una risposta ai propri bisogni sociosanitari e sociali”, ha spiegato l’assessore regionale alla Sanità, alle Politiche sociosanitarie e sociali e al Terzo Settore Massimo Nicolò.

Tutti i cittadini liguri potranno rivolgersi alle Case di Comunità più grandi, dove sarà presente un punto unico di accesso. Qui le associazioni di volontariato e gli enti del Terzo Settore potranno raccogliere le richieste delle famiglie e aiutarle a individuare un assistente familiare attraverso il Registro regionale organizzato da Filse”. Il servizio sarà gratuito. “Non introduciamo un intervento episodico o un contributo una tantum, ma una vera infrastruttura per sostenere la domiciliarità”, ha sottolineato Nicolò. “Vogliamo aiutare concretamente le famiglie che ogni giorno devono affrontare situazioni di non autosufficienza all’interno della propria abitazione e che spesso non sanno a chi rivolgersi”.

L’Hub della Cura e il Registro regionale degli assistenti familiari non sono la stessa cosa. Il Registro sarà infatti uno degli strumenti principali messi a disposizione dagli Hub. “Il Registro è una parte dell’Hub della Cura ed è una misura che consideriamo strategica per moltissime famiglie”, ha chiarito Nicolò. “L’obiettivo è ampliare progressivamente anche gli altri servizi offerti dalle associazioni di volontariato, dalla genitorialità alla tutela dei minori, fino all’educazione e agli altri livelli essenziali delle prestazioni sociali”.

Il progetto sarà finanziato attraverso il Fondo Sociale Europeo, nell’ambito della collaborazione tra l’assessorato alla Sanità e quello alla Programmazione FSE. “Il Fondo Sociale Europeo sta dando una risposta importante nell’ambito delle politiche sociali”, ha spiegato l’assessore regionale Marco Scajola. “Con il collega Nicolò abbiamo avviato una forte sinergia tra i due assessorati per sostenere le famiglie, offrire nuovi servizi e creare allo stesso tempo opportunità di lavoro”.

Per l’Hub della Cura è stato stanziato un milione di euro. “Aiutiamo chi ha bisogno e, nello stesso tempo, creiamo condizioni di lavoro qualificato per gli assistenti familiari coinvolti”, ha aggiunto Scajola. “È la stessa impostazione che abbiamo seguito con il bonus bebè, il bonus badanti, il Fondo affitti e i corsi per operatori sociosanitari”.

Le risorse potranno essere incrementate nel caso in cui le richieste dovessero superare le previsioni iniziali. “Il Fondo Sociale Europeo ci consente di intervenire con una certa rapidità e di integrare gli investimenti quando il monitoraggio evidenzia nuove esigenze”, ha spiegato Scajola. “Lo abbiamo già fatto con il bonus badanti, con il bonus bebè e con i corsi per Oss. Se serviranno ulteriori risorse, valuteremo come metterle a disposizione”.

A illustrare il funzionamento operativo del servizio è stata Valentina Mari, funzionaria di Regione Liguria e responsabile dell’Area Disabilità e Non Autosufficienza. “L’Hub della Cura è un nuovo servizio che entra nel sistema dell’amministrazione condivisa all’interno delle Case di Comunità”, ha spiegato. “La funzione principale sarà quella di mettere in relazione la domanda e l’offerta di lavoro degli assistenti familiari nell’ambito della disabilità e della non autosufficienza”. Le famiglie potranno quindi rivolgersi direttamente alla Casa di Comunità più vicina, dove operatori dedicati raccoglieranno la richiesta, analizzeranno le necessità della persona fragile e individueranno l’assistente familiare più adatto.

Il nuovo Registro regionale, affidato a Filse, non sarà un semplice elenco di nominativi, ma uno strumento dinamico, aggiornato e organizzato in base alle competenze e alle specializzazioni dei singoli lavoratori. Il sistema sarà inoltre collegato ai percorsi di formazione, validazione e certificazione delle competenze gestiti da Alfa Liguria. “La persona, la famiglia o l’anziano si rivolgeranno alla Casa di Comunità e saranno accolti da operatori che prenderanno in carico il bisogno”, ha spiegato Manuela Facco, referente regionale per le coprogettazioni con il Terzo Settore. “Attraverso il sistema sarà possibile verificare se l’assistente familiare è già formato, se deve completare un percorso di formazione o se deve certificare le competenze acquisite sul campo attraverso Alfa Liguria”. 

Il Registro sarà anche geolocalizzato e consentirà di individuare gli assistenti disponibili più vicini al domicilio della persona da assistere. “Il sistema permetterà di verificare dove vive l’anziano e quali assistenti familiari formati siano presenti nella stessa area”, ha aggiunto Facco. “Sarà inoltre possibile individuare persone con competenze specifiche per assistere pazienti con Alzheimer, Sla o altre patologie particolari”.

Alla base del progetto ci sono anche i dati sull’invecchiamento della popolazione ligure e sulla crescente difficoltà delle famiglie nel reperire personale formato.

Secondo i dati Inps illustrati durante la presentazione, in Liguria risultano circa 28.500 lavoratori domestici tra badanti e colf, dato che non consente però di distinguere con precisione le due categorie. Per soddisfare pienamente le necessità delle famiglie servirebbe un aumento di circa il 56% degli assistenti familiari. “In Liguria abbiamo 43 anziani ogni 100 lavoratori”, ha ricordato Facco. “È un dato impressionante, che obbliga la Regione a programmare oggi i servizi che saranno necessari tra cinque o dieci anni”.

Il progetto punta quindi a costruire un sistema stabile che parta dalla formazione, passi attraverso l’incontro tra domanda e offerta e arrivi fino all’accompagnamento delle famiglie. “L’assistenza domiciliare non può essere considerata soltanto un problema della singola famiglia, ma è una questione collettiva”, ha sottolineato Facco. “Per questo Regione Liguria ha voluto mettere a sistema tutti gli attori e tutte le fasi necessarie a garantire una domiciliarità qualificata”.

Un ruolo centrale sarà affidato agli Enti del Terzo Settore, chiamati a partecipare alla coprogettazione degli Hub insieme ai Distretti sociosanitari, agli Ambiti territoriali sociali e alle Case di Comunità. “La coprogettazione è un modo innovativo di coinvolgere il Terzo Settore, che non viene più considerato soltanto un esecutore ma diventa protagonista attivo grazie alle proprie competenze e alla conoscenza del territorio”, ha affermato il presidente di Filse Gerolamo Taccogna. “Siamo onorati di avere un ruolo nell’attuazione del progetto. Siamo la prima finanziaria regionale ad avventurarci in questo terreno e per noi si tratta di una sfida particolarmente stimolante”.

Gli Hub della Cura si occuperanno di accoglienza e orientamento delle famiglie, analisi dei bisogni assistenziali, selezione degli assistenti familiari iscritti al Registro, supporto alla regolarizzazione dei rapporti di lavoro, collegamento con i servizi territoriali e attivazione di percorsi di sollievo per i caregiver.

Per consulare il bando relativo alla Manifestazione di interesse finalizzata all’individuazione di enti del terzo settore disponibili alla coprogettazione, per la realizzazione del progetto “Registro regionale degli assistenti familiari e attivazione hub della cura”: https://www.filse.it/it/azienda/notizie/manifestazione-di-interesse-finalizzata-all%E2%80%99individuazione-di-enti-del-terzo-settore-disponibili-alla-coprogettazione,-per-la-realizzazione-del-progetto-%E2%80%9Cregistro-regionale-degli-assistenti-familiari-e-attivazione-hub-della-cura%E2%80%9D.html

Federico Antonopulo

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