Alla vigilia della sentenza di primo grado sul crollo del Ponte Morandi, prevista per domani, giovedì 16 luglio 2026, arriva una netta presa di posizione da parte dei vertici di Autostrade per l’Italia. L’amministratore delegato del Gruppo, Arrigo Giana, ha scritto una lettera aperta indirizzata ai familiari delle vittime, alla città di Genova e all'intera nazione, formulando per la prima volta delle scuse ufficiali e formali a nome dell'azienda.
Un passo che giunge dopo anni di silenzi e tensioni, proprio mentre il Tribunale di Genova si appresta a pronunciare il suo verdetto sulle responsabilità del disastro del 14 agosto 2018, costato la vita a 43 persone.
L'amministratore delegato apre la sua riflessione collegandosi direttamente al clima di profonda attesa che precede il pronunciamento dei giudici di domani: "In queste ore siamo in attesa della sentenza di primo grado sulla tragedia del Ponte Morandi, con lo stesso desiderio di verità che sentono i familiari delle vittime, i cittadini genovesi e tutti gli italiani".
Giana ricorda poi il proprio sgomento, analogo a quello di milioni di cittadini, in quella drammatica mattinata di otto anni fa di fronte alle immagini televisive che mostravano la devastazione della Val Polcevera. Un dolore a cui si aggiunse, nei mesi successivi, l'amarezza per la mancanza di un gesto immediato di ammenda da parte della vecchia gestione della società.
La lettera affronta senza reticenze proprio quel vuoto comunicativo e umano che ha rappresentato per anni una ferita aperta per la comunità genovese: "Le azioni e le scelte di alcuni hanno lasciato ferite indelebili, quindi porgere oggi quelle scuse non fatte ieri è una nostra esigenza morale che va al di l’accertamento delle responsabilità e del corso della Giustizia verso la verità".
Pur sottolineando che il Gruppo Autostrade per l’Italia ha conservato il suo nome storico proprio per "custodire la memoria di quanto accaduto il 14 agosto 2018 come monito costante", l'amministratore delegato tiene a marcare la netta discontinuità tra il passato e l'assetto societario attuale, oggi passato sotto il controllo pubblico e radicalmente rinnovato nella sua catena di comando: "Oggi questa azienda è altro rispetto ad allora: un nuovo corso sotto il controllo dello Stato e con nuovi azionisti. Una nuova gestione, con nuovi dirigenti che lavorano giorno per giorno per monitorare la rete, pianificare gli interventi e prevenire i rischi, garantendo così la sicurezza delle infrastrutture, dei viaggiatori e dei lavoratori".
Il culmine della lettera aperta è rappresentato dalle scuse formali, pronunciate a nome di tutti i dipendenti dell'azienda alla vigilia della verità giudiziaria: "Rompiamo il silenzio dunque. Ribadendo l’assoluto impegno delle nostre diecimila lavoratrici e lavoratori affinché fatti del genere non si ripetano mai più, a nome del Gruppo Autostrade per l’Italia voglio chiedere scusa ai familiari delle vittime, ai genovesi e a tutti gli italiani, per le sofferenze originate dal tragico evento del Morandi. Pur consapevole che il nostro gesto non potrà mai cancellare il loro dolore".














